Rider in Piemonte, il Consiglio regionale vota all’unanimità: verso un Fondo per i lavoratori delle piattaforme digitali

Rider in Piemonte, il Consiglio regionale vota all’unanimità: verso un Fondo per i lavoratori delle piattaforme digitali

Approvato l’ordine del giorno di AVS. La Regione viene impegnata a creare uno strumento di sostegno per chi lavora attraverso le piattaforme

Un Fondo regionale per sostenere rider e lavoratori delle piattaforme digitali nei momenti in cui infortuni, guasti o condizioni meteorologiche impediscono loro di lavorare e, quindi, di percepire un reddito.

È l’obiettivo dell’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale del Piemonte, presentato da Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e con prima firma della consigliera Valentina Cera.

Un voto politicamente significativo perché ha raccolto il consenso dell’intera Assemblea regionale, superando le divisioni tra maggioranza e opposizioni su un tema che intreccia lavoro, nuove tecnologie, sicurezza e diritti sociali.

Rider e lavoro digitale: il problema delle tutele

Dietro la crescita dell’economia delle piattaforme c’è infatti un esercito di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno attraversano le città piemontesi, spesso in bicicletta o in scooter, per effettuare consegne organizzate attraverso applicazioni e sistemi digitali.

Un modello di lavoro che negli ultimi anni ha cambiato profondamente il settore delle consegne, ma che continua ad alimentare il dibattito sulle garanzie riconosciute a chi materialmente svolge il servizio.

Pioggia, caldo intenso, gelo, traffico e incidenti sono soltanto alcuni dei rischi quotidiani.

A questi si aggiunge la fragilità economica legata all'eventuale impossibilità di lavorare: un infortunio, un problema al mezzo utilizzato per le consegne o un evento meteorologico particolarmente grave possono tradursi immediatamente nella perdita del reddito.

Ed è proprio su questa zona di vulnerabilità che dovrebbe intervenire il Fondo regionale indicato dall’ordine del giorno.

Il Fondo regionale per i rider: cosa dovrebbe fare

L'obiettivo è introdurre uno strumento pubblico capace di offrire una forma di sostegno ai lavoratori delle piattaforme digitali nei momenti di maggiore difficoltà.

Un intervento che, viene sottolineato, non deve però trasformarsi in una sostituzione degli obblighi e delle responsabilità delle imprese.

Il principio politico alla base della proposta è chiaro: il rischio dell'attività non può essere scaricato esclusivamente sul lavoratore, mentre le piattaforme mantengono il controllo sull'organizzazione delle consegne e sull'attività economica.

Il Fondo non risolverebbe quindi tutte le criticità che interessano il settore, dalla continuità del reddito alle condizioni contrattuali fino alla sicurezza, ma rappresenterebbe un ulteriore strumento di protezione sociale e, soprattutto, un riconoscimento istituzionale della particolare condizione di questi lavoratori.

Il significato politico del voto unanime

È proprio l’unanimità registrata in Consiglio regionale a dare alla decisione un peso politico particolare.

La proposta nasce da AVS, dopo iniziative politiche, interrogazioni e mobilitazioni condotte anche insieme ai rider e alle organizzazioni impegnate nella tutela dei loro diritti, ma con il voto dell’Aula l'impegno diventa patrimonio dell'intero Consiglio regionale del Piemonte.

Un passaggio non secondario: sul principio della necessità di una maggiore protezione per i lavoratori delle piattaforme si è infatti costruita una convergenza trasversale tra le diverse forze politiche.

Ora, tuttavia, il confronto si sposta dal piano politico a quello finanziario.

Il vero banco di prova sarà il Bilancio regionale

L’approvazione dell’ordine del giorno, infatti, rappresenta un indirizzo politico, ma non significa che il Fondo sia già operativo né che disponga automaticamente delle risorse necessarie.

Ed è proprio questo il punto sul quale AVS annuncia battaglia.

Il prossimo passaggio sarà l'inserimento del Fondo nel Bilancio regionale, accompagnato da uno stanziamento sufficiente a renderlo realmente utilizzabile.

«Un ordine del giorno non deve restare una dichiarazione di intenti», è il messaggio politico di Cera e del suo gruppo, intenzionati a monitorare i prossimi passaggi e a incalzare la Giunta regionale affinché all’unanimità espressa in Aula seguano atti amministrativi e risorse.

Per i rider piemontesi, dunque, il voto del Consiglio regionale rappresenta un primo risultato, non il punto di arrivo.

La partita decisiva inizierà con il prossimo bilancio: sarà allora che si capirà se l'impegno condiviso da tutte le forze politiche riuscirà a trasformarsi in una misura concreta di tutela per una delle categorie simbolo delle nuove, e spesso più fragili, forme di lavoro.

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