Riconoscere i segnali, dalla difficoltà nei movimenti ai cambiamenti nelle abitudini, è fondamentale per intervenire in tempo e migliorare la qualità di vita
«Ormai è vecchio, è normale che si muova così». Quante volte, in ambulatorio, sentiamo questa frase? Il cane che al mattino si alza a fatica, il gatto che non salta più sul davanzale, la passeggiata che si accorcia settimana dopo settimana.
Tutti segnali che spesso attribuiamo all'età, e che invece possono nascondere una malattia precisa: l'artrosi.
Che cos'è l'artrosi nel cane e nel gatto
L'artrosi, o osteoartrosi, è una malattia cronica e progressiva delle articolazioni. La cartilagine che riveste le superfici articolari si consuma, l'osso sottostante si modifica e si formano piccole escrescenze ossee. Il risultato è un'articolazione più rigida, infiammata e, soprattutto, dolorosa. Colpisce più spesso gli animali anziani, i soggetti in sovrappeso, le razze di taglia grande e chi ha avuto problemi articolari da giovane, come una displasia dell'anca o del gomito o una lesione ai legamenti del ginocchio.
Con l'arrivo del freddo e dell'umidità i sintomi tendono a peggiorare, ed è proprio in autunno che molti proprietari se ne accorgono.
Artrosi: i segnali da non ignorare
Il cane raramente si lamenta. Più spesso cambia le sue abitudini: fatica ad alzarsi dopo il riposo, esita davanti alle scale o prima di salire in auto, zoppica dopo una passeggiata lunga, si lecca insistentemente un'articolazione, diventa meno paziente con i bambini o con gli altri cani.
Nel gatto i segnali sono ancora più sfumati, ed è per questo che l'artrosi felina è molto più frequente di quanto si creda.
Il gatto con artrosi salta meno, o sale sui mobili a tappe; usa meno la lettiera, o sporca fuori perché fatica a entrarci; si pulisce di meno, e il pelo della schiena appare trascurato; dorme di più e gioca meno. Tutti comportamenti che è facile scambiare per semplice pigrizia dell'età.
Come si diagnostica l'artrosi
La diagnosi si basa sulla visita clinica e ortopedica, durante la quale il veterinario valuta l'andatura, la mobilità e la dolorabilità delle singole articolazioni, e sugli esami radiografici.
Nell'animale anziano è importante inserire questa valutazione in un check-up più completo, con esami del sangue e delle urine: servono a escludere altre malattie e a scegliere le terapie più sicure, soprattutto se reni e fegato non sono più quelli di un tempo.
Artrosi nel cane e nel gatto: si può fare molto
L'artrosi non guarisce, ma si può gestire molto bene. Il primo passo è il controllo del peso: ogni chilo in più è un carico in più sulle articolazioni, e in molti cani il solo dimagrimento migliora nettamente la mobilità. Poi l'attività fisica: meglio passeggiate più brevi ma regolari, ogni giorno, che lunghe uscite solo nel fine settimana.
A casa, piccoli accorgimenti fanno una grande differenza: tappeti antiscivolo sui pavimenti lisci, una cuccia imbottita lontana dagli spifferi, una rampa per salire in auto o sul divano, una lettiera con il bordo basso per il gatto.
Per il dolore esistono oggi diverse possibilità: farmaci antinfiammatori specifici per cani e gatti, nuove terapie a base di anticorpi monoclonali da somministrare una volta al mese, integratori per le articolazioni, fisioterapia. La scelta va fatta con il veterinario, caso per caso.
Farmaci e artrosi: un avvertimento importante
Mai dare al proprio animale farmaci per il dolore pensati per le persone. Il paracetamolo è estremamente tossico per il gatto, anche a dosi minime; l'ibuprofene e altri antinfiammatori di uso umano possono causare nel cane ulcere gastriche e danni ai reni. Quello che per noi è un rimedio da banco, per loro può essere un veleno.
Se il vostro amico a quattro zampe ha superato i 7-8 anni, non aspettate che il problema diventi evidente: un controllo in questa stagione può regalargli un inverno molto più sereno.