Microchip per cani e gatti: un piccolo gesto per ritrovarsi. Ecco come funziona
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Microchip per cani e gatti: un piccolo gesto per ritrovarsi. Ecco come funziona

Una piccola capsula aiuta a identificare gli animali smarriti: perché la registrazione all’anagrafe e i dati aggiornati fanno la differenza

Ogni anno migliaia di cani e gatti si smarriscono. 

Un cancello lasciato aperto, i botti di fine anno, un temporale improvviso, un trasloco: basta un attimo di distrazione, o un grande spavento, perché un animale si allontani da casa.

Quando viene ritrovato, la differenza tra un rientro in poche ore e settimane in un canile o in un gattile, se non peggio, la fa quasi sempre un oggetto grande come un chicco di riso: il microchip.

Che cos'è e come si inserisce

Il microchip è una piccola capsula di materiale biocompatibile che contiene un codice unico di 15 cifre.

Si inserisce sotto la pelle, di norma sul lato sinistro del collo, con un ago simile a quello di una normale vaccinazione.

Non serve anestesia, il fastidio è di un istante e, una volta inserito, dura per tutta la vita dell'animale.

Non ha batterie, non emette segnali e non è un localizzatore GPS: si “attiva” soltanto quando viene letto con l'apposito lettore, che mostra il codice.

Il microchip da solo non basta

È il punto che molti non conoscono. Il codice del microchip, di per sé, è solo un numero: diventa utile quando è registrato nell'anagrafe degli animali d'affezione insieme ai dati del proprietario.

È l'anagrafe che permette al veterinario, alla polizia locale o al canile che ritrova l'animale di risalire in pochi minuti al suo nome e al numero di telefono di chi se ne prende cura.

Per il cane l'identificazione con microchip e l'iscrizione all'anagrafe sono obbligatorie per legge, e vanno fatte nei primi mesi di vita o comunque al momento dell'acquisizione.

Per il gatto, in molte regioni, l'obbligo non c'è ancora, ma la registrazione è fortemente consigliata: i gatti sono proprio gli animali che più spesso si allontanano da casa, e quelli per cui è più difficile ritrovare il proprietario.

Il microchip è inoltre indispensabile per ottenere il passaporto europeo e viaggiare all'estero.

Tenere aggiornati i dati

Un microchip registrato con un indirizzo vecchio o un numero di telefono non più attivo vale poco.

Ogni volta che si cambia residenza, numero di telefono o proprietario (per esempio in caso di cessione dell'animale), i dati vanno aggiornati.

Allo stesso modo va comunicato lo smarrimento, il ritrovamento o il decesso dell'animale. Il vostro veterinario può aiutarvi a verificare che tutto sia in ordine.

Qualche consiglio pratico

Se avete adottato un animale adulto e non sapete se abbia il microchip, chiedete di controllarlo durante la prossima visita: la lettura richiede pochi secondi.

Tenete in un luogo sicuro il certificato di iscrizione all'anagrafe, e annotate il numero del microchip anche sul telefono. Una medaglietta al collare con il vostro numero resta un'ottima aggiunta, perché chiunque la può leggere senza lettore; ma può perdersi, mentre il microchip resta.

Infine, un pensiero per chi trova un animale vagante: non portatelo a casa sperando che il proprietario si faccia vivo. Portatelo da un veterinario o contattate la polizia locale: la lettura del microchip potrebbe riportarlo a casa in giornata.

Pochi minuti in ambulatorio, un piccolo investimento, e la certezza di aver fatto tutto il possibile perché il vostro amico possa sempre tornare da voi.

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