Dalla nausea alla digestione, fino alle possibili proprietà antinfiammatorie: lo zenzero resta una delle spezie più studiate e utilizzate al mondo
Piccante, aromatico e immediatamente riconoscibile. Lo zenzero (Zingiber officinale) attraversa da millenni cucine, culture e tradizioni medicinali e continua ancora oggi ad attirare l'interesse della ricerca scientifica.
Originario delle regioni calde dell'Asia e oggi coltivato in diverse parti del mondo, appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae. La parte utilizzata non è propriamente una radice, come spesso viene chiamata nel linguaggio comune, ma il rizoma, cioè un fusto sotterraneo carnoso e ramificato nel quale la pianta accumula sostanze di riserva.
È proprio il rizoma a finire sulle nostre tavole, fresco, essiccato, macinato o trasformato in estratti e integratori.
Cosa contiene lo zenzero
Il caratteristico sapore pungente deriva soprattutto da diversi composti bioattivi, tra i quali spiccano i gingeroli. Con l'essiccazione e il riscaldamento la composizione può modificarsi, dando origine ad altre sostanze come gli shogaoli.
Sono proprio questi composti ad aver alimentato l'interesse scientifico per le possibili attività antiossidanti e antinfiammatorie dello zenzero.
Questo, però, non significa che lo zenzero possa essere considerato una medicina universale. La ricerca suggerisce alcuni effetti promettenti, ma il livello delle prove cambia sensibilmente a seconda del disturbo preso in considerazione.
Zenzero contro la nausea: il beneficio
Uno degli utilizzi maggiormente studiati riguarda la nausea, in particolare quella associata alla gravidanza.
Lo zenzero può, infatti, contribuire ad alleviare la nausea in gravidanza, mentre le prove sulla riduzione degli episodi di vomito sono meno convincenti.
Per altri tipi di nausea, invece, il quadro è meno definito: ad esempio, non esistono prove altrettanto solide per la cinetosi, mentre rimane incerta l'efficacia come supporto contro nausea e vomito associati alla chemioterapia o dopo un intervento chirurgico.
Proprietà antinfiammatorie e artrosi
Un altro campo particolarmente interessante riguarda l'azione sui processi infiammatori.
Alcuni studi suggeriscono che gli integratori di zenzero possano determinare un modesto miglioramento dei sintomi dell'artrosi, soprattutto a livello del ginocchio, soprattutto per l'effetto analgesico nell'osteoartrosi.
È però scorretto presentare lo zenzero come un sostituto naturale di ibuprofene, cortisone o altri farmaci antinfiammatori: le evidenze scientifiche non consentono un confronto di questo tipo né giustificano la sospensione di terapie prescritte dal medico.
Digestione e benessere gastrointestinale
Tradizionalmente lo zenzero viene utilizzato anche per favorire la digestione e contrastare alcuni disturbi gastrointestinali.
La ricerca ha studiato la sua possibile influenza sulla motilità gastrointestinale e sullo svuotamento gastrico, meccanismi che potrebbero contribuire anche alla sua azione contro la nausea.
Questo non significa, però, che lo zenzero debba essere considerato una terapia specifica contro gastrite o reflusso gastroesofageo. Anzi, in alcune persone può provocare bruciore di stomaco e disturbi addominali.
Glicemia, metabolismo e peso: risultati interessanti, ma prudenza
Negli ultimi anni sono aumentati anche gli studi sugli effetti dello zenzero sul metabolismo.
Alcuni studi hanno rilevato possibili benefici sul controllo glicemico, sulla pressione sanguigna, sul peso corporeo e su alcuni parametri metabolici. La qualità delle prove, tuttavia, non è uniforme e gli studi utilizzano dosaggi, preparazioni e popolazioni differenti.
Di conseguenza, lo zenzero non può essere considerato una cura per il diabete né un prodotto dimagrante. Può trovare spazio all'interno di un'alimentazione equilibrata, ma non sostituisce dieta, attività fisica o terapie farmacologiche quando necessarie.
Dolori mestruali
Tra gli ambiti emergenti figura anche la dismenorrea, cioè il dolore associato alle mestruazioni. Secondo il National Center for Complementary and Integrative Health statunitense, alcuni studi suggeriscono che gli integratori di zenzero potrebbero contribuire a ridurre l'intensità dei crampi mestruali.
Anche in questo caso è opportuno distinguere il normale consumo alimentare dall'assunzione di estratti o integratori concentrati.
Zenzero in cucina: fresco, secco o in polvere
Al di là delle possibili proprietà salutistiche, lo zenzero rimane soprattutto un ingrediente estremamente versatile.
Fresco, può essere grattugiato o tagliato a fettine per insaporire verdure, riso, pesce, zuppe e piatti speziati. Essiccato e macinato, diventa una spezia utilizzata in curry, biscotti, torte e preparazioni dolci. Può inoltre essere candito oppure impiegato per aromatizzare tisane e bevande.
Tra le preparazioni più famose troviamo il ginger ale e il gingerbread, il tradizionale pan di zenzero legato soprattutto all'immaginario natalizio dei Paesi anglosassoni.
Il suo gusto intenso consente inoltre di dare carattere alle pietanze utilizzandone quantità relativamente piccole.
Lo zenzero fa sempre bene? Attenzione agli effetti indesiderati
Naturale non significa automaticamente privo di effetti collaterali.
Assunto per via orale, soprattutto in quantità elevate o sotto forma di integratori, lo zenzero può provocare bruciore di stomaco, fastidio addominale, diarrea e irritazione della bocca o della gola. Inoltre, chi assume farmaci dovrebbe parlare con il proprio medico prima di utilizzare abitualmente integratori o estratti concentrati, perché le sostanze vegetali possono interagire con alcuni medicinali.
Una particolare attenzione è consigliabile quindi in presenza di patologie, terapie farmacologiche, gravidanza o quando si intendono assumere prodotti ad alte concentrazioni.
Una spezia tra storia e leggenda
Lo zenzero possiede anche una storia culturale straordinaria.
Era conosciuto nell'antichità in Asia e successivamente divenne una spezia apprezzata anche nel Mediterraneo. Nel corso dei secoli gli sono state attribuite proprietà digestive, tonificanti e persino afrodisiache, entrando nella medicina tradizionale e nell'immaginario di numerosi popoli.
La cultura popolare lo ha poi trasformato in protagonista della pasticceria: l'omino di pan di zenzero, il celebre gingerbread man, è diventato uno dei simboli della tradizione natalizia anglosassone.
E il pan di zenzero richiama inevitabilmente anche l'universo delle fiabe, a partire dalla celebre casa ricoperta di dolci di Hansel e Gretel.
Zenzero, superfood o semplice spezia?
Probabilmente nessuna delle due definizioni racconta completamente questa pianta.
Lo zenzero non è la miracolosa “radice della salute” capace di curare ogni disturbo, ma nemmeno una spezia interessante soltanto per il suo sapore.
Le conoscenze scientifiche indicano effetti potenzialmente utili soprattutto contro alcuni tipi di nausea, con risultati interessanti anche nell'ambito dell'artrosi, dei dolori mestruali e di alcuni parametri metabolici. Per molti altri benefici pubblicizzati online, invece, servono studi più solidi.
La sua forza rimane quindi nell'incontro tra tradizione, gastronomia e ricerca scientifica: una pianta utilizzata da millenni che continua, ancora oggi, a essere studiata.