Sab, 6 Giu, 2026

Piemonte, 25 mila famiglie senza assegni di cura: scontro politico AVS-Giunta Cirio sui fondi per la non autosufficienza

Piemonte, 25 mila famiglie senza assegni di cura: scontro politico AVS-Giunta Cirio sui fondi per la non autosufficienza

Venticinquemila persone non autosufficienti in Piemonte rischiano di restare senza assegno di cura a causa dei ritardi nazionali nella ripartizione del Fondo per la non autosufficienza e della scelta della Regione di non anticipare le risorse ai consorzi socio-sanitari. È l’accusa durissima lanciata dalle consigliere regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, Alice Ravinale e Valentina Cera, che puntano il dito contro l’assessore regionale alle Politiche sociali Maurizio Marrone e contro la Giunta guidata da Alberto Cirio.

Il ritardo del Governo e il nodo del DPCM

Al centro della polemica c’è il ritardo nell’approvazione del DPCM nazionale necessario per sbloccare il Piano regionale e consentire la distribuzione dei fondi destinati agli assegni di cura per anziani fragili, persone con disabilità e malati cronici. Un vuoto amministrativo che, secondo AVS, rischia di trasformarsi rapidamente in una vera emergenza sanitaria e sociale.

Ravinale e Cera ricordano di aver denunciato il problema già all’inizio di febbraio, attraverso un question time presentato in Consiglio regionale dopo le segnalazioni arrivate dai consorzi socio-sanitari piemontesi. Da allora, nonostante il Piano nazionale sia stato approvato in Conferenza Unificata a metà marzo, la situazione sarebbe rimasta bloccata.

“Il Piemonte unico a non anticipare le risorse”

Nel frattempo, quasi tutte le Regioni italiane avrebbero deciso di anticipare le somme necessarie per garantire continuità assistenziale alle famiglie. «Tutte tranne Piemonte e Marche» attaccano Ravinale e Cera, accusando la Giunta di aver scelto di non intervenire nonostante fosse pienamente consapevole delle conseguenze.

Il rischio concreto è che migliaia di nuclei familiari si ritrovino improvvisamente senza uno dei pochi sostegni economici fondamentali per assistere anziani non autosufficienti e persone con gravi patologie. Un’interruzione che potrebbe avere effetti devastanti anche sul sistema sanitario territoriale, già sotto pressione, scaricando ulteriori costi di cura direttamente sulle famiglie o sugli ospedali.

L’attacco politico ad assessorato e bonus sociali

L’attacco politico si concentra soprattutto sull’operato dell’assessore Marrone, accusato di privilegiare “bonus temporanei” e iniziative considerate ideologiche rispetto ai servizi essenziali. Le consigliere AVS parlano apertamente di «scelta politica contro le famiglie» denunciando come negli ultimi anni parte delle risorse sociali siano state destinate, a loro dire, a “festival ideologici”, associazioni antiabortiste e misure spot, mentre mancherebbero fondi immediatamente disponibili per garantire assistenza continuativa ai soggetti più fragili.

Nel mirino finisce anche la gestione dei cosiddetti fondi “extralea”. Secondo quanto emerso durante la discussione sul bilancio sanitario regionale, circa 32 milioni di euro sarebbero rimasti inutilizzati e verrebbero impiegati solo in autunno, dopo essere stati temporaneamente dirottati per coprire il disavanzo della sanità piemontese.

“Perché non usare almeno parte di quelle risorse per anticipare gli assegni di cura?”, chiedono le esponenti di opposizione, definendo “indegna” la situazione in cui sarebbero stati lasciati consorzi e famiglie.

La vicenda approderà ora anche in Parlamento: AVS ha annunciato un’interrogazione alla Camera dei Deputati presentata dalla capogruppo Luana Zanella, mentre in Consiglio regionale le opposizioni promettono nuove iniziative per chiedere conto dei ritardi alla Giunta Cirio.

Sul fronte sanitario e sociale, però, il tempo stringe: senza un intervento rapido, migliaia di persone fragili potrebbero ritrovarsi senza assistenza economica proprio mentre aumentano povertà sanitaria, invecchiamento della popolazione e difficoltà di accesso ai servizi territoriali.

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