Voucher scuola in Piemonte, 3.702 domande finanziate. Magliano: «Ora l’obiettivo è esaurire la graduatoria»
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Voucher scuola in Piemonte, 3.702 domande finanziate. Magliano: «Ora l’obiettivo è esaurire la graduatoria»

Quasi 5 milioni già assegnati per il Voucher A destinato alle scuole paritarie. Restano 1.434 richieste da finanziare. Rilanciato il tema della libertà educativa

Quasi cinque milioni di euro già messi sul tavolo, 3.702 famiglie finanziate e altre 1.434 che attendono di sapere se potranno beneficiare del contributo.

In Piemonte il Voucher scuola torna al centro del confronto politico, ma dietro cifre, graduatorie e stanziamenti c’è una questione molto più ampia: quanto pesa il reddito sulla possibilità di una famiglia di scegliere la scuola dei propri figli?

A rilanciare il tema è Silvio Magliano, capogruppo della Lista Civica Cirio Presidente in Consiglio regionale, che punta ora all’esaurimento della graduatoria del Voucher A, il contributo destinato all’iscrizione e alla frequenza nelle scuole paritarie piemontesi.

La prima assegnazione ha consentito di finanziare 3.702 domande per complessivi 4.982.950 euro, coprendo tutte le richieste fino a un ISEE di 22.876,38 euro.

La partita, però, non è ancora chiusa: restano fuori 1.434 domande, delle quali 699 appartengono alla fascia ISEE compresa tra 26mila e 30mila euro.

Ed è proprio su queste famiglie che si concentra adesso l’iniziativa politica di Magliano.

«La scelta educativa non deve dipendere soltanto dal reddito»

Per Magliano il sostegno alle scuole paritarie non rappresenta semplicemente una voce di bilancio, ma riguarda direttamente il principio della libertà di educazione e la possibilità concreta per i genitori di scegliere il percorso scolastico ritenuto più adatto ai propri figli.

«I numeri relativi al Voucher per l’iscrizione e la frequenza alle scuole paritarie dicono dell’attenzione della Regione Piemonte per la libertà di educazione», sottolinea Magliano, richiamando la Legge 62 del 2000, la cosiddetta Legge Berlinguer, che ha inserito le scuole paritarie nel sistema nazionale di istruzione.

Il ragionamento politico è chiaro: secondo Magliano, le famiglie che scelgono una scuola paritaria contribuiscono già attraverso la fiscalità generale al finanziamento del sistema scolastico e devono quindi essere sostenute affinché la scelta educativa non diventi una possibilità riservata esclusivamente ai nuclei con maggiore capacità economica.

È qui che il tema politico incontra quello sociale.

Allargare la platea dei beneficiari significa intervenire sul costo dell’istruzione per centinaia di famiglie, in una fase nella quale rette, libri, trasporti e spese legate alla scuola incidono in maniera significativa sui bilanci domestici.

L’obiettivo: trovare le risorse per altre 1.434 famiglie

L’ampliamento verso la fascia ISEE fino a 30mila euro viene indicato da Magliano come un passaggio importante, ma non ancora sufficiente.

«L’incremento della platea dei beneficiari di quasi 700 famiglie nello scaglione ISEE tra 26mila e 30mila euro costituisce un ulteriore passo avanti verso le esigenze delle famiglie e degli studenti piemontesi», afferma.

Ora la sfida si sposta sulle risorse. Magliano annuncia infatti l’intenzione di lavorare insieme all’assessora regionale Daniela Cameroni per reperire i fondi necessari a scorrere completamente la graduatoria, replicando quanto già avvenuto negli anni precedenti.

Un obiettivo che il consigliere collega anche agli ordini del giorno da lui presentati e approvati dalla maggioranza in Consiglio regionale.

Voucher B, finanziate tutte le domande

Il quadro dei contributi regionali alla scuola comprende anche il Voucher B, destinato alle spese scolastiche previste dalla misura regionale.

Su questo fronte è stato raggiunto per la prima volta il finanziamento di tutte le domande presenti in graduatoria, con un incremento dei beneficiari superiore a 28mila famiglie.

Un risultato che Magliano attribuisce al lavoro dell’assessora Cameroni e della Giunta regionale e che viene utilizzato come precedente per chiedere un ulteriore sforzo anche sul Voucher A.

La questione resta dunque aperta e assume inevitabilmente un significato politico: la maggioranza regionale rivendica l'investimento

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