Emergenza casa a Volpiano: 585mila euro per restituire alloggi vuoti alle famiglie in difficoltà

Emergenza casa a Volpiano: 585mila euro per restituire alloggi vuoti alle famiglie in difficoltà

Il Comune rafforza gli interventi contro un disagio sempre più diffuso

Famiglie che non riescono più a sostenere l’affitto, persone fragili senza una sistemazione stabile e appartamenti pubblici che restano vuoti perché necessitano di lavori. 

Anche a Volpiano l’emergenza abitativa mostra contorni sempre più preoccupanti e impone alle istituzioni risposte rapide e concrete.

L'Amministrazione, a questo proposito,  interviene ora con un pacchetto complessivo da 585mila euro, destinato a sostenere le situazioni più critiche e, soprattutto, a recuperare immobili inutilizzati per trasformarli in nuove opportunità abitative.

Dal Comune 285mila euro per affrontare il disagio

Con l’assestamento di bilancio approvato dal Consiglio comunale il 23 luglio, l’Amministrazione ha stanziato 150mila euro per interventi direttamente collegati all’emergenza abitativa.

A questa somma si aggiungono altri 135mila euro destinati agli immobili di proprietà del Comune di Torino presenti sul territorio e gestiti da ATC. Le risorse serviranno a realizzare gli interventi necessari per rendere nuovamente disponibili gli appartamenti rimasti vuoti e inutilizzati da tempo.

Un paradosso particolarmente evidente: mentre cresce il numero delle persone in cerca di una casa sostenibile, parte del patrimonio pubblico non può essere assegnata a causa della necessità di manutenzioni e lavori di riqualificazione.

Dalla Fondazione CRT altri 300mila euro

Un ulteriore e significativo contributo arriva dalla Fondazione CRT, che ha comunicato al Comune di Volpiano la concessione di un finanziamento da 300mila euro.

La somma sarà utilizzata per riqualificare un immobile comunale da destinare all’accoglienza nelle situazioni di emergenza abitativa. Uno spazio che potrà offrire una risposta temporanea ma essenziale a persone e nuclei familiari rimasti improvvisamente senza una sistemazione adeguata.

Affitti, precarietà e fragilità: il disagio si allarga

L’emergenza casa non riguarda più soltanto le situazioni di marginalità estrema. L’aumento dei canoni di locazione, la precarietà lavorativa e il peso crescente delle spese quotidiane espongono al rischio abitativo anche famiglie con un reddito, genitori soli, anziani e lavoratori con occupazioni discontinue.

Perdere la casa, o non riuscire a trovarne una a condizioni accessibili, può innescare una spirale di fragilità che coinvolge il lavoro, la salute, la scuola e la stabilità dei rapporti familiari. Per questo le politiche abitative rappresentano ormai una parte fondamentale del welfare locale.

Recuperare gli alloggi vuoti per dare risposte immediate

La strategia scelta dal Comune punta sul recupero del patrimonio esistente: ristrutturare gli appartamenti inutilizzati significa aumentare l’offerta pubblica in tempi più rapidi, evitando nuovo consumo di suolo e restituendo alla collettività immobili già disponibili.

Il problema ha dimensioni regionali. Tra gli obiettivi annunciati per il 2026, la Regione Piemonte ha previsto il recupero di almeno mille alloggi di edilizia popolare attualmente non assegnabili perché bisognosi di manutenzione. La normativa regionale consente inoltre ai Comuni di riservare una quota degli alloggi disponibili ai nuclei in emergenza abitativa.

Panichelli: «Una risposta concreta alle famiglie»

«Si tratta di una notizia molto importante per Volpiano – commenta il sindaco Giovanni Panichelli –. Oltre alle risorse comunali, siamo riusciti a ottenere un contributo significativo che ci permetterà di ampliare concretamente la risposta ai bisogni abitativi delle persone e delle famiglie in difficoltà».

«È il risultato – conclude il sindaco – di una programmazione attenta e della capacità del Comune di intercettare finanziamenti esterni».

L’investimento da 585mila euro segna dunque un passaggio amministrativo e sociale rilevante: non soltanto contributi per contenere l’emergenza, ma nuovi spazi di accoglienza e appartamenti pubblici da riportare all’uso. Perché dietro ogni alloggio vuoto può esserci una famiglia ancora in attesa di una casa.

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