Volpiano, 56 anni sotto il segno della Madonna delle Vigne: Borgo Colombera ritrova la sua festa

Dai Priori alla Filarmonica, dalla “Nonna in carriola” alla fiaccolata: cinque giorni in cui fede, memoria, musica e convivialità fanno incontrare le generazioni

Cinquantasei edizioni, ma soprattutto cinquantasei modi di ritrovarsi. A Borgo Colombera settembre ha un rito tutto suo: la Filarmonica che accompagna i Priori, le chiavi che passano simbolicamente di mano, la strada che conduce alla piccola cappella, le tavolate, la musica e infine le luci della fiaccolata.

Dal 3 al 7 settembre torna la Festa della Madonna delle Vigne, appuntamento che ha saputo attraversare più di mezzo secolo conservando la propria anima popolare e religiosa e, contemporaneamente, aprendosi a nuove forme di intrattenimento.

Ma per comprendere davvero questa festa bisogna andare oltre il programma.

Quando intorno alla Madonna delle Vigne c'erano davvero le vigne

Il nome custodisce già un pezzo di storia volpianese.

Borgo Colombera si estende verso Lombardore, nella zona della Vauda e la cappella fu chiamata Madonna delle Vigne proprio perché un tempo era circondata dai vigneti.

La chiesetta, che il Comune data tra il XVIII e il XIX secolo, si trova oggi in via Vauda 121 ed è una piccola cappella con portico e pianta rettangolare.

E c'è un'immagine del passato particolarmente suggestiva: la salita che conduce alla cappella, oggi percorsa durante le celebrazioni, decenni fa diventava una sorta di pista improvvisata per slitte. Era uno dei divertimenti dei ragazzi del paese, prima che l'aumento del traffico rendesse quell'abitudine incompatibile con la strada moderna.

Forse anche per questo la Madonna delle Vigne conserva un carattere diverso da quello di una semplice sagra. Il luogo viene prima della festa: la cappella, la Vauda, la strada, il borgo e le persone sono parti dello stesso racconto.

Una tradizione che cambia senza perdere le proprie radici

Negli anni la festa si è trasformata. Sono cambiate la musica, le proposte gastronomiche e le modalità di intrattenimento, ma alcuni elementi sono rimasti sorprendentemente riconoscibili: il ritorno dei Priori, la presenza della Filarmonica Volpianese, la celebrazione religiosa, la “Nonna in carriola”, le serate musicali e la fiaccolata compongono una liturgia laica e religiosa che si rinnova di edizione in edizione.

È proprio questa capacità di mettere allo stesso tavolo generazioni differenti a spiegare probabilmente la longevità dell'appuntamento. I giovani arrivano per la musica, le famiglie per le serate conviviali, altri non rinunciano alla Messa o alla fiaccolata. Alla fine, però, il luogo dell'incontro è lo stesso.

E il 2026 riparte proprio da qui.

Giovedì 3 settembre: le chiavi passano ai nuovi Priori

La festa si aprirà giovedì 3 settembre alle 20 con la sfilata dei Priori accompagnata dalla Filarmonica Volpianese.

Il corteo raggiungerà la Cappella di Santa Caterina, in via Lombardore, dove si svolgerà la tradizionale consegna delle chiavi ai nuovi Priori.

Non è soltanto una cerimonia inaugurale: quel passaggio simbolico rappresenta la continuità della festa, quasi un testimone consegnato da una generazione all'altra.

La serata continuerà al padiglione con il rinfresco e la musica dei Sottoscala.

Venerdì e sabato la festa cambia ritmo

Venerdì 4 settembre, dalle 19.30, il programma guarda soprattutto ai più giovani con DJ Franchito, accompagnato da hamburger, salamelle e cocktail.

Sabato 5 settembre sarà invece la tavola a diventare protagonista: dalle 19.30 antipasti, polenta, spezzatino, trippa e dolci, mentre alle 21 salirà sul palco Zona 883.

Il padiglione coperto allestito presso la scuola primaria Ghirotti, in viale Carlo Alberto Dalla Chiesa, diventerà così uno dei centri della manifestazione.

Domenica 6 settembre, il giorno del Borgo

È però domenica 6 settembre che la festa ritroverà la sua dimensione più tradizionale.

Alle 10.45 il ritrovo sarà in Piazza Cavour, con i Priori e la Filarmonica Volpianese. Da qui si raggiungerà la Cappella Madonna delle Vigne per la Santa Messa, seguita dal rinfresco nel cortile della scuola Ghirotti.

Poi, alle 15, spazio a uno degli appuntamenti più curiosi e riconoscibili: “La Nonna in carriola”, la gara in salita riservata ai carretti volpianesi.

Una competizione dal sapore volutamente popolare, quasi un ponte ideale con quella stessa salita sulla quale, molti decenni fa, i ragazzi scendevano con le slitte.

Alle 19.30 si tornerà a tavola con antipasti, fritto di pesce e dolci. Dalle 21, invece, serata danzante con Ornella's Group.

Al termine arriverà un altro dei momenti attesi: l'elezione dei Priori e Sommelier e delle damigelle, seguita dall'estrazione della lotteria.

Lunedì 7 settembre, le luci sulla strada della cappella

Il finale cambia completamente atmosfera.

Lunedì 7 settembre alle 20.30 partirà da Piazza Cavour la tradizionale fiaccolata con il Santo Rosario, diretta alla Cappella Madonna delle Vigne.

Dopo le tavolate e la musica, saranno così le fiaccole a chiudere cinque giorni di festa.

Ed è forse proprio in quell'ultima sera che si comprende meglio perché la manifestazione sia arrivata alla 56ª edizione.

Perché nel frattempo i vigneti che diedero il nome alla cappella sono quasi scomparsi dal paesaggio, le slitte non possono più correre lungo la salita e Volpiano è profondamente cambiata. Ma quella piccola chiesa continua a rappresentare un punto di riferimento del borgo. Anche l'area verde pubblica adiacente porta ufficialmente il nome di Madonna delle Vigne.

56 edizioni e una domanda: che cosa rende viva una tradizione?

Probabilmente non basta ripetere ogni anno gli stessi gesti.

Una tradizione rimane viva quando qualcuno decide ancora di occuparsene: quando c'è chi prepara il padiglione, chi cucina, chi suona, chi accompagna la processione, chi organizza una gara e chi semplicemente torna, magari dopo anni, perché sa che in quei giorni troverà qualcuno che conosce.

È questo il patrimonio meno visibile della Festa della Madonna delle Vigne.

 

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