Volpiano entra nella mappa turistica del Piemonte: è tra i 552 Comuni riconosciuti dalla Regione
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Volpiano entra nella mappa turistica del Piemonte: è tra i 552 Comuni riconosciuti dalla Regione

Il riconoscimento per il 2026 inserisce la città nella rete regionale delle località a vocazione turistica. Da Guglielmo da Volpiano alla posizione tra Torino e Canavese, ora si apre una nuova sfida di valorizzazione

C'è una Volpiano che ogni mattina si mette in movimento, tra aziende, strade percorse dai pendolari e collegamenti con Torino. E poi ce n'è un'altra, più silenziosa e forse meno conosciuta, che affonda le radici nel Medioevo, porta con sé il nome di Guglielmo da Volpiano e guarda verso il Canavese e non solo. È da questo secondo volto della città che potrebbe cominciare una storia nuova.

Per il 2026 Volpiano è infatti entrata nell'elenco dei Comuni turistici riconosciuti dalla Regione Piemonte. E il soggetto della decisione è importante: il riconoscimento arriva dalla Regione, dopo la candidatura presentata dai Comuni interessati e la verifica dei requisiti previsti.

Per Volpiano la domanda interessante diventa allora un'altra: come trasformare quel riconoscimento in un'occasione concreta per farsi conoscere?

L'altra Volpiano, quella da scoprire

La risposta può partire dalla storia.

Volpiano è oggi conosciuta soprattutto come uno dei centri residenziali e produttivi dell'area metropolitana torinese, ma il suo passato racconta molto di più. E conduce inevitabilmente a Guglielmo da Volpiano, religioso, architetto e riformatore vissuto tra il X e l'XI secolo, protagonista di una vicenda che dalla terra piemontese arrivò nel cuore dell'Europa medievale.

Proprio intorno alla sua figura si è sviluppato un percorso di riscoperta culturale che l'Amministrazione considera uno dei punti sui quali costruire una nuova narrazione del territorio. Un progetto sostenuto anche dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e pensato per ricostruire la rete di relazioni storiche che da Volpiano si allarga verso l'Europa.

Ma una città non diventa attrattiva soltanto guardando al proprio passato.

Ci sono le associazioni, gli eventi, gli spazi verdi, il commercio locale e una posizione geografica che può rivelarsi strategica: Volpiano è una sorta di cerniera tra Torino e il Canavese, a poca distanza dall'aeroporto di Caselle.

Mettere insieme questi elementi, fino a oggi forse raccontati separatamente, è la vera sfida aperta dal riconoscimento regionale.

Panichelli: «Un risultato che appartiene a tutta la comunità»

Il sindaco Giovanni Panichelli sottolinea proprio la dimensione collettiva del risultato.

«È un risultato che appartiene a tutti: alle istituzioni, alle associazioni, agli operatori economici, ai cittadini e a tutti coloro che ogni giorno contribuiscono a rendere il nostro paese un luogo accogliente e speciale», afferma, ringraziando la Regione Piemonte per avere riconosciuto il valore del territorio.

L'Amministrazione punta ora a utilizzare questa opportunità per far dialogare maggiormente cultura, turismo, commercio e associazionismo, con l'obiettivo non soltanto di attirare visitatori, ma di produrre ricadute positive sulla città e rafforzare il legame dei residenti con il territorio.

Anche l'assessora alla Cultura Barbara Sapino invita a considerare il riconoscimento non come un punto d'arrivo, ma come l'inizio di un percorso.

«Volpiano ha molto da raccontare», sottolinea Sapino. L'obiettivo è mettere sempre più in rete storia, cultura, associazioni, manifestazioni, commercio e territorio, facendo degli stessi cittadini i primi ambasciatori della città.

Una rete turistica che attraversa tutto il Piemonte

Volpiano entra così in una rete regionale molto più ampia. Per il 2026 sono infatti 552, sui 1.180 complessivi, i Comuni piemontesi riconosciuti come turistici dalla Regione Piemonte: territori molto diversi tra loro, dalle località più conosciute ai borghi, dalle città alle realtà montane e collinari, ciascuno con una propria storia e una propria identità da valorizzare.

Un numero che racconta anche quanto il turismo sia diventato, nelle strategie regionali, uno strumento diffuso di promozione e sviluppo dei territori. E dentro questa grande geografia piemontese, Volpiano conquista ora il proprio posto, forte di un patrimonio storico e culturale che l'Amministrazione sta cercando di riportare al centro del racconto della città.

Un titolo sulla carta, una sfida sul territorio

Essere Comune turistico non significa trasformarsi dall'oggi al domani in una destinazione. Né probabilmente avrebbe senso immaginare per Volpiano un turismo costruito imitando località con caratteristiche completamente differenti.

La strada potrebbe essere molto più originale: partire da ciò che la città è già.

Raccontare Guglielmo da Volpiano e il Medioevo, creare collegamenti con il Canavese, l'aeroporto di Caselle e con altri territori, valorizzare manifestazioni e associazioni, costruire percorsi culturali, mettere in relazione patrimonio e commercio e, soprattutto, riuscire a intercettare chi attraversa questa parte dell'area torinese senza essersi mai chiesto che cosa ci sia da vedere pochi chilometri più in là.

Perché 552 Comuni turistici su 1.180 significano anche una cosa: avere il riconoscimento non basta, da solo, per distinguersi.

La Regione Piemonte ha messo Volpiano sulla mappa dei Comuni turistici del 2026. Adesso tocca alla città riempire quel punto sulla mappa di storie, luoghi e motivi per fermarsi.

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