Volpiano, le minoranze bocciano Panichelli: «25 anni di governo, un paese fermo e promesse tradite»
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Volpiano, le minoranze bocciano Panichelli: «25 anni di governo, un paese fermo e promesse tradite»

Popolazione in calo, tariffe comunali in aumento e promesse elettorali disattese. Si accende il confronto  in vista delle prossime elezioni amministrative

La campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative sembra essere già entrata nel vivo. Ad aprire il confronto politico sono le minoranze consiliari che, attraverso Antonietta Maggisano, Giuseppe Medaglia, Monica Camoletto, Maria Grazia Bigliotto e Patrizia Bertuol, tracciano un bilancio critico dei cinque anni di amministrazione della Giunta Uniti per Volpiano, guidata dal sindaco Giovanni Panichelli.

Un'analisi che non si limita all'ultimo mandato, ma prende in esame anche i venticinque anni di governo della stessa formazione politica, alla guida del Comune dal 2001.

«Venticinque anni di Uniti per Volpiano: un paese che si restringe, famiglie che pagano di più, nessun programma di nuove opere e un programma elettorale 2021 in gran parte disatteso negli aspetti importanti della vita dei cittadini», affermano i rappresentanti delle minoranze.

Per sostenere le proprie valutazioni, il gruppo dichiara di aver preso in esame i documenti ufficiali dell'amministrazione comunale, confrontando i Documenti Unici di Programmazione (DUP) e gli impegni assunti nel programma elettorale del 2021.

«Un paese fermo da venticinque anni»

Secondo le minoranze, i numeri contenuti nei documenti comunali rappresentano soltanto una parte delle criticità che interessano Volpiano.

A questi si aggiungerebbero le segnalazioni dei cittadini, che descrivono un paese poco curato, con problemi di manutenzione, soprattutto nei parchi destinati ai bambini, e una progressiva perdita di attrattività per i giovani e per le attività commerciali.

Nel mirino anche le condizioni del centro cittadino, la pulizia, la sicurezza e la mancanza di iniziative capaci di sostenere il commercio di prossimità.

Per le minoranze, a mantenere viva la comunità sono soprattutto le associazioni sportive, musicali, ricreative e di volontariato, il cui contributo viene considerato fondamentale per la vita sociale del paese.

Il giudizio politico è netto: «Volpiano è fermo a 25 anni fa».

Popolazione in calo: 310 residenti in meno dal 2021

Uno dei primi elementi evidenziati nell'analisi riguarda l'andamento demografico.

Secondo i dati riportati dalle minoranze, Volpiano contava 15.199 residenti al censimento del 2021, scesi a 14.889 alla fine del 2025. Una diminuzione di 310 abitanti, pari al 2%.

Allargando il confronto al 2017, quando la popolazione raggiungeva le 15.445 unità, la flessione arriva al 3,6%.

Un andamento che, secondo i consiglieri, dovrebbe essere letto insieme all'aumento delle entrate comunali e dei costi sostenuti dalle famiglie.

Entrate e addizionale IRPEF: i numeri contestati 

Dall'esame dei DUP emerge, secondo le minoranze, una crescita delle entrate proprie del Comune per abitante.

Il valore passa dai 795,80 euro del 2023 agli 828,48 euro del 2024, fino ai 913,53 euro previsti per il 2027, con un incremento di quasi il 15% nell'arco di quattro anni.

Anche il gettito atteso dell'addizionale comunale IRPEF risulta in aumento, passando da 1,53 a 1,61 milioni di euro, fino a raggiungere una previsione di 1,99 milioni. Un andamento che i cinque consiglieri collegano anche all'introduzione, dal 2024, dell'aliquota unica dello 0,78%.

Mensa, scuolabus e centri estivi: costi in aumento per le famiglie

Tra gli aspetti maggiormente contestati figurano gli aumenti delle tariffe dei servizi scolastici e delle attività estive.

Secondo il confronto effettuato dalle minoranze, il costo della mensa scolastica è cresciuto tra l'11% e il 15% per quasi tutte le fasce ISEE. Soltanto le due fasce più basse avrebbero registrato un incremento più contenuto, intorno al 3%.

La revisione delle soglie ISEE avrebbe inoltre inciso sulle famiglie appartenenti alle fasce intermedie. A titolo di esempio, per un nucleo familiare con ISEE compreso tra 35mila e 50mila euro, il costo del singolo pasto sarebbe passato da 5,45 a 6,44 euro, con un aumento del 18%.

Incrementi ancora più marcati vengono segnalati per il trasporto scolastico.

Fino al 2024, il servizio costava 30 euro mensili nel centro abitato e 25 euro nelle zone esterne. Le tariffe sarebbero successivamente salite rispettivamente a 42 e 38 euro, con aumenti del 40% e del 52%.

Anche la quota agevolata riservata alle famiglie con ISEE inferiore a 5.200 euro sarebbe passata da 5 a 8 euro.

Non mancano le contestazioni sui centri estivi di luglio. La quota d'iscrizione, secondo i dati presentati, sarebbe aumentata da 100 a 180 euro, pari all'80% in più. Per il servizio comprensivo di pre e post centro estivo il costo sarebbe passato da 138 a 218 euro, mentre per i non residenti da 190 a 340 euro.

Opere pubbliche: le critiche su Palafox e Piazza Italia

Il bilancio delle minoranze affronta anche il capitolo delle opere pubbliche.

Il gruppo riconosce che, grazie ai finanziamenti del PNRR, alcuni interventi sono stati completati e altri risultano ancora in fase di esecuzione.

Le critiche si concentrano però soprattutto sulla gestione del Palafox e di Piazza Italia, due interventi considerati emblematici delle scelte amministrative contestate.

Per Piazza Italia vengono richiamate le vicende legate ai lavori realizzati, ai contenziosi giudiziari, agli accordi successivi e agli ulteriori interventi correttivi.

Sul Palafox, invece, le minoranze contestano l'impiego di risorse economiche per progetti che sarebbero stati successivamente abbandonati.

Una gestione definita dal gruppo come il risultato di «scelte irrazionali e dispendiose».

Programma elettorale 2021: le promesse disattese

Un altro punto centrale dell'analisi riguarda il confronto tra il programma elettorale presentato da Uniti per Volpiano nel 2021 e il DUP 2027-2029.

Secondo  i consiglieri, numerosi impegni assunti all'inizio del mandato non troverebbero riscontro nella programmazione più recente oppure sarebbero rimasti a una fase preliminare.

Tra i progetti indicati come non realizzati figura il centro polisportivo che avrebbe dovuto nascere in collaborazione con la parrocchia, comprendendo il rinnovo della piscina e la realizzazione di nuovi campi da tennis e padel.

Per le minoranze si tratta del caso più rappresentativo delle promesse non mantenute dall'amministrazione Panichelli, tanto da definirlo un progetto nato durante la campagna elettorale e mai concretamente sviluppato.

Nell'elenco degli interventi contestati compaiono anche il cosiddetto nonno parco, le aree dedicate agli animali domestici, la riqualificazione di via Giuseppe Raimondo e di Piazza Madonna delle Grazie, la riduzione dei tempi di attesa al passaggio a livello e le coperture nell'area del mercato.

Tutti interventi che erano presenti nel programma elettorale iniziale.

Piste ciclabili, coworking e viabilità: progetti in sospeso

Altri impegni, pur non essendo del tutto scomparsi dalla programmazione, sono rimasti fermi alla fase preparatoria.

È il caso delle piste ciclabili e del progetto di coworking, annunciato già nel 2023, per il quale si starebbero ancora «valutando le iniziative più idonee».

Per via Roma, invece, resterebbe soltanto la possibilità di progettare l'intervento sull'incrocio con via Botta e via Provana.

Particolarmente critica è anche la situazione della stazione ferroviaria e del passaggio a livello, le cui condizioni sono addirittura peggiorate rispetto agli obiettivi indicati nel programma elettorale, senza che siano previste soluzioni capaci di migliorare concretamente gli spostamenti dei pendolari.

Sottopasso Regione Cravero: contestata la scelta da 9,57 milioni di euro

L'ultima parte dell'analisi si concentra sulla viabilità ferroviaria e, in particolare, sulla chiusura del passaggio a livello PL10 di Regione Cravero.

Le minoranze contestano la scelta di realizzare un sottopasso nella stessa zona, per una spesa indicata in 9 milioni e 570mila euro, un'infrastruttura destinata a un utilizzo limitato, anche perché non consentirà il transito di pedoni e biciclette.

La critica riguarda soprattutto la destinazione delle risorse messe a disposizione dalla Regione e da RFI. A giudizio delle minoranze, quei finanziamenti avrebbero potuto rappresentare un'occasione per intervenire anche sulla viabilità della stazione ferroviaria di Volpiano, affrontando problemi che continuano a interessare quotidianamente i pendolari.

 

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