Quattro cittadini, un viale alberato e un parco giochi da mantenere puliti e fruibili: un gesto spontaneo si è trasformato in un esempio concreto di volontariato civico
A volte la cittadinanza attiva nasce quasi per caso. Non servono grandi progetti, programmi complessi o iniziative organizzate. Può cominciare semplicemente guardandosi intorno, accorgendosi che qualcosa può essere fatto e decidendo di rimboccarsi le maniche.
È quello che è successo a Volpiano, dove quattro cittadini sono diventati, quasi naturalmente, i “volontari delle foglie”. Un nome semplice, persino affettuoso, dietro al quale c'è però qualcosa di molto più importante: l'amore per il proprio territorio e la scelta di dedicare gratuitamente tempo ed energie alla comunità.
Dalle foglie da raccogliere nasce un esempio di cittadinanza attiva
Bruno Casagrande, Giuseppe Castelletto, Claudio Lorenzon e Carmelo Sciuto, sono i protagonisti di questo grande esempio di cittadinanza attiva. Tutte le settimane dell'anno dapoco più di un anno a questa parte, si occupano volontariamente della raccolta delle foglie lungo un viale alberato di via Brandizzo nell'area prospicente la chiesa di San Rocco, dove si trova anche un parco giochi molto frequentato da bambini e famiglie.
Tutto parte da un'esigenza molto concreta: vedere quell'area pulita, ordinata e soprattutto fruibile. Un gesto che può sembrare piccolo, ma che piccolo non è affatto.
Perché quando qualcuno comincia a prendersi cura spontaneamente di uno spazio pubblico accade qualcosa di interessante: il risultato diventa patrimonio di tutti. Un viale pulito è più piacevole da percorrere, un parco curato è più facilmente accessibile, uno spazio pubblico mantenuto in ordine invita a essere vissuto e, spesso, anche maggiormente rispettato.
E alla fine, semplicemente, vedere un luogo pulito e fruibile piace a tutti.
Il grazie del Comune di Volpiano
Proprio per riconoscere il valore di questo impegno, nel pomeriggio di lunedì 5 ottobre il sindaco Giovanni Panichelli ha ricevuto in Municipio i quattro volontari.
Un incontro informale, semplice, ma crico di significato, durante il quale è stata consegnata loro una pergamena di riconoscimento, segno del ringraziamento dell'intera comunità per quanto fanno a favore della collettività.
Un riconoscimento che va oltre la raccolta delle foglie. Perché dietro scope, rastrelli e sacchi c'è un principio molto più ampio: un paese è anche il risultato di come i suoi cittadini scelgono di viverlo e di prendersene cura.
Volontariato civico, un valore enorme per la comunità
Ed è proprio qui che emerge il grandissimo valore del volontariato civico.
Non significa sostituirsi alle istituzioni o ai servizi pubblici, ma aggiungere qualcosa che nessun servizio può imporre o programmare: la partecipazione spontanea, il senso di appartenenza e la disponibilità a fare qualcosa per gli altri senza aspettarsi nulla in cambio.
La cittadinanza attiva può nascere da un'associazione, da un progetto strutturato, ma può anche cominciare in modo molto più semplice: da alcune persone che guardano un luogo che sentono proprio e pensano che sarebbe bello mantenerlo pulito.
Poi quel gesto si ripete. Diventa un'abitudine. Altri lo notano. Le famiglie continuano a frequentare il parco, i bambini possono utilizzare più facilmente gli spazi e un pezzo di paese diventa più accogliente.
È in questa normalità che il volontariato civico mostra forse la sua forza maggiore: trasformare un gesto individuale in un beneficio collettivo.
I “volontari delle foglie” di Volpiano raccontano proprio questo. Che per costruire una comunità più attenta non sempre occorrono gesti straordinari. A volte basta cominciare da ciò che si ha davanti.
Una foglia dopo l'altra, un viale dopo l'altro, con una convinzione molto semplice: il territorio è di tutti e prendersene cura significa, in fondo, prendersi cura anche della propria comunità.