Le piene avevano depositato materiale nell’alveo riducendo lo spazio per il passaggio dell’acqua
Il Bendola torna ad avere più spazio per far scorrere l’acqua. Si sono conclusi, nelle scorse settimane, i lavori su circa 700 metri del torrente, dove anni di piene avevano progressivamente accumulato nell’alveo una consistente quantità di materiale, creando un potenziale rischio soprattutto in caso di nuove precipitazioni intense.
L’intervento ha interessato il tratto compreso tra il guado a monte del sifone Alonna e via Torino e punta a migliorare il deflusso delle acque e ridurre le criticità idrauliche in una delle zone delicate del territorio di Volpiano.
Il problema nascosto nell’alveo del Bendola
A rendere necessario l’intervento non è stata un’emergenza improvvisa, ma l’effetto prodotto nel tempo dalle piene.
Ad ogni passaggio dell’acqua, pietre e altro materiale trasportato dalla corrente si erano progressivamente depositati sul fondo. Un accumulo che aveva finito per ridurre la sezione utile dell’alveo, ostacolando il normale scorrimento del torrente.
Una situazione da affrontare prima che potesse trasformarsi in un problema più serio.
Perché quando arrivano piogge abbondanti in poco tempo, la capacità di un corso d’acqua di ricevere e smaltire rapidamente le portate diventa uno degli elementi decisivi per contenere il rischio di esondazioni e allagamenti.
Settecento metri messi in sicurezza
I lavori sono stati realizzati dal Consorzio per l’Arginatura e la Sistemazione del Torrente Banna-Bendola e hanno permesso di recuperare una migliore funzionalità idraulica lungo circa 700 metri di corso d’acqua.
Un intervento di manutenzione, dunque, ma soprattutto di prevenzione.
Ed è proprio su questo aspetto che insiste il sindaco di Volpiano Giovanni Panichelli.
«Voglio ringraziare il Consorzio Banna-Bendola per la fattiva collaborazione e la disponibilità. Quello realizzato è un intervento estremamente importante: prendersi cura dei corsi d’acqua significa lavorare sulla prevenzione e sulla sicurezza del territorio».
Il tema diventa ancora più rilevante di fronte a precipitazioni capaci di scaricare grandi quantità d’acqua in tempi molto brevi.
«Restituire al torrente la sua capacità di far meglio defluire l’acqua – sottolinea Panichelli – è fondamentale soprattutto di fronte a fenomeni meteorologici sempre più intensi».
Ora l’attenzione si sposta sul Rio San Giovanni
Quello appena terminato sul Bendola, però, non sarà l’ultimo intervento.
Il prossimo cantiere riguarderà infatti un altro corso d’acqua del territorio: il Rio San Giovanni.
«A breve – anticipa il sindaco – è previsto l’avvio dei lavori di manutenzione ordinaria all’interno del Rio San Giovanni».
Dal Bendola al Rio San Giovanni, la strategia è quindi quella di intervenire sugli alvei prima che siano le emergenze a imporlo. Perché la sicurezza idraulica passa anche da lavori poco visibili nella quotidianità, ma che diventano essenziali quando il livello dell’acqua comincia a salire.