Clima rovente al Consiglio di Volpiano: le minoranze abbandonano l'aula
Il Consiglio comunale di ieri sera, giovedì 23 luglio, che ha approvato gli equilibri di bilancio si è trasformato in uno dei momenti di maggiore tensione politica degli ultimi anni. Non una discussione sui conti dell'ente, ma uno scontro frontale sul ruolo dell'opposizione, sul diritto di fare domande alla Giunta e, soprattutto, sul significato stesso della dialettica democratica.
A rompere gli equilibri sono stati i tre gruppi di minoranza – Cambiamo Volpiano, Centrodestra per Bigliotto Sindaco e Gente di Volpiano – che hanno deciso di disertare l'intera seduta dopo aver letto un durissimo comunicato affidato al consigliere Giuseppe Medaglia.
"Ci impediscono di controllare la Giunta"
La protesta è nata dalla decisione del presidente del Consiglio comunale Emanuele De Zuanne, assunta dopo il parere negativo del segretario comunale, di dichiarare inammissibile un'interrogazione riguardante il ruolo pubblico dell'assessore all'Agricoltura Luca Ferrero, coinvolto in una causa legale.
Per le minoranze non si tratta di una questione tecnica ma di un precedente politico.
Nel comunicato parlano apertamente di un "grave rifiuto" della maggioranza di affrontare temi di interesse pubblico, accusando il presidente di aver utilizzato un parere tecnico "per non ammettere una semplice interrogazione", alterando così "il concetto di democrazia" dietro motivazioni definite di tutela dei consiglieri.
L'attacco è diretto.
Secondo i tre gruppi, la maggioranza "rifiuta il confronto", "sceglie di silenziare le minoranze per pura comodità politica" e dimostra "una palese mancanza di rispetto verso le istituzioni, la cittadinanza e la democrazia stessa".
Da qui la decisione di lasciare l'aula, ritenendo inaccettabile partecipare a un Consiglio nel quale, hanno spiegato, vengono affrontati soltanto gli argomenti ritenuti politicamente convenienti dalla maggioranza, mentre quelli più scomodi verrebbero esclusi dal dibattito.
L'accusa più pesante ha riguardato proprio il ruolo dell'opposizione: "Silenziare noi significa silenziare migliaia di cittadini che non hanno votato questa amministrazione."
La maggioranza ribalta le accuse: "La vera fuga dal confronto è la vostra"
La replica è arrivata al termine del Consiglio con l'intervento dell'assessore Marco Sciretti, che ha scelto un tono altrettanto netto.
Prima si è rivolto ai giornalisti presenti, ricordando che la seduta riguardava "forse gli argomenti più importanti dell'anno": scuola, sicurezza, investimenti e utilizzo delle risorse pubbliche.
Poi ha contrattaccato.
Sciretti ha respinto qualsiasi accusa di mancanza di trasparenza, difeso il presidente De Zuanne, sostenendo che il Consiglio comunale non può trasformarsi nel luogo dove discutere vicende personali o questioni che esulano dalle competenze dell'assemblea.
"La trasparenza non ci ha mai fatto paura", ha affermato, ribadendo però che esistono limiti fissati dalle regole e dai pareri tecnici.
Ma è sul piano politico che è arrivato l'affondo più duro.
Richiamando figure come Gramsci, Pertini e Calamandrei, l'assessore ha sostenuto che chi crede nelle proprie idee non abbandona il confronto ma resta in aula a difenderle.
Infine ha ribaltato completamente la narrazione dell'opposizione.
"Il consigliere Medaglia ha detto una cosa sacrosanta: rappresentano migliaia di persone. Ebbene, questa sera migliaia di persone sono rimaste senza rappresentanza. E il motivo lo avete visto tutti."
Regolamento o censura? La battaglia si sposta sul terreno politico
La vicenda apre ora un interrogativo destinato a dividere il dibattito cittadino.
Per la maggioranza, il presidente del Consiglio ha semplicemente applicato il regolamento sulla base del parere del segretario comunale, evitando che il Consiglio affrontasse questioni ritenute estranee alle proprie competenze.
Per l'opposizione, invece, proprio dietro il richiamo alle regole si nasconderebbe una scelta politica che limita il diritto delle minoranze di esercitare il proprio ruolo di controllo sull'operato della Giunta.
Due letture opposte, entrambe destinate ad alimentare la polemica anche fuori dall'aula.
Una frattura politica sempre più profonda
Il risultato è che la seduta dedicata agli equilibri di bilancio, uno degli appuntamenti amministrativi più importanti dell'anno, passerà probabilmente alla storia non per le decisioni economiche assunte, ma per l'ennesima rottura istituzionale tra maggioranza e opposizione.
Da una parte chi denuncia un Consiglio comunale che, a suo dire, restringe gli spazi del confronto democratico.
Dall'altra chi accusa le minoranze di aver scelto la strada dell'abbandono invece di combattere politicamente in aula.
Una contrapposizione che, più che chiudersi con il voto sugli equilibri di bilancio, sembra destinata ad accompagnare anche i prossimi mesi della vita politica volpianese.