Dialisi di Ivrea, la Regione frena ancora. Avetta: «Adesso il dubbio è che il reparto non riapra affatto»

Dialisi di Ivrea, la Regione frena ancora. Avetta: «Adesso il dubbio è che il reparto non riapra affatto»

Dopo mesi di attesa, la Regione non indica alcuna data per i lavori

La dialisi dell'ospedale di Ivrea resta sospesa in un limbo amministrativo e politico. A quasi sei mesi dalla prima interrogazione in Consiglio regionale, il tema torna al centro del dibattito con un nuovo affondo del consigliere regionale del Partito Democratico Alberto Avetta, che accusa la Giunta Cirio di aver sostituito le promesse con nuove incertezze.

Lo scorso febbraio Avetta aveva chiesto chiarimenti sull'utilizzo dei 3,6 milioni di euro destinati all'adeguamento del reparto. La risposta dell'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi non indicava alcuna data, limitandosi ad assicurare un rapido esame dell'assegnazione delle risorse.

Con una nuova interrogazione, ieri, martedì 28 luglio, il consigliere dem ha riproposto la stessa domanda: quando tornerà pienamente operativo il reparto di dialisi dell'ospedale di Ivrea?

La risposta della Giunta, però, secondo Avetta apre uno scenario ancora più preoccupante.

«Non solo quando, ma se...»

L'esecutivo regionale ha infatti spiegato che l'Asl TO4 sta svolgendo un accertamento tecnico per individuare la soluzione progettuale più efficace per l'intera rete dialitica, valutando l'integrazione tra i presìdi di Ivrea, Castellamonte e Caluso, così da evitare investimenti ritenuti duplicativi o non pienamente giustificati.

Parole che, secondo Avetta, cambiano radicalmente il quadro: «La risposta è sconcertante. Oggi il dubbio non riguarda più soltanto il quando, ma il se la dialisi tornerà davvero a Ivrea. Parlare di investimenti potenzialmente non giustificati fa pensare che la Regione stia mettendo in discussione la riapertura del reparto».

La polemica politica

Per il consigliere del PD, la Giunta Cirio è chiamata a chiarire rapidamente quali siano le reali intenzioni sul presidio eporediese. Nel frattempo, ricorda Avetta, i pazienti continuano a raggiungere Castellamonte per sottoporsi alle cure, con inevitabili disagi anche per le famiglie e per il personale sanitario impegnato nel servizio.

Avetta trasforma così il caso della dialisi di Ivrea in un nuovo terreno di scontro sulla gestione della sanità piemontese, contestando quella che definisce "una strategia fatta di rinvii e di risposte sempre meno rassicuranti".

Ora la richiesta politica è una sola: dire con chiarezza se il reparto rientra ancora nei programmi della Regione oppure se il progetto è destinato a cambiare definitivamente.

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