Dal 10 al 31 ottobre, la mostra multimediale “Una Comunità Speciale” racconta l’eredità umana e industriale dell’Olivetti. Tre incontri per riflettere sul passato e sul futuro
Ottant’anni di storia, migliaia di lavoratori e un legame che ha saputo resistere al tempo.
L’associazione Spille d’Oro Olivetti celebra un anniversario che va ben oltre la memoria industriale: racconta un’idea di impresa nella quale il lavoro era anche appartenenza, solidarietà e identità collettiva.
Fondata nel dicembre del 1946 da un gruppo di anziani dipendenti Olivetti, l’associazione nacque per mantenere vivi i rapporti umani costruiti all’interno dell’azienda fondata da Camillo Olivetti e trasformata dal figlio Adriano in un simbolo internazionale di innovazione e cultura.
Per celebrare gli ottant’anni, sabato 10 ottobre, alle 15, nella sala Santa Marta di Ivrea, sarà inaugurata la mostra multimediale “Una Comunità Speciale”, un viaggio attraverso la storia della città e del Canavese, tra fabbriche, persone, trasformazioni sociali e patrimonio culturale.
L’esposizione, visitabile fino al 31 ottobre, è promossa dall’associazione con il patrocinio della Regione Piemonte, della Città metropolitana di Torino e del Comune di Ivrea, con la collaborazione dell’Archivio Storico Olivetti e dell’Archivio Nazionale Cinema Impresa.
Tre appuntamenti per raccontare l’eredità Olivetti
Accanto alla mostra, tre incontri offriranno l’occasione di rileggere l’esperienza olivettiana alla luce delle sfide contemporanee.
Il 10 ottobre, l’incontro “89 anni d’oro?” vedrà protagonista il politologo Marco Revelli, insieme alle studiose Cristina Accornero e Dora Marucco.
Sabato 17 ottobre, alle 16, il dibattito “Ivrea e Canavese, ieri e oggi” riunirà il sindaco Matteo Chiantore, Matteo Olivetti, Enrica Sabatini, Marco Peroni e i Comitati di Quartiere per riflettere sui cambiamenti sociali e sul futuro del territorio.
Il 24 ottobre, con “Oltre il prodotto”, l’attenzione si concentrerà sull’impatto dell’Olivetti nella società dei consumi, nel sistema bancario e nell’evoluzione dell’informatica.
Da una piccola spilla a un simbolo di appartenenza
La storia delle Spille d’Oro comincia ancora prima della nascita dell’associazione. Era il 1913 quando Camillo Olivetti, per celebrare la millesima macchina per scrivere M1, fece realizzare un distintivo, donandone uno d’oro alla moglie Luisa Revel.
Nel 1933 quello stesso riconoscimento venne consegnato ai dipendenti con 25 anni di servizio. Un gesto destinato a diventare tradizione.
Dopo la guerra, nel 1948, Adriano Olivetti premiò 116 lavoratori. Negli anni l’associazione sarebbe cresciuta fino a superare i diecimila soci, tra operai, impiegati e dirigenti. Nel 1958 arrivarono anche le Medaglie d’Oro per i 35 anni di servizio e, nel 1959, le Spille d’Oro azzurre per i dipendenti della rete commerciale.
Dal 2024 l’associazione è presieduta da Matteo Olivetti, discendente della famiglia fondatrice e divulgatore della cultura olivettiana.
Un patrimonio che parla ancora al Canavese
A ottant’anni dalla fondazione, le Spille d’Oro continuano a custodire qualcosa che supera la storia di un’azienda: il ricordo di una comunità che aveva fatto del lavoro uno strumento di crescita individuale e collettiva.
La mostra di Ivrea diventa così non soltanto un omaggio al passato, ma un invito a interrogarsi sul presente. Perché l’eredità più preziosa dell’Olivetti non risiede esclusivamente nelle sue innovazioni, ma soprattutto nelle persone e nei valori che hanno contribuito a costruire un’identità condivisa.
Informazioni: la mostra sarà aperta venerdì, sabato e domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Ulteriori dettagli su www.spilledorolivetti.it