Due secoli di storia attraversati da carri, automobili, soldati, studenti e generazioni di lanzesi e non. Sabato 6 giugno il Ponte Mosca ha celebrato il suo prestigioso compleanno trasformandosi, ancora una volta, nel cuore pulsante della comunità. Non una semplice commemorazione, ma una grande festa collettiva che ha riportato al centro dell’attenzione uno dei simboli più rappresentativi della città.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Lanzo Torinese insieme al Comitato Ponte del Diavolo, con il contributo della Città Metropolitana di Torino e la collaborazione del Politecnico di Torino e dell’Istituto Fermi-Galilei di Ciriè, si inserisce nel calendario delle celebrazioni per i 25 anni dal conferimento del titolo di Città.
Il Ponte Mosca protagonista tra storia, architettura e cultura
Le celebrazioni si sono aperte nel salone Agorà del LanzoIncontra con la conferenza dal titolo «Il Ponte Mosca e il suo autore», dedicata alla figura dell’ingegnere Carlo Mosca, tra i principali protagonisti delle grandi opere pubbliche dell’Ottocento sabaudo.
A guidare il pubblico in un affascinante viaggio tra storia, architettura e ingegneria sono stati l’ingegnera Silvia Berton e l’architetto Francesco Bernardo, affiancati dalle docenti delPolitecnico Enrica Maria Bodrato e Chiara Devoti. Particolarmente apprezzato anche il contributo degli studenti del corso Costruzioni, Ambiente e Territorio del Fermi-Galilei di Ciriè, che hanno presentato studi e approfondimenti dedicati al valore storico e architettonico del ponte.
L’inaugurazione del pannello celebrativo
Al termine della conferenza, accompagnati dalle note della Banda Musicale diretta dal maestro Angelo Alasonatti, i partecipanti hanno raggiunto il Ponte Mosca per l’inaugurazione del nuovo pannello celebrativo realizzato dalla Città metropolitana di Torino su iniziativa del Comune e del Comitato Ponte del Diavolo.
Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Fabrizio Vottero, l’intera Amministrazione comunale, la consigliera metropolitana Sonia Cambursano, il presidente del Comitato Ponte del Diavolo Cesare Franzina e numerosi rappresentanti delle associazioni locali.
«Il Ponte Mosca rappresenta un patrimonio storico e infrastrutturale fondamentale per Lanzo e per tutto il territorio metropolitano», ha sottolineato Cambursano. «La collaborazione tra enti consente di accompagnare questo anniversario con interventi concreti di cura, sicurezza e valorizzazione».
«Da duecento anni il Ponte vede passare la vita di Lanzo»
Nel suo intervento il sindaco ha voluto ringraziare tutte le realtà che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione: «Una giornata come questa non si costruisce da soli. È il risultato dell’impegno, della disponibilità e della passione di tante persone che hanno scelto di mettere a disposizione tempo, competenze ed energie per celebrare uno dei simboli della nostra città».
Vottero ha poi sottolineato il significato più profondo della ricorrenza: «Da duecento anni il Ponte Mosca vede passare la vita di Lanzo. Celebrare questo anniversario significa non soltanto guardare al passato, ma riconoscere il valore di ciò che ci tiene uniti come comunità e consegnarlo alle generazioni future».
Parole che hanno sintetizzato perfettamente il senso di una ricorrenza capace di unire memoria, identità e visione del futuro.
La nuova illuminazione valorizza il Ponte
Dopo la merenda sinoira organizzata sul ponte dal Comitato Ponte del Diavolo in collaborazione con il Comune e accompagnata dal dj set di Dj Flax, la giornata ha vissuto uno dei suoi momenti più emozionanti. Con il calare della sera, il Ponte si è acceso grazie alla enuova illuminazione artistica reralizzata per il bicentenario e destinata a diventare permanente. Un intervento che ha valorizzato ulteriormente l’eleganza dell’opera, regalando ai presenti uno spettacolo suggestivo e un’immagine destinata a diventare un nuovo simbolo della Lanzo contemporanea.
Nel concludere la cerimonia, Vottero ha ricordato un episodio riportato nel libro «La mia storia cita» di Linda Cazzagon. Poco dopo la costruzione del ponte, per dissipare i dubbi sulla sua solidità, una pesante turbina destinata all’acquedotto di Funghera venne fatta transitare sul manufatto, dimostrandone definitivamente la resistenza.
Un aneddoto che racconta meglio di qualsiasi discorso la straordinaria forza di questo ponte.
«Duecento anni dopo quel ponte è ancora qui», ha concluso il sindaco. «Ha superato il tempo, le trasformazioni della città e le sfide di ogni epoca. Ed è proprio questa la sua forza: ricordarci che esistono opere capaci di diventare una parte fondamentale della nostra comunità».
Oggi, come nel 1825, il Ponte Mosca continua a collegare non soltanto le sponde del Tesso, ma anche la storia, l’identità e il futuro di Lanzo Torinese, confermandosi uno dei monumenti più importanti e amati delle Valli di Lanzo.

