Sabato 17 ottobre alle 9.30, al poliambulatorio Omnia Salus, una giornata aperta al pubblico sulla salute delle ossa e sulla prevenzione delle fratture
L’osteoporosi è spesso definita una “epidemia silenziosa”: indebolisce progressivamente le ossa senza provocare sintomi evidenti, fino a manifestarsi con una frattura.
Una caduta banale, soprattutto in età avanzata, può segnare l’inizio di un percorso difficile, fatto di interventi chirurgici, riabilitazione e, talvolta, perdita dell’autonomia.
In Italia milioni di persone convivono con questa patologia, ma ancora oggi molti casi vengono diagnosticati soltanto dopo una frattura. Eppure, prevenire l’osteoporosi è possibile e riconoscerla precocemente può fare la differenza.
Prevenzione dell’osteoporosi: movimento e alimentazione
L’osso è un tessuto vivo, in continuo rinnovamento. Per mantenerlo in salute servono attività fisica regolare, un’alimentazione equilibrata e un adeguato apporto di calcio e vitamina D.
Camminare, svolgere esercizi di rinforzo muscolare e allenare l’equilibrio aiuta a preservare la salute dello scheletro e a ridurre il rischio di cadute. È particolarmente importante negli anziani, nei quali anche pochi giorni di allettamento possono determinare una rapida perdita di forza muscolare.
Si innesca così un circolo vizioso: meno movimento, maggiore debolezza, più cadute e un rischio crescente di fratture. Anche smettere di fumare, limitare l’alcol e correggere eventuali carenze nutrizionali contribuisce alla prevenzione.
Diagnosi precoce: MOC-DXA e valutazione del rischio
La mineralometria ossea computerizzata (MOC-DXA) misura la densità minerale delle ossa, ma non è necessaria indistintamente per tutti. Il medico di famiglia valuta i fattori di rischio, come fratture pregresse, familiarità per frattura del femore, menopausa precoce, terapie cortisoniche prolungate e alcune malattie croniche.
La densità ossea, inoltre, non basta da sola a definire il rischio: strumenti come il DeFRA permettono di integrare i dati clinici e orientare le decisioni terapeutiche.
Terapie per l’osteoporosi e prevenzione di nuove fratture
L’osteoporosi è una malattia del metabolismo osseo e dispone oggi di terapie efficaci per ridurre il rischio di frattura. Eppure, molti pazienti interrompono le cure senza un confronto con il medico.
Dopo una frattura, chirurgia e riabilitazione sono fondamentali, ma occorre intervenire anche sulla fragilità dell’osso che l’ha provocata. I farmaci specifici, scelti in base al rischio individuale e alle condizioni cliniche, possono ridurre la probabilità di nuovi eventi.
La terapia richiede controlli regolari e continuità: alcune interruzioni, in particolare quella del denosumab, devono essere pianificate con attenzione.
Il medico di medicina generale può intercettare precocemente il rischio, individuare chi necessita di approfondimenti, favorire l’aderenza alle terapie e coordinare il percorso con gli specialisti.
L’obiettivo va oltre la prevenzione delle fratture: significa conservare la forza, la mobilità e l’autonomia, soprattutto con l’avanzare dell’età.
A Ciriè un incontro sulla prevenzione dell’osteoporosi il 17 ottobre
Invecchiare è inevitabile; perdere la propria autonomia non deve essere considerato un destino inevitabile.
Prevenzione, diagnosi precoce e cure appropriate sono strumenti concreti per proteggere la salute delle ossa e la qualità della vita.
Di tutto ciò si parlerà in una specifica giornata divulgativa sabato 17 ottobre alle 9,30, aperta al pubblico dal titolo "La prevenzione dell'osteoporosi" che si terrà presso il Poliambulatorio medico- riabilitativo Omnia Salus in via Corrado Basso 14.
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