A cura di Monica Canalis, raccoglie 50 biografie di uomini e donne che hanno segnato la storia politica e sociale del Paese. Un viaggio per riscoprire il valore della partecipazione e dell'impegno civile
50 ritratti del Cattolicesimo democratico - A cura di Monica Canalis - Edizioni Capricorno - 128 pp - 13 EURO
Può un libro di ritratti aiutare a comprendere la crisi della partecipazione politica contemporanea? È la domanda che attraversa 50 ritratti del cattolicesimo democratico, il volume collettivo curato da Monica Canalis e pubblicato da Edizioni Capricorno.
L'opera riunisce cinquanta storie, cinquanta volti e altrettanti percorsi umani e intellettuali che hanno contribuito alla costruzione della democrazia italiana. Politici, pensatori, sindacalisti, insegnanti e animatori sociali accomunati da una cultura politica capace di intrecciare ispirazione cristiana, responsabilità pubblica e attenzione alla dimensione sociale.
Non un semplice repertorio biografico, ma un percorso attraverso il Novecento e le sue eredità, nel quale le vicende individuali diventano occasioni per riflettere sul rapporto tra valori, istituzioni e bene comune.
Il libro nasce anche da una preoccupazione legata al presente: il progressivo allontanamento dei cittadini dalla vita politica, un fenomeno che coinvolge anche il mondo cattolico.
L'astensionismo dei cattolici e la necessità di riscoprire la partecipazione
Alle elezioni europee del giugno 2024, secondo un dato attribuito a un sondaggio di Nando Pagnoncelli riportato nella presentazione del volume, il 58% dei cattolici praticanti avrebbe disertato le urne. Una percentuale che solleva interrogativi sul rapporto tra fede, cittadinanza e partecipazione democratica.
Le ragioni di questo distacco possono essere molteplici: dalla difficoltà di riconoscersi nell'offerta politica alla crescente polarizzazione del dibattito pubblico, fino al ruolo dell'educazione civica negli ambienti ecclesiali. Si tratta di possibili chiavi di lettura, non di cause univocamente accertate.
È in questo contesto che si inserisce il progetto editoriale di Monica Canalis, pensato soprattutto come strumento di formazione e di conoscenza storica.
L'obiettivo non è proporre una nuova appartenenza partitica, ma recuperare le radici di una tradizione culturale che ha attraversato la storia italiana, contribuendo al confronto democratico e alla vita delle istituzioni.
Da Pier Giorgio Frassati a Guido Bodrato: il Piemonte protagonista
Particolarmente significativo è lo spazio riservato alle personalità legate al Piemonte, territorio che ha espresso figure di rilievo nella storia del cattolicesimo sociale e democratico.
Tra i protagonisti compare Pier Giorgio Frassati, canonizzato nel settembre 2025, giovane torinese ricordato per la sua spiritualità e per l'attenzione concreta verso i più poveri.
Accanto a lui trovano posto Carlo Donat-Cattin, Guido Bodrato e Giulio Pastore, interpreti di una stagione nella quale il rapporto tra politica, lavoro e rappresentanza sociale occupava una posizione centrale.
Il percorso comprende inoltre Paolo Bonomi, fondatore della Coldiretti, il filosofo Antonio Rosmini, Oscar Luigi Scalfaro, Giovanni Goria e Carla Passalacqua.
Personalità differenti per epoca, formazione e ambiti di intervento, le cui vicende permettono di ricostruire una parte importante della storia civile piemontese e nazionale.
La dimensione territoriale costituisce uno degli elementi di interesse del volume: la grande storia politica emerge anche attraverso le esperienze locali, le associazioni, le organizzazioni sindacali e le comunità nelle quali si sono formate generazioni di cittadini impegnati nella vita pubblica.
Tina Anselmi, Aldo Moro e le altre figure della democrazia italiana
La raccolta supera i confini piemontesi e restituisce un panorama nazionale ed europeo.
Tra i cinquanta ritratti figurano Alcide De Gasperi, Giorgio La Pira, Luigi Sturzo, Konrad Adenauer, David Sassoli e Tina Anselmi, prima donna a ricoprire la carica di ministro nella Repubblica italiana.
Proprio Anselmi, protagonista della Resistenza, delle battaglie per i diritti delle donne e della vita istituzionale, occupa un posto significativo nella pubblicazione. Il suo ritratto è firmato dalla stessa Monica Canalis.
Particolarmente intensa è anche la memoria di quanti hanno pagato con la vita il proprio impegno pubblico.
Aldo Moro, Piersanti Mattarella, Vittorio Bachelet e Roberto Ruffilli rappresentano storie differenti, accomunate dall'essere stati vittime della violenza politica e criminale.
La loro presenza nella raccolta ricorda quanto la costruzione e la difesa delle istituzioni democratiche abbiano attraversato momenti drammatici.
Il libro invita così a guardare oltre la dimensione celebrativa delle biografie, interrogandosi sul significato delle scelte compiute dai protagonisti e sul contesto storico nel quale hanno operato.
Un album fotografico che diventa uno strumento di formazione
Uno degli aspetti distintivi di 50 ritratti del cattolicesimo democratico è la struttura editoriale.
Non un saggio tradizionale, caratterizzato da un'unica narrazione, ma un album foto-biografico nel quale immagini e testi brevi accompagnano il lettore alla scoperta delle singole personalità.
Ciascun ritratto è affidato a un autore diverso, secondo un progetto corale coordinato da Monica Canalis.
Tra i contributori figurano Graziano Delrio, Giovanni Grasso, Mariapia Garavaglia, Bruno Manghi, Francesco Antonioli, Anna Maria Poggi, Renato Balduzzi e Francesco Occhetta.
La scelta di affidare ogni biografia a una voce differente permette di accostare sensibilità e prospettive diverse, mantenendo come filo conduttore la cultura cattolico-democratica.
Il formato agile rende il volume accessibile anche a chi non possiede una conoscenza approfondita della storia politica italiana.
È soprattutto questa la sua vocazione formativa: suscitare curiosità, incoraggiare ulteriori letture e offrire alle nuove generazioni un primo incontro con figure che rischiano di scomparire dalla memoria collettiva.
Come ha spiegato Canalis in occasione della presentazione torinese del libro, l'intento è quello di realizzare uno strumento di formazione più che di commemorazione, capace di far conoscere sia il pensiero sia il volto dei protagonisti.
La memoria delle culture politiche per comprendere il presente
La questione culturale attraversa l'intera opera.
In un dibattito pubblico spesso dominato dall'immediatezza della comunicazione e dalla contrapposizione tra schieramenti, il libro propone di recuperare la profondità storica delle idee politiche.
La tradizione cattolico-democratica viene raccontata come una delle culture che, insieme a quelle socialista, comunista e liberale, hanno contribuito al confronto dal quale è nata la Costituzione italiana.
Il volume offre quindi l'occasione per riflettere sul rapporto tra le grandi tradizioni del Novecento e le trasformazioni della società contemporanea.
Non si tratta di un libro religioso né di un manifesto di partito. La sua prospettiva è quella della cultura politica, intesa come patrimonio di idee, esperienze e pratiche attraverso cui leggere la storia delle istituzioni e della partecipazione civile.
Nella postfazione, Ernesto Maria Ruffini richiama il ruolo quotidiano dei cittadini nella vita dello Stato, sottolineando come la responsabilità pubblica non si esaurisca nel funzionamento delle istituzioni, ma riguardi anche le scelte compiute nelle famiglie, nelle scuole, nel lavoro e nelle comunità.
È un richiamo che collega le biografie del passato alle domande del presente.
Una lettura tra storia, impegno civile e identità democratica
Il principale interesse culturale di 50 ritratti del cattolicesimo democratico risiede nella capacità di accostare storie individuali e vicende collettive.
Attraverso fotografie e brevi biografie, il lettore incontra uomini e donne che hanno interpretato in modi differenti il rapporto tra convinzioni personali, responsabilità sociale e impegno nelle istituzioni.
La forma sintetica dei ritratti privilegia l'accessibilità rispetto all'approfondimento storiografico: una caratteristica che rende l'opera soprattutto un punto di partenza per successive letture e ricerche.
Il percorso da Rosmini a Sassoli permette di attraversare epoche diverse e di osservare come una cultura politica si sia trasformata nel tempo, confrontandosi con questioni sociali, economiche e istituzionali.
Più che fornire risposte definitive alla crisi della partecipazione, il libro riporta l'attenzione su una domanda essenziale: quale ruolo possono avere oggi la conoscenza storica e la formazione civica nel rapporto tra cittadini e democrazia?
Una domanda che va oltre il mondo cattolico e riguarda il futuro della partecipazione pubblica.