A Natale, la tavola è il cuore della casa, almeno a casa della mia famiglia. Il cibo diventa memoria, legame, e calore.
Ogni piatto è un ricordo che ci parla delle persone che amiamo, soprattutto di quelle che non ci sono più.
La pastiera napoletana e la memoria delle nonne
La cucina natalizia, nelle sue infinite varianti regionali, è il filo che ci unisce al passato, ai nostri cari, e alle tradizioni che si tramandano di generazione in generazione.
La Pastiera Napoletana ad esempio, per me è un dolce che mi parla di Nonna Antonietta, la mia nonna napoletana materna.
In Campania, la pastiera è più di un dolce: è il respiro di chi non c’è più. La ricetta di nonna Antonietta, che purtroppo per Natale non è più con noi da molti anni, rivive in ogni morso di quella torta di grano, ricotta e canditi.
Ogni anno, quando mia madre e gli altri in famiglia la preparano, sembra di sentire la sua voce, di sentire il calore della sua cucina.
La pastiera è un dono che non smette mai di essere, anche quando le mani che la preparavano sono ormai lontane.
Struffoli, roccocò e i dolci del Natale napoletano
E poi ci sono gli struffoli napoletani, delle palline fritte ricoperte di miele che creano dipendenza.
E i roccocò, dolci ciambelle speziate e super croccanti con mandorle, cannella, chiodi garofano, scorza di arancio!
Ma questo solo alla fine, per chi ce la fa ad arrivare al dolce.
I piatti salati della tradizione campana
Perchè prima c'è la pasta con le vongole, il capitone, la pizza di scarola, l'insalata di rinforzo e tanto tanto altro!
Mio padre è lucano e anche lì non scherzano per Natale, perchè con i cavatelli salsiccia e funghi, le fave con le cicorie, i peperoni cruschi...si fa fatica ad arrivare ad assaggiare il dolce, le mitiche croccanti rondelle di pasta fritta ricoperte di miele o vincotto.
Il cibo come linguaggio della memoria a Natale
I piatti natalizi tipici piemontesi? Sono nata a Torino, ma non li conosco, perchè a tavola non li ho mai visti!
Sto imparando a conoscere i piatti marchigiani della terra di mio marito, e so che anche da quelle parti si danno da fare in cucina!
Sedersi a tavola a Natale non è solo un atto fisico, ma un rito di condivisione, un momento per onorare il legame invisibile che ci unisce ai nostri cari. Il cibo non è solo nutrimento, è un linguaggio silenzioso che ci permette di sentire la presenza di chi ci ha preceduto e di chi ci sta accanto.
Ogni piatto, ogni gesto, è una carezza che ci ricorda che, anche nel vuoto, il Natale è ancora là, a tenerci insieme.
E anche quando qualcuno manca, ogni piatto che portiamo in tavola è una piccola rivoluzione del cuore, un modo per dire che, anche se il tempo passa, nulla si perde davvero.

