Pasqua 2026 si preannuncia in rallentamento per il comparto agrituristico del Torinese. Secondo le prime stime degli operatori, è previsto un calo del 20% dei turisti stranieri extra UE, accompagnato da una contrazione della domanda interna proveniente dalle regioni più lontane.
Una dinamica che riflette un quadro economico più ampio: crisi del turismo internazionale, instabilità geopolitica e forte aumento dei costi dei voli stanno incidendo sulle scelte di viaggio, spingendo verso soluzioni più vicine e flessibili.
Turismo di prossimità in crescita: per compensare le perdite
Il settore punta ora su una possibile compensazione attraverso il cosiddetto turismo di prossimità. Sempre più viaggiatori scelgono infatti mete raggiungibili in auto, privilegiando soggiorni brevi e meno pianificati.
Si registra inoltre un cambiamento sempre più evidente nei comportamenti di acquisto: le prenotazioni effettuate con largo anticipo sono in diminuzione, mentre aumentano le scelte last minute, sia per i soggiorni sia per i pranzi di Pasqua e Pasquetta. Una tendenza che accresce l’incertezza tra gli operatori e rende più complessa la programmazione e la gestione della domanda.
I numeri del comparto agrituristico nel Torinese
Nonostante le criticità, il settore agrituristico del Torinese continua a rappresentare una realtà strutturata e significativa per l’economia locale. Secondo i dati 2024 dell’Osservatorio turistico regionale, sul territorio si contano 147 agriturismi, con una disponibilità complessiva di 1.797 posti letto e oltre 7.300 coperti nella ristorazione, per un totale di più di 800 addetti impiegati nel comparto.
Nel corso del 2024, queste strutture hanno accolto oltre 15.000 turisti, generando circa 39.000 presenze. Numeri che confermano il ruolo centrale dell’agriturismo come componente strategica dell’economia rurale e dell’offerta turistica del territorio.
Montagna protagonista dopo una stagione invernale record
Nonostante il rallentamento della domanda internazionale, il comparto beneficia dell’effetto positivo della stagione sciistica appena conclusa.
Secondo Jacopo Barone, presidente di Terranostra Torino: «Le festività pasquali arrivano dopo una stagione invernale eccezionale, con innevamento costante che ha rilanciato il turismo della neve nelle vallate».
Le condizioni meteo favorevoli dovrebbero sostenere ancora: ciaspolate primaverili e scialpinismo
Collina e pianura: offerta tra benessere e cicloturismo
Accanto alla montagna, il territorio offre alternative sempre più richieste: soggiorni rurali, percorsi di cicloturismo e esperienze di benessere e relax.
In un contesto segnato dall’overtourism delle città d’arte, l’agriturismo si posiziona come prodotto turistico competitivo, basato su: autenticità, sostenibilità e contatto diretto con la natura
Il valore economico dell’esperienza autentica
Il vero vantaggio competitivo del settore resta il modello di accoglienza: «Negli agriturismi il cliente entra in relazione diretta con la famiglia agricola: non c’è intermediazione, ma un’esperienza autentica legata al territorio».
Un elemento che, in un mercato turistico sempre più orientato all’esperienza, rappresenta un asset strategico.
Il comparto agrituristico torinese si trova oggi ad affrontare una fase di transizione della domanda, caratterizzata da una riduzione dei flussi internazionali, da una maggiore incidenza del turismo locale e da una crescente volatilità nelle prenotazioni.
Nel breve periodo continuano a pesare le variabili macroeconomiche globali, che condizionano le scelte di viaggio. Nel medio termine, tuttavia, il settore può fare leva su alcuni punti di forza strutturali, come il forte radicamento territoriale, la crescente domanda di turismo sostenibile e la capacità di diversificare l’offerta.
Un mix che potrebbe consentire agli agriturismi di assorbire gli shock esterni e mantenere un ruolo centrale nell’economia turistica piemontese.

