Dom, 21 Giu, 2026

Digestato, Coldiretti Torino spinge per l’equiparazione ai fertilizzanti chimici: impatto su costi agricoli e sostenibilità

Digestato, Coldiretti Torino spinge per l’equiparazione ai fertilizzanti chimici: impatto su costi agricoli e sostenibilità

La battaglia per il riconoscimento del digestato come fertilizzante equivalente a quelli chimici entra nel vivo in Europa e potrebbe avere effetti diretti sui costi di produzione agricola e sulla competitività del settore primario italiano. A sostenerlo è Coldiretti Torino, che accoglie con favore l’iniziativa promossa dall’Italia a Bruxelles per superare i vincoli normativi della Direttiva Nitrati, ancora oggi considerati un freno alla diffusione del digestato zootecnico.

Secondo il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici, l’equiparazione del digestato ai fertilizzanti chimici rappresenterebbe una svolta economica per il comparto agricolo: «È finalmente un’iniziativa che può chiudere la stagione della demonizzazione dei concimi naturali prodotti dagli allevamenti».

Dal punto di vista economico, il digestato offre un duplice vantaggio: riduzione dei costi di approvvigionamento dei fertilizzanti e maggiore autonomia produttiva rispetto alle importazioni

Il digestato deriva dalla fermentazione di effluenti animali e biomasse negli impianti di biogas e biometano. Questo processo consente non solo la produzione di energia rinnovabile, ma anche la generazione di un ammendante organico ricco di nutrienti assimilabili dalle piante.

L’utilizzo del digestato ha anche implicazioni rilevanti sul piano ambientale. Secondo le stime, consente una riduzione delle emissioni fino a 840 kg di CO₂ per ettaro, contribuendo agli obiettivi di sostenibilità del settore agricolo. In un contesto di transizione ecologica, il digestato si configura quindi come uno strumento chiave per valorizzare gli scarti zootecnici, ridurre l’impatto ambientale delle coltivazioni e integrare produzione agricola ed energia rinnovabile

L’urgenza della misura emerge con ancora più forza alla luce della recente crisi internazionale. Le tensioni in Medio Oriente, legate alla Guerra del Golfo, stanno infatti incidendo pesantemente sui costi agricoli. I dati del Ministero delle Politiche Agricole evidenziano un +55% per i fertilizzanti chimici e un +60% per il gasolio agricolo. Un aumento che mette sotto pressione gli agricoltori proprio nel pieno della campagna di semina, riducendo i margini e aumentando il rischio per la sicurezza alimentare.

Secondo Coldiretti, il riconoscimento del digestato rappresenterebbe anche una risposta strategica alla dipendenza dall’estero: meno importazioni di fertilizzanti chimici, maggiore resilienza del sistema agricolo e valorizzazione della filiera zootecnica. 

«Il lavoro degli allevatori è fondamentale per tutta la catena alimentare e per la sicurezza del Paese», sottolinea Mecca Cici, evidenziando come il settore continui a essere sottovalutato dalle istituzioni. Per il territorio torinese, l’eventuale modifica normativa potrebbe tradursi in: riduzione dei costi per le aziende agricole locali, maggiore competitività delle produzioni e sviluppo degli impianti di biogas e biometano. 

In attesa delle decisioni europee, il digestato si conferma al centro del dibattito tra economia agricola, sostenibilità ambientale e sicurezza energetica.

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