Satelliti in serie a Settimo Torinese: Space Industries inaugura la fabbrica da oltre 20 milioni
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Satelliti in serie a Settimo Torinese: Space Industries inaugura la fabbrica da oltre 20 milioni

Lo Stellar Hub nasce da un investimento privato di Comat. L’azienda punta a 30 milioni di fatturato e oltre 200 collaboratori entro il 2030, con una capacità teorica massima di 140 satelliti l’anno

Portare la produzione di satelliti su scala industriale, con processi ripetibili e tempi e costi più prevedibili. È la scommessa di Space Industries, che inaugura a Settimo Torinese lo Stellar Hub, uno stabilimento da circa 8.000 metri quadrati realizzato con un investimento interamente privato di oltre 20 milioni di euro del gruppo torinese Comat, controllato dalla famiglia Micelli.

L’operazione rafforza la presenza della manifattura piemontese nella Space Economy e si accompagna a obiettivi di crescita precisi: passare dagli attuali 40 dipendenti a oltre 200 collaboratori entro il 2030, anno in cui la società punta a raggiungere 30 milioni di euro di fatturato.

Una fabbrica per satelliti e costellazioni

Cofondata con l’amministratore delegato Giuseppe Santangelo, Space Industries mette a disposizione di imprese, istituzioni e centri di ricerca una struttura destinata a satelliti fino a 600 chilogrammi. A pieno regime, e in funzione delle caratteristiche delle commesse, la capacità produttiva teorica massima potrà raggiungere 140 satelliti all’anno.

Lo stabilimento comprende circa 2.000 metri quadrati di camere pulite, previste con certificazione ISO 8, e fino a 12 aree separate per l’integrazione. Una configurazione che permette di seguire contemporaneamente più programmi, tutelandone la riservatezza.

Il modello commerciale è flessibile: i clienti possono utilizzare singoli impianti di prova, riservare spazi per assemblaggio e integrazione oppure affidare all’azienda l’intero percorso di verifica e qualifica. La fabbrica non è vincolata a una piattaforma satellitare proprietaria e può quindi lavorare su missioni differenti.

Tre contratti e l’accordo con D-Orbit

Il principale elemento industriale dello Stellar Hub è la concentrazione nello stesso sito dell’intero ciclo di qualifica spaziale, con impianti per prove termovuoto, vibrazionali, elettromagnetiche e di propulsione. Riunire queste attività riduce gli spostamenti tra stabilimenti e semplifica il coordinamento delle lavorazioni.

L’azienda ha già tre contratti all’attivo. In occasione dell’inaugurazione annuncia quello con D-Orbit, con l’avvio delle prove di accettazione sulla piattaforma ION e un confronto su possibili collaborazioni future.

Il polo ha inoltre ospitato i test sul Layer-0 destinato all’aggiornamento di AMS-02, il rivelatore di particelle installato sulla Stazione Spaziale Internazionale, con il contributo di competenze di INFN, NASA, CERN, MIT e Alca Space.

Comat valuta già l’espansione

Completato in circa 15 mesi, dopo l’avvio dei lavori nel luglio 2025, lo stabilimento rappresenta per Comat un investimento nella diversificazione industriale. Il gruppo sta già valutando un futuro ampliamento per accompagnare la crescita della domanda.

La sfida, sottolinea il presidente Gianfranco Micelli, è produrre satelliti con metodo industriale. Per Santangelo, il passaggio decisivo consiste nel progettare anche le costellazioni in funzione della produzione in serie: un cambiamento che punta a trasformare le competenze manifatturiere del territorio in nuove commesse e occupazione qualificata.

 

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