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Nuovo Baulino, dopo tre mesi arriva la visita del Comune. La CGIL: «Gli ospiti non possono più attendere»

Sopralluogo previsto il 2 novembre. I sindacati continuano a denunciare criticità nell’assistenza e nelle condizioni di lavoro e chiedono l’intervento di Regione e ASL TO4

La richiesta era partita a luglio. La disponibilità è arrivata soltanto oggi, dopo tre mesi e articoli sulle presunte condizioni degli anziani ospiti. 

È fissata per il 2 novembre la visita alla RSA Nuovo Baulino chiesta dal Consiglio comunale di Caselle. Un incontro che riapre il confronto politico sulla struttura, mentre CGIL, FP e SPI sollecitano un intervento urgente delle istituzioni.

A riflettere sulla tempistica è Luca Baracco, consigliere di opposizione di Caselle per tutti. Nel confermare la propria partecipazione, Baracco riconosce l’attenzione del sindaco alla vicenda, ma giudica «sorprendente» che la risposta della struttura sia arrivata dopo tre mesi e soltanto in seguito alla pubblicazione di notizie sui presunti disservizi.

Il gruppo, riferisce il consigliere, stava per depositare una nuova interrogazione di sollecito. La proposta di visita ha fermato la presentazione dell’atto. Baracco chiede però un ulteriore passaggio: dopo il sopralluogo, un incontro della Conferenza dei capigruppo con le organizzazioni sindacali che si stanno occupando della RSA.

Le testimonianze delle famiglie

Intanto, dopo gli articoli, continuano ad arrivare al giornale messaggi privati di familiari che raccontano difficoltà e riferiscono di aver portato via i propri cari dalla struttura. Una decisione che alcuni descrivono come dettata «dalla disperazione».

Testimonianze da verificare certamente, ma che mantengono alta l’attenzione su una vicenda nella quale si intrecciano assistenza agli anziani, condizioni del personale e presunte responsabilità nella gestione.

La visita del Comune arriva in questo clima. E il ritardo nella risposta resta un punto politico, anche senza attribuire alla successione tra articoli e convocazione un rapporto di causa ed effetto.

La CGIL: «Una situazione che non ci sorprende»

Il nuovo intervento sindacale porta la data di oggi, mercoledì 28 ottobre ed è firmato da CGIL Settimo Torinese-Ciriè, FP CGIL Torino e SPI CGIL Ciriè. Le organizzazioni dichiarano di occuparsi da tempo della struttura e affermano che il quadro descritto dalle denunce «non ci coglie di sorpresa».

Nel comunicato richiamano presunte carenze igienico-sanitarie, problemi nell’assistenza di base, carenza di organico e turni massacranti. Contestazioni pesanti, che richiedono accertamenti e risposte nel merito.

Il sindacato richiama anche le rette sostenute dalle famiglie, che, secondo quanto riportato nella nota, in molti casi sfiorano i 4.000 euro al mese. Una spesa rilevante, a fronte della quale le organizzazioni chiedono garanzie sulla dignità, sulla sicurezza e sulla salute degli ospiti non autosufficienti e del personale.

Contratto, organici e sicurezza

Sul versante del personale, la nota ricorda gli stati di agitazione e le mobilitazioni promossi nei mesi scorsi dalla FP CGIL. Al centro della vertenza ci sono il contratto applicato, giudicato dal sindacato «al ribasso», il recupero del potere d’acquisto e le condizioni di salute e sicurezza.

La CGIL lamenta la mancanza di risposte concrete da parte della proprietà, Villa Primule Srl, e denuncia carichi di lavoro insostenibili. Allo stesso tempo difende la professionalità degli operatori che, sottolinea, continuano a garantire attenzione ai bisogni degli anziani nonostante le difficoltà.

È uno dei nodi della vicenda: le condizioni di chi assiste e la qualità dell’assistenza non possono essere affrontate separatamente. Su entrambe il sindacato chiede riscontri e interventi.

Ora il confronto con le istituzioni

L’appello è rivolto a Regione Piemonte, ASL TO4, sindaco ed enti preposti, chiamati a intervenire «con la massima urgenza e serietà». «Gli ospiti, le loro famiglie e i lavoratori non possono più attendere», conclude il comunicato.

Il 2 novembre sarà dunque un primo banco di prova. Restano da chiarire le presunte criticità segnalate, le risposte della gestione e gli eventuali provvedimenti necessari. 

Dopo tre mesi, la disponibilità all’incontro è arrivata. Ma la questione del Nuovo Baulino non si chiude con una visita: è dalle risposte che seguiranno che si misurerà l’efficacia dell’iniziativa istituzionale.

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