Caselle, allarme alla Rsa Nuovo Baulino: famiglie esasperate, rette fino a 4.000 euro e accuse di gravi carenze
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Caselle, allarme alla Rsa Nuovo Baulino: famiglie esasperate, rette fino a 4.000 euro e accuse di gravi carenze

La Fondazione Promozione Sociale scrive a Regione, Asl To4, Comune e Nas: segnalati problemi di personale, igiene e assistenza. Tra le denunce anche il presunto morso di un ratto a un’ospite

Famiglie esasperate, anziani fragili che avrebbero bisogno di cure e attenzioni costanti e una domanda che ormai non può più essere rinviata: che cosa sta accadendo alla Rsa Nuovo Baulino di Caselle Torinese?

A rilanciare l’allarme è la Fondazione Promozione Sociale Ets, che ha raccolto le segnalazioni di diversi familiari degli ospiti e ha scritto agli assessori regionali alla Sanità e alle Politiche sociali, alle direzioni regionali competenti, all’Asl To4, alla Commissione di vigilanza, al sindaco di Caselle e ai carabinieri del Nas di Torino.

Il quadro descritto nella lettera è pesante: carenza di personale, assistenza quotidiana ritenuta insufficiente, problemi di igiene, poche attività di socializzazione e continui cambiamenti degli operatori. Episodi e circostanze che la Fondazione chiede alle autorità di verificare con urgenza.

E sullo sfondo c’è un dato che rende ancora più forte l’indignazione dei familiari: per alcuni ospiti la spesa mensile sfiora i 4.000 euro. Cifre enormi per tante famiglie, che si aspettano – e hanno diritto di pretendere – un’assistenza adeguata alle condizioni di persone anziane, malate e non autosufficienti.

Rsa Nuovo Baulino, i familiari: «Situazioni intollerabili»

Non si tratterebbe di un episodio isolato. La Fondazione ricorda di avere già inviato segnalazioni alle istituzioni il 4 giugno e l’11 agosto 2026. Nei mesi scorsi la struttura era finita all’attenzione delle cronache anche per i problemi legati alla climatizzazione e a un blackout.

Eppure, secondo quanto riferito oggi dai familiari, le difficoltà non sarebbero state superate. Al contrario, continuerebbero ad arrivare testimonianze che descrivono una situazione di emergenza, soprattutto sul fronte del personale.

Una delle segnalazioni riportate dalla Fondazione parla di una «frequente carenza di personale in turno», con conseguenze sull’assistenza quotidiana. Un familiare cita in particolare la giornata del 25 aprile, quando, secondo la sua testimonianza, quasi tutti gli anziani sarebbero stati costretti a restare a letto.

Nella stessa segnalazione si lamentano tempi di intervento talvolta troppo lunghi e una generale carenza di attenzione alle necessità degli ospiti. Accuse che devono essere accertate, ma che per la loro gravità non possono essere liquidate come semplici lamentele.

La doccia saltata e la borraccia con la muffa: la denuncia di una figlia

Fra gli episodi portati all’attenzione delle istituzioni c’è anche quello denunciato da una figlia in una comunicazione del 17 ottobre.

«Per l’ennesima volta non viene fatta la doccia settimanale a mio papà per mancanza di personale e oltretutto la settimana scorsa ho trovato la borraccia personale dell’acqua piena di muffa», scrive la donna, rivolgendosi alla direzione della struttura e a diversi enti.

Parole che raccontano lo sconforto di chi affida un genitore a una residenza nella convinzione che riceva le cure necessarie e si ritrova invece, secondo quanto denunciato, a dover segnalare problemi che riguardano bisogni essenziali.

L’igiene personale, l’acqua e l’assistenza quotidiana non sono dettagli. Per una persona non autosufficiente sono parte fondamentale della dignità e della qualità della vita. E le famiglie chiedono di sapere perché, a fronte di rette tanto elevate, debbano trovarsi a denunciare situazioni di questo genere.

La segnalazione del presunto morso di un ratto

Ancora più allarmante è un’altra vicenda riportata dalla Fondazione e contenuta nella documentazione allegata alla lettera.

In una comunicazione del 15 ottobre, una familiare segnala ai carabinieri di essere venuta a conoscenza del caso di un’ospite che, secondo una dichiarazione attribuita alla figlia della donna, sarebbe stata morsa da un ratto all’interno della struttura, nel nucleo Lilla, al primo piano.

La persona che ha scritto ai carabinieri chiede un intervento ispettivo urgente per verificare i fatti, accertare eventuali responsabilità e tutelare la salute degli anziani residenti.

Si tratta di una segnalazione da verificare, non di un fatto il cui accertamento risulti dalla documentazione disponibile. Ma proprio la sua gravità impone una risposta rapida e pubblica: le famiglie hanno diritto di sapere se l’episodio sia avvenuto e quali controlli siano stati effettuati sulle condizioni igienico-sanitarie della struttura.

Poche attività e operatori che cambiano: il disagio degli anziani fragili

Le preoccupazioni non riguardano soltanto l’assistenza materiale. Un’altra testimonianza raccolta dalla Fondazione denuncia una programmazione delle attività di animazione giudicata scarsa e poco coinvolgente.

Secondo il familiare che ha scritto, gli ospiti trascorrerebbero molte ore senza occasioni adeguate di socializzazione e stimolo, con possibili conseguenze sul loro benessere psicologico e relazionale.

La Fondazione riferisce inoltre segnalazioni di un continuo cambiamento degli operatori, anche nei nuclei che accolgono persone con patologie neurologiche. Un avvicendamento che, soprattutto per ospiti particolarmente fragili, rischia di generare disorientamento e disagio.

Per una persona anziana non autosufficiente, la qualità dell’assistenza passa anche dalla continuità delle relazioni, dall’attenzione ai bisogni individuali e dalla possibilità di non trascorrere le giornate nell’isolamento.

Rette e prestazioni aggiuntive: la richiesta di verifiche

Nella lettera firmata dalla presidente Maria Grazia Breda, la Fondazione chiede alle istituzioni anche di verificare se le prestazioni aggiuntive addebitate mensilmente agli ospiti siano documentabili e vengano effettivamente erogate.

È una richiesta centrale. Se le famiglie segnalano una carenza costante di personale, occorre chiarire quali servizi siano compresi nella retta, quali vengano fatturati a parte e se quanto pagato corrisponda a quanto effettivamente garantito.

Perché quando una famiglia arriva a sostenere una spesa che può sfiorare 4.000 euro al mese, non può essere lasciata senza risposte davanti a dubbi sull’assistenza e sui servizi ricevuti. Ogni euro chiesto deve trovare una corrispondenza chiara e verificabile.

«Servono risposte urgenti»: la Fondazione chiama in causa le istituzioni

La Fondazione Promozione Sociale chiede un intervento urgente a tutela degli anziani ricoverati e un riscontro sulle azioni che saranno intraprese. Chiede che vengano verificati gli standard di cura e di personale previsti dalle norme e le condizioni segnalate dai familiari.

Ora la parola passa agli enti competenti. Regione Piemonte, Asl To4, Commissione di vigilanza, Comune di Caselle e Nas sono chiamati, ciascuno per le proprie competenze, a chiarire cosa sia stato verificato e quali provvedimenti siano necessari.

I familiari, da parte loro, non ne possono più. Chiedono controlli, trasparenza e risposte concrete per i loro cari. E hanno ragione a pretenderle: dietro ogni segnalazione ci sono persone fragili che non sempre possono difendersi o raccontare ciò che vivono, e famiglie che sostengono sacrifici economici enormi per affidarle a una struttura di cura.

Le accuse devono essere accertate e alla direzione della Rsa va riconosciuta la possibilità di fornire la propria versione. Ma l’attesa non può diventare l’ennesima risposta. I familiari degli ospiti hanno diritto di conoscere la situazione e di vedere affrontate senza ritardi le eventuali carenze.

 

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