Caselle, bufera sulla Rsa Nuovo Baulino: la Cgil denuncia carenze e condizioni di lavoro insostenibili. La direzione: «Controlli positivi»
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Caselle, bufera sulla Rsa Nuovo Baulino: la Cgil denuncia carenze e condizioni di lavoro insostenibili. La direzione: «Controlli positivi»

Il sindacato annuncia un presidio il 12 novembre. La struttura respinge le contestazioni sull’assistenza. Il Comune attende da luglio una risposta alla richiesta di visita

Da una parte la Funzione pubblica Cgil, che denuncia da tempo personale sotto organico e condizioni di lavoro insostenibili. Dall’altra la direzione della Rsa Nuovo Baulino, che parla di controlli conclusi senza rilievi sulle cure e senza sanzioni. Intanto, le famiglie degli ospiti chiedono risposte sulle segnalazioni raccolte dalla Fondazione Promozione Sociale e il Comune attende da luglio di poter visitare la struttura e incontrare la direzione.

Il caso della residenza per anziani di Caselle continua ad allargarsi. Nei giorni scorsi il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone, al quale si sono rivolti alcuni familiari, ha presentato un esposto alla Procura. 

La Cgil: «Lavoratori sotto organico, denunce rimaste senza risposta»

La Funzione pubblica Cgil sostiene di avere segnalato da tempo, nelle sedi competenti, le difficoltà del personale della Rsa. Nel comunicato diffuso dopo le notizie sulle denunce dei familiari, il sindacato parla di condizioni di lavoro insostenibili.

Secondo la Cgil, lavoratrici e lavoratori sarebbero stati costretti a operare sotto organico, senza poter usufruire regolarmente delle pause e con carenze sul piano della sicurezza. Il sindacato sostiene inoltre che, in sostituzione di operatori socio-sanitari, siano stati impiegati anche addetti privi della qualifica di Oss.

Tra le criticità richiamate ci sono le segnalazioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, comprese quelle sulle elevate temperature alle quali il personale avrebbe dovuto lavorare.

La Cgil contesta anche il contratto collettivo applicato ai dipendenti, che afferma non essere stato sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil, e giudica inadeguate le retribuzioni. Al tempo stesso sottolinea come, nonostante le difficoltà denunciate, il personale abbia sempre garantito «massima professionalità e umanità» nell’assistenza agli ospiti.

«Denunce, stati di agitazione e scioperi»: il sindacato sostiene di avere utilizzato tutti gli strumenti a disposizione per portare alla luce i problemi, senza ottenere risposte concrete dalla società che gestisce la struttura.

Due stati di agitazione e un presidio il 12 novembre

Nel solo 2026, riferisce la Fp Cgil, sono stati aperti due stati di agitazione, è stata inviata una diffida a Villa Primule Srl, società gestrice della residenza, ed è stato organizzato un presidio davanti alla struttura.

Il sindacato aveva inoltre proclamato uno sciopero per il 22 ottobre, che riferisce essere stato bloccato dalla Commissione di garanzia in relazione alla mobilitazione del 30 ottobre.

La protesta continuerà con un nuovo presidio davanti al Nuovo Baulino il 12 novembre. La Cgil chiede a Regione Piemonte e Asl To4, che sostiene informate delle difficoltà dei lavoratori da marzo, di intervenire con tempestività.

«Gli ospiti, le loro famiglie ed i lavoratori non possono più attendere oltre», conclude il sindacato.

La direzione: «Nessuna carenza nei controlli, nessuna sanzione»

Alle denunce replica la direzione della Residenza Nuovo Baulino, che esprime «la massima disponibilità e collaborazione nei confronti delle autorità competenti e delle famiglie degli ospiti», con l’obiettivo di contribuire a fare chiarezza.

La struttura precisa che, a seguito di alcune segnalazioni, è stata sottoposta a diversi controlli della Commissione di vigilanza e dei carabinieri del Nas. Secondo la direzione, le verifiche hanno dato esito positivo e non hanno rilevato carenze sotto il profilo assistenziale, sanitario e della cura degli ospiti.

La residenza aggiunge che non sono state applicate sanzioni. Le raccomandazioni formulate per alcuni adeguamenti tecnici, sostiene, sono state prontamente recepite e attuate.

Sul fronte del personale, la direzione afferma che le risorse al lavoro sono in linea con i parametri previsti dalla normativa. Ribadisce infine il proprio impegno per la qualità dell’assistenza e indica il benessere degli ospiti come priorità.

Il Comune chiede una visita da luglio: nessuna risposta

La disponibilità alla collaborazione dichiarata dalla direzione si accompagna, però, a una richiesta del Consiglio comunale di Caselle che risulta ancora senza risposta.

Già a luglio, dopo il guasto all’impianto di climatizzazione e il blackout, oltre che a seguito delle segnalazioni e dei malumori dei familiari, il Consiglio aveva chiesto un incontro con la direzione e la possibilità di visitare la struttura.

La richiesta è stata sollecitata nuovamente a settembre. Finora, però, non sarebbe arrivato alcun riscontro.

Le segnalazioni delle famiglie: dalla doccia saltata al presunto morso di un ratto

Le denunce dei familiari sono state raccolte in una pec indirizzata a Regione Piemonte, Asl To4, Comune di Caselle e Nas di Torino e di avere già scritto agli enti competenti il 4 giugno e l’11 agosto 2026.

Al centro delle testimonianze c’è la presunta carenza di personale, che secondo i familiari si ripercuoterebbe sull’assistenza quotidiana. Un parente riferisce che il 25 aprile quasi tutti gli anziani sarebbero stati costretti a restare a letto e lamenta tempi di intervento troppo lunghi.

In una comunicazione del 17 ottobre, una figlia denuncia che al padre non sarebbe stata fatta la doccia settimanale per mancanza di personale. La donna racconta anche di avere trovato, la settimana precedente, la borraccia personale dell’acqua «piena di muffa».

Particolarmente grave è la segnalazione trasmessa ai carabinieri il 15 ottobre: una familiare riferisce quanto denunciato dalla figlia di un’ospite, che sarebbe stata morsa da un ratto nel nucleo Lilla, al primo piano della Rsa. 

Nella lettera vengono anche richiamate le lamentele sulle attività di animazione e sui continui cambi di operatori, che secondo i familiari rischierebbero di disorientare gli ospiti più fragili.

Rette fino a 4.000 euro e richiesta di trasparenza

Le famiglie chiedono anche di verificare se le prestazioni aggiuntive addebitate mensilmente siano documentabili e vengano effettivamente erogate.

Per alcuni ospiti, la spesa sostenuta dai parenti sfiora i 4.000 euro al mese. Una cifra che rende ancora più urgente, per chi ha affidato alla struttura un proprio caro, avere chiarezza sui servizi pagati e sull’assistenza ricevuta.

Nei giorni scorsi i familiari si sono rivolti anche al vicepresidente della Regione Maurizio Marrone, che ha presentato un esposto alla Procura: «Di fronte a fatti così gravi che mi sono stati denunciati, come pubblico ufficiale non potevo fare diversamente».

Alle autorità competenti spetterà ora verificare le singole segnalazioni. Famiglie e lavoratori attendono risposte, mentre il Consiglio comunale chiede ancora di poter incontrare la direzione e vedere la struttura.

 

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