Sab, 6 Giu, 2026

Ferrovie Piemonte nel caos: il PD attacca la Giunta Cirio, “pendolari abbandonati e servizio peggiorato”

Ferrovie Piemonte nel caos: il PD attacca la Giunta Cirio, “pendolari abbandonati e servizio peggiorato”

Non è solo una questione di ritardi: è un sistema che scricchiola ogni giorno sulla pelle di migliaia di pendolari. La denuncia arriva dalle oltre 7.200 firme raccolte in Piemonte e riporta al centro del dibattito politico una rete ferroviaria che, secondo il Partito Democratico, negli anni della Giunta Alberto Cirio ha fatto più passi indietro che avanti.

Secondo la consigliera regionale Monica Canalis, i sette anni di governo del centrodestra avrebbero aggravato criticità già esistenti: «La petizione dei pendolari racconta una situazione drammatica, fatta di disservizi quotidiani e crescente divario tra territori e cittadini»

Pendolari esasperati: ritardi, treni vecchi e linee soppresse

La protesta nasce da una petizione popolare promossa dal Comitato Mobilità Integrata Sostenibile, che ha raccolto oltre 7.200 firme in tutta la regione. Un segnale forte che fotografa il malcontento diffuso tra lavoratori, studenti e utenti del trasporto pubblico.

Tra le criticità segnalate dai pendolari emerge un quadro complesso e ormai strutturale: sulle linee regionali circolano ancora treni obsoleti e spesso inadeguati rispetto al numero di utenti, con conseguente sovraffollamento soprattutto nelle ore di punta. A questo si aggiungono ritardi cronici e tempi di percorrenza eccessivamente lunghi, aggravati anche da carenze infrastrutturali, in particolare sulle tratte a binario unico. Non meno rilevante è il problema delle linee ferroviarie soppresse durante la pandemia e mai più ripristinate, che ha ulteriormente ridotto l’offerta di servizio.

I passeggeri denunciano inoltre una comunicazione insufficiente o confusa, sia a bordo dei treni sia nelle stazioni. A rendere il quadro ancora più critico contribuiscono le condizioni generali del servizio, con climatizzazione spesso non funzionante, servizi igienici inutilizzabili e una manutenzione ritenuta inadeguata.

“Basta scuse sul PNRR, servono interventi immediati”

Nel mirino del PD anche l’assessore ai Trasporti Marco Gabusi. Secondo Canalis, la maggioranza “non può più nascondersi dietro ai cantieri del PNRR” per giustificare ritardi e inefficienze.

Le accuse mosse dall’opposizione toccano diversi aspetti della gestione del sistema ferroviario regionale. Nel mirino finiscono innanzitutto la manutenzione ritenuta insufficiente delle linee e le condizioni delle stazioni, spesso giudicate poco sicure e difficilmente accessibili.

Viene inoltre evidenziata la mancanza di una reale integrazione con gli altri sistemi di mobilità, come autobus e piste ciclabili, elemento che limita fortemente l’efficacia del trasporto pubblico. A questo si aggiungono carenze sul fronte dell’informazione agli utenti e i ritardi accumulati nei progetti di raddoppio dei binari e di ammodernamento della rete.

«La Giunta dia un segnale concreto: servono subito più corse e un piano pluriennale serio per il trasporto ferroviario» incalza l’esponente dem.

“Serve monitoraggio serio e programmazione concreta”

Sulla stessa linea anche Nadia Conticelli e Alberto Avetta, che parlano di «criticità chiare e diffuse».

Dopo l’audizione del COMIS, i due consiglieri sottolineano la necessità di un controllo strutturato del sistema: «Le oltre settemila firme depositate dimostrano che il problema è reale e diffuso. Serve un monitoraggio ad ampio raggio e una programmazione concreta».

Tra le priorità indicate emerge innanzitutto la necessità di ripristinare le linee ferroviarie sospese durante la pandemia e mai riattivate, considerate fondamentali per garantire un servizio capillare sul territorio. Viene poi richiesto un deciso miglioramento dei sistemi informativi rivolti ai passeggeri, oggi ritenuti spesso inadeguati e poco affidabili. Altro punto centrale riguarda la gestione delle emergenze e degli scioperi, che secondo i pendolari deve diventare più efficiente e meno impattante sulla quotidianità. Infine, viene posta con forza la questione della sicurezza, sia a bordo dei treni sia all’interno delle stazioni, ritenuta ancora insufficiente.

Trasporto pubblico o “ultima spiaggia”? La sfida politica in Piemonte

Il nodo politico è chiaro: il trasporto pubblico locale deve diventare un’alternativa competitiva all’auto privata, non una scelta obbligata per chi non ha altre opzioni.

«Il servizio ferroviario deve essere il migliore e più efficiente, non l’ultima spiaggia» affermano dal PD.

Intanto, la pressione dei pendolari cresce e il tema della mobilità rischia di diventare centrale nel dibattito politico piemontese nei prossimi mesi. La sfida è aperta: migliorare davvero il servizio o continuare a rincorrere le emergenze.

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