L’emergenza dei senza fissa dimora torna al centro del dibattito politico piemontese e accende lo scontro tra Comune e Regione. A sollevare il caso è Vittoria Nallo, consigliera regionale di Italia Viva – Stati Uniti d’Europa, che punta il dito contro la gestione regionale delle politiche sociali e sanitarie.
Oltre mille senzatetto a Torino: i dati e l’allarme sociale
Secondo i dati Istat, nel capoluogo piemontese si contano oltre mille persone senza fissa dimora, di cui circa 400 costrette a dormire in strada. Numeri che fotografano una fragilità strutturale crescente e che, secondo Nallo, non può più essere gestita solo a livello comunale.
L’assessore comunale Jacopo Rosatelli ha ribadito più volte l’impegno della città nell’accoglienza. Tuttavia, la complessità dei casi – spesso legati a disturbi psichiatrici e dipendenze – richiederebbe un intervento sanitario strutturato che va oltre le competenze municipali.
Accuse alla Regione: nel mirino Riboldi e Marrone
Nel mirino della consigliera finiscono due assessori regionali: Federico Riboldi e Maurizio Marrone.
Secondo Nallo, la Regione Piemonte sarebbe responsabile di una “totale assenza” proprio sul fronte più delicato: quello della salute mentale e delle dipendenze.
«I servizi sono al collasso e non si registrano interventi concreti» accusa la consigliera, sottolineando come la gestione regionale sia ferma tra immobilismo e comunicazione politica.
Particolarmente duro il giudizio su Marrone, definito «campione di propaganda ideologica» mentre Riboldi viene accusato di ignorare la crisi del sistema sanitario territoriale.
Protocollo scaduto e interrogazione in Consiglio
Al centro della polemica anche un nodo amministrativo: un protocollo d’intesa tra enti, scaduto da due anni e mai rinnovato. Una lacuna che, secondo Nallo, avrebbe aggravato il vuoto operativo nella gestione dei casi più fragili.
Per questo, il 17 marzo la consigliera ha depositato un’interrogazione in Consiglio regionale, chiedendo chiarimenti urgenti su come la Giunta intenda intervenire per rafforzare l’assistenza psichiatrica sul territorio, in particolare per le persone che vivono in strada.
Scontro politico: “Non basta il Comune, servono cure”
Il cuore dello scontro è politico ma anche istituzionale: fino a che punto può spingersi l’azione dei Comuni senza un supporto sanitario regionale?
«La gestione non può ricadere solo sui servizi sociali comunali o sulla polizia locale - sostiene Nallo. - Chi vive in strada ha bisogno di cure, non di una Regione che si volta dall’altra parte».
Emergenza senzatetto: un banco di prova per la politica piemontese
Il tema dei senza fissa dimora si conferma così uno dei principali banchi di prova per la politica piemontese. Da una parte il Comune di Torino rivendica gli sforzi fatti sul fronte dell’accoglienza; dall’altra, l’opposizione regionale denuncia un vuoto strategico su sanità e inclusione.
Nel mezzo, centinaia di persone che continuano a vivere ai margini, tra strada, disagio psichico e dipendenze, mentre il confronto politico si fa sempre più acceso.

