Giornata del Panorama 2026, il Piemonte si guarda dall’alto: a Masino il Canavese raccontato dal ghiacciaio

Domenica 6 settembre torna l’iniziativa del FAI dedicata alla scoperta consapevole del paesaggio. Quattro gli appuntamenti piemontesi, da Caravino al Biellese passando per Manta

Ci sono panorami che si guardano e altri che si possono anche leggere. Dentro una linea di montagne, una collina o una pianura apparentemente immobile si nascondono infatti migliaia di anni di storia naturale e altrettante tracce lasciate dall'uomo.

È questa la filosofia con cui domenica 6 settembre torna la Giornata del Panorama, manifestazione organizzata dal FAI – Fondo per l'Ambiente Italiano e arrivata alla tredicesima edizione.

In Piemonte saranno quattro i luoghi protagonisti: Castello e Parco di Masino a Caravino, in provincia di Torino; Castello della Manta nel Cuneese; Villa Flecchia a Magnano e Oasi Zegna a Trivero Valdilana, nel Biellese.

Un appuntamento che quest'anno acquista un significato particolare. Il paesaggio non viene proposto soltanto come una bella fotografia da osservare, ma come un patrimonio fragile, sottoposto agli effetti dei cambiamenti climatici e delle trasformazioni prodotte dall'uomo. Conoscerlo diventa così il primo passo per proteggerlo.

Masino, il grande balcone della provincia di Torino

È soprattutto nel Canavese che la Giornata del Panorama assume una dimensione quasi geologica.

Al Castello e Parco di Masino, a Caravino, lo spettacolo comincia infatti molto prima dei castelli, dei borghi e delle strade che oggi disegnano il territorio. Bisogna tornare indietro nel tempo, quando a modellare questa parte del Piemonte era il gigantesco ghiacciaio Balteo.

Alle 11, 14.15 e 15.45, la guida escursionistica ambientale Roberto Brogliatti accompagnerà i visitatori attraverso il parco storico del Castello in una passeggiata dedicata proprio all'Anfiteatro Morenico di Ivrea e alle tracce lasciate dal ghiacciaio.

Il punto privilegiato è il Belvedere di Masino. Da qui lo sguardo incontra la Serra d'Ivrea, indicata nel programma come la morena laterale più grande d'Europa, che attraversa l'orizzonte con il suo profilo inconfondibile. Più lontano compaiono i primi rilievi delle Alpi Graie, mentre sotto si aprono le pianure dell'anfiteatro morenico.

Non sarà però soltanto una lezione di geologia all'aperto. Il percorso intreccerà natura, storia e aneddoti per mostrare come quello che oggi chiamiamo "panorama" sia in realtà il risultato di una lunghissima sovrapposizione di eventi naturali e presenza umana.

In caso di maltempo l'iniziativa si sposterà nel Palazzo Marchesa con una videoproiezione. L'evento ha il patrocinio, tra gli altri, della Città metropolitana di Torino.

Da Ivrea al Biellese, il paesaggio diventa un quadro

Il filo dell'Anfiteatro Morenico di Ivrea non si interrompe uscendo dalla provincia torinese. Riemerge a Magnano, nel Biellese, dove la Collezione Enrico di Villa Flecchia permette di osservare il paesaggio attraverso gli occhi degli artisti.

Qui il protagonista diventa infatti il rapporto tra pittura e territorio. Nella villa sono conservate opere legate alla stagione della Scuola di Rivara, esperienza artistica nata proprio nel Canavese e caratterizzata dalla pittura paesaggistica en plein air. Tra le opere spiccano le vedute di Antonio Fontanesi.

Per la Giornata del Panorama saranno organizzate visite alle collezioni e una lezione teorica e pratica di acquerello dal vero: il panorama non sarà quindi soltanto qualcosa da fotografare con lo smartphone, ma una veduta da osservare lentamente e provare a riportare sulla carta.

Le visite sono previste nel pomeriggio e per le attività di acquerello è richiesta la prenotazione.

All'Oasi Zegna il panorama si ascolta

Ancora nel Biellese, a Trivero Valdilana, cambia completamente il linguaggio.

All'Oasi Zegna il paesaggio diventa musica con “Paesaggio in Musica. Concerti all'aperto nel cuore dell'Oasi Zegna”, una giornata che mette insieme ambiente, arte e concerti all'aperto.

Alle 10, alla Conca dei Rododendri, partirà il percorso musicale a tappe “Industria, Uomo, Natura”, costruito intorno a composizioni di Hindemith, Mussorgsky e Biber. Alle 15.30, nel giardino di Ermenegildo Zegna, sarà invece la volta del concerto “Quadri e Paesaggi sonori” con l'Ensemble di fiati e archi della Filarmonica TRT.

Anche qui compare un legame diretto con Torino: il progetto coinvolge infatti Obiettivo Orchestra della Scuola APM di Saluzzo insieme alla Filarmonica Teatro Regio Torino, in una collaborazione dedicata anche alla crescita professionale dei giovani musicisti.

Nel Cuneese lo sguardo corre dal Monviso al Monte Rosa

Completa il viaggio piemontese il Castello della Manta, in provincia di Cuneo.

Qui l'orizzonte diventa protagonista già nella serata di sabato 5 settembre con “Panorami stellati”, dedicato all'osservazione di costellazioni e pianeti. Domenica 6 settembre saranno invece proposte le visite “Panorami, confini e orizzonti”, con affacci dalla torre e dalle finestre dell'ala quattrocentesca del castello.

È forse uno dei punti che meglio restituisce le dimensioni del Piemonte: nelle giornate limpide lo sguardo può viaggiare dal Monviso al Monte Rosa, dalle Langhe alla pianura cuneese, con binocoli e bussole messi a disposizione dei partecipanti.

Un Piemonte da osservare lentamente

Masino, Manta, Magnano e Trivero raccontano così quattro modi differenti di guardare la stessa regione: la geologia nel Canavese, i grandi orizzonti alpini nel Cuneese, la pittura e la musica nel Biellese.

Ma il messaggio della Giornata del Panorama va oltre la bellezza di una veduta.

Il paesaggio piemontese è il risultato di un equilibrio costruito nei secoli tra natura e attività umane. Fermarsi a osservarlo significa capire quanto sia cambiato e, soprattutto, quanto possa ancora cambiare.

Per una volta, dunque, l'invito non è semplicemente ad andare da qualche parte. È a fermarsi e guardare davvero.

Crediti: @Franco Bello - @Paolo Barcucci - @Fondazione Zegna - @Roberto Morelli

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