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Torino, il Festival Digitale Popolare conquista i giovani: il 74% degli under 35 guarda con fiducia al futuro digitale

Piazza San Carlo invasa da ragazze e ragazzi. Dalla ricerca “La vita quotidiana nel mondo nuovo” emerge una generazione molto più ottimista della media nazionale

Una piazza storica trasformata per due giorni in un grande laboratorio sul futuro. Ma soprattutto tantissimi giovani, arrivati non soltanto per ascoltare, ma per confrontarsi su intelligenza artificiale, social network, innovazione, pubblica amministrazione, politica e nuovi servizi digitali.

È questa una delle immagini più significative lasciate dal Festival Digitale Popolare di Torino, che ha portato nel cuore di Piazza San Carlo istituzioni, esperti, amministratori, comunicatori e nuove generazioni per discutere di come la tecnologia stia cambiando la vita quotidiana.

A confermare che proprio i giovani rappresentano una delle fasce più attente – e anche più ottimiste – rispetto alla trasformazione digitale sono i numeri della ricerca “La vita quotidiana nel mondo nuovo”, realizzata dalla Fondazione Italia Digitale con l’Istituto Piepoli per analizzare l'impatto di algoritmi e piattaforme sul rapporto tra cittadini, servizi e istituzioni.

Giovani e digitale, il 74% guarda al futuro con fiducia

Il dato che emerge con maggiore forza riguarda la fascia tra i 18 e i 34 anni.

Pensando a come sarà la propria vita tra dieci anni, il 74% degli under 35 si dichiara fiducioso di fronte a un mondo sempre più digitale. Una percentuale nettamente superiore alla media nazionale, ferma al 56%.

Una distanza di 18 punti percentuali che racconta un cambiamento generazionale importante: per molti ragazzi il digitale non appare più semplicemente come uno strumento da utilizzare, ma come un ambiente nel quale studiare, lavorare, comunicare, accedere ai servizi e partecipare alla vita pubblica.

La sfida, quindi, non riguarda soltanto la diffusione delle nuove tecnologie. Al centro c'è la capacità di trasformare l'innovazione in opportunità realmente accessibili, accompagnandola con conoscenza, competenze e consapevolezza.

Il digitale come strumento di partecipazione

Dalla ricerca emerge anche un altro elemento significativo. Per i giovani le piattaforme digitali non coincidono esclusivamente con social network, intrattenimento o consumo di contenuti.

Il 29% ritiene infatti che le nuove tecnologie possano contribuire ad aumentare la partecipazione dei cittadini, mentre per il 25% possono rendere più semplice il dialogo diretto con politica e istituzioni.

Numeri che aprono una riflessione sul rapporto tra giovani, democrazia e innovazione.

Se utilizzato in modo trasparente e inclusivo, il digitale può diventare uno spazio attraverso il quale ridurre le distanze tra amministrazioni e cittadini, rendere più accessibili informazioni e servizi e creare nuove forme di coinvolgimento.

Allo stesso tempo resta centrale il tema della consapevolezza digitale: conoscere gli strumenti, comprenderne opportunità e rischi e sviluppare capacità critica diventa indispensabile in una società nella quale algoritmi e intelligenza artificiale incidono sempre più profondamente sulla quotidianità.

Piazza San Carlo diventa l'“igloo del digitale”

La partecipazione registrata a Torino ha dato una rappresentazione concreta dei dati della ricerca.

L'“igloo del digitale” allestito in Piazza San Carlo ha richiamato numerosi ragazzi e ragazze, presenti sia tra il pubblico sia come protagonisti dei diversi panel.

Un'affluenza che evidenzia la volontà delle nuove generazioni di capire meglio trasformazioni che non appartengono più a un futuro lontano, ma incidono già oggi su scuola, lavoro, sanità, informazione, ambiente, sport, pubblica amministrazione e rapporti sociali.

E proprio la presenza giovanile è diventata uno dei principali elementi caratterizzanti dell'edizione torinese del Festival.

«I giovani protagonisti del presente e del futuro»

A sottolinearlo è Francesco Di Costanzo, presidente di Fondazione Italia Digitale.

«Siamo felici e orgogliosi per il boom di ragazze e ragazzi che hanno popolato per tutta la giornata Piazza San Carlo – ha commentato –. Questo dimostra che i temi dell'innovazione, dell'intelligenza artificiale e dei social appassionano in tutti gli ambiti della vita quotidiana».

Un interesse che, ha ricordato Di Costanzo, attraversa settori molto diversi: sanità, sostenibilità, politica, comunicazione, pubblica amministrazione e sport.

«Il digitale è ormai parte integrante della nostra quotidianità – ha aggiunto – e l'obiettivo prioritario di Fondazione Italia Digitale è investire sulla conoscenza, consapevoli che i giovani sono i protagonisti del presente e del futuro».

«Ascoltare i giovani per costruire una Torino più giusta»

Al panel conclusivo è intervenuto anche il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, che ha posto l'accento proprio sul ruolo delle nuove generazioni nel processo di trasformazione della città.

«Siamo davvero contenti che anche quest'anno il Festival del Digitale Popolare abbia scelto Torino per dare vita a due giorni di confronto su digitale, innovazione e sul mondo che cambia», ha dichiarato.

Un cambiamento che, secondo il sindaco, trova proprio nei giovani alcuni degli interlocutori più attenti.

«I giovani ne vogliono essere protagonisti. Un segnale che come amministrazione riteniamo molto importante, nella consapevolezza che ascoltare e sostenere le idee delle giovani generazioni rappresenti un modo per costruire una città più sostenibile e giusta».

La sfida: dalla tecnologia alla cittadinanza digitale

Il successo di partecipazione del Festival lascia così a Torino una questione che va oltre l'evento.

La vera partita dei prossimi anni non sarà soltanto stabilire quanto velocemente cresceranno intelligenza artificiale, algoritmi e piattaforme, ma capire quale ruolo avranno i cittadini nella trasformazione e quanto le istituzioni saranno capaci di governarla senza creare nuove distanze.

I dati sugli under 35 indicano che una parte consistente delle nuove generazioni non guarda al digitale con diffidenza. Al contrario, intravede nelle tecnologie anche una possibilità di partecipare di più, dialogare con le istituzioni e accedere in maniera più semplice alla vita pubblica.

Ma la fiducia, da sola, non basta. Servono competenze, educazione digitale, accessibilità, trasparenza e occasioni reali di partecipazione.

La fotografia arrivata da Piazza San Carlo racconta però un punto di partenza significativo: mentre spesso si descrivono i giovani come lontani dalla politica e dalle istituzioni, a Torino una piazza piena di ragazze e ragazzi ha mostrato che quando i temi parlano direttamente del loro presente e del loro futuro, la voglia di esserci non manca affatto.

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