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Torino, il Blue Bar di Profondo Rosso riappare in piazza CLN: per una notte il set diventa reale

Sabato 12 settembre Alberto Marchetti e Cocchi riportano in piazza CLN il mitico Blue Bar del film di Dario Argento: cocktail, gelato e cinema nel luogo esatto in cui nacque la scenografia

C’è un bar nel cuore di Torino che tutti possono riconoscere, molti ricordano e nel quale nessuno ha mai potuto davvero entrare. Per una ragione molto semplice: non è mai esistito.

O, almeno, non fino ad ora.

Sabato 12 settembre, per una sola sera, il Blue Bar di Profondo Rosso tornerà a vivere in piazza CLN, proprio nel luogo dove oltre mezzo secolo fa Dario Argento lo fece costruire per uno dei suoi film più celebri. E questa volta non sarà soltanto una scenografia: al bancone si potranno davvero ordinare un cocktail e un gelato.

È probabilmente una delle curiosità più affascinanti del rapporto tra Torino e il cinema. Quel locale dalle grandi vetrate che nel film sembra appartenere da sempre alla piazza era in realtà un'illusione cinematografica, costruita dalla troupe, utilizzata per le riprese e poi smontata.

Il bar che Torino ricorda, ma che non c'era

Uscito nel 1975, Profondo Rosso ha trasformato scorci e architetture torinesi in luoghi dell'inquietudine. E piazza CLN è diventata uno dei simboli di quella Torino cinematografica, anche grazie al Blue Bar.

Nel film è il locale dove Carlo, il personaggio interpretato da Gabriele Lavia, suona con il suo gruppo jazz. Un ambiente quasi irreale, luminoso e allo stesso tempo straniante, che Dario Argento concepì ispirandosi all'atmosfera di Nighthawks di Edward Hopper, il celebre dipinto del 1942 con i clienti solitari di un diner osservati attraverso grandi vetrate.

Il cinema fece il resto. Il Blue Bar apparve così perfettamente incastonato nell'architettura razionalista di piazza CLN da lasciare nell'immaginario collettivo l'impressione che fosse sempre stato lì.

Invece, finito il film, sparì.

Cinquant'anni dopo, la finzione diventa realtà

Ora quella piccola illusione cinematografica compie il percorso inverso: esce dallo schermo ed entra nella città vera.

In occasione della Festa di Via Roma, sabato 12 settembre Alberto Marchetti e Cocchi ricreeranno il Blue Bar sotto i portici di piazza CLN, nello stesso luogo scelto nel 1975 per il set.

Con una variazione che probabilmente sarebbe piaciuta anche ai protagonisti del film: questa volta il locale funzionerà davvero.

I protagonisti saranno i cocktail realizzati con Vermouth di Torino Cocchi e il gelato artigianale di Alberto Marchetti, mettendo insieme due tradizioni gastronomiche profondamente legate al territorio.

Una coincidenza rende l'operazione ancora più singolare: Casa Marchetti si trova proprio accanto al punto nel quale venne costruito il Blue Bar cinematografico.

Il confine tra memoria e presente diventa così sottile. Dove cinquant'anni fa c'erano attori, cineprese e scenografie, sabato sera ci saranno torinesi e visitatori.

Piazza CLN torna a essere un set

«È emozionante poter riportare il Blue Bar proprio nel luogo in cui era stato costruito per Profondo Rosso», racconta Alberto Marchetti, sottolineando il legame tra la storia cinematografica della piazza e due simboli del gusto cittadino come gelato e Vermouth.

Un incontro tra mondi apparentemente lontani che, secondo Roberto Bava, amministratore delegato di Cocchi, condividono invece qualcosa di fondamentale: la capacità di «creare un'atmosfera e raccontare un luogo».

Ed è forse proprio questo il particolare più curioso dell'intera iniziativa.

Nel 1975 Torino aveva finto di avere un Blue Bar per permettere al cinema di raccontare una storia. Nel 2026 sarà il cinema a restituirglielo, almeno per qualche ora.

La serata rientra nella Festa di Via Roma, che sabato 12 settembre animerà il centro cittadino accompagnando anche la nuova dimensione pedonale dell'area.

Tra gli appuntamenti, però, quello di piazza CLN avrà inevitabilmente qualcosa di diverso. Perché sarà possibile fermarsi nel luogo di una delle scene entrate nella storia del cinema italiano, guardare la piazza con gli occhi di Dario Argento e immaginare per qualche istante di essere dentro Profondo Rosso.

Solo che stavolta, quando si aprirà il Blue Bar, non sarà necessario gridare “azione”.

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