Dalla storia dei Bersaglieri alla poesia degli alunni della primaria, le celebrazioni hanno messo al centro le nuove generazioni. Il sindaco Franco Romeo: «La guerra è la resa della ragione umana»
A Balangero la memoria ha preso la parola attraverso i ragazzi. Prima tra i banchi, con un incontro sulla storia dei Bersaglieri, poi in piazza Dieci Martiri, dove gli alunni di quinta della scuola primaria hanno letto una poesia. Due momenti che hanno dato alle celebrazioni del 4 Novembre un filo conduttore preciso: trasmettere il significato della ricorrenza a chi, domani, sarà chiamato a custodirlo.
La Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, commemorata mercoledì 4 novembre, ha così unito il ricordo dei Caduti a una riflessione sul presente e sulla responsabilità quotidiana di costruire la pace.
La storia dei Bersaglieri entra a scuola
La mattinata è cominciata nell’auditorium della scuola secondaria di primo grado. Dopo i saluti del sindaco Franco Romeo, il generale Giacomo Perotto ha accompagnato gli studenti alla scoperta della storia e del ruolo dei Bersaglieri, affiancato dal consigliere comunale Andrea Cianci e da Marco Togliatto, della sezione di Ciriè dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, intitolata al colonnello Guglielmo Scognamiglio.
All’incontro hanno partecipato gli insegnanti, la dirigente scolastica Katia Miglionico, il comandante della Stazione dei Carabinieri di Mathi Antonio Covucci, l’assessore Andrea De Vito e il Gruppo Alpini di Balangero.
Il percorso è poi proseguito davanti alla scuola primaria, in piazza Dieci Martiri. Qui la voce è passata ai bambini della classe quinta, che hanno letto “Sorridere alla vita” di Battista Cherubini: dalla ricostruzione storica al linguaggio della poesia, un altro modo per avvicinarsi ai temi della memoria e della vita.
Romeo: «La guerra rappresenta la sconfitta della politica»
Dopo l’omaggio ai Caduti, il sindaco ha richiamato il significato dei monumenti che abitano le piazze dei paesi. Presenze familiari, davanti alle quali la commemorazione invita a fermarsi e a interrogarsi sul prezzo della storia.
«I monumenti sparsi nelle nostre piazze sono segni silenziosi ed eloquenti dell’abnegazione e del sacrificio ai valori che costituiscono il fondamento stesso del nostro presente e della nostra coscienza civile», ha affermato Romeo.
Il suo intervento ha quindi collegato il ricordo dei Caduti ai conflitti ancora in corso, richiamando l’articolo 11 della Costituzione e il ripudio della guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali.
«La guerra rappresenta la sconfitta, l’assenza della politica, intesa come capacità di ascolto, dialogo e diplomazia. È la resa della ragione umana».
Parole che hanno portato al centro della cerimonia una questione civile: ricordare il sacrificio di chi ha combattuto significa anche riconoscere il valore del dialogo e della diplomazia.
La pace come responsabilità quotidiana
Nel corso della commemorazione, Romeo ha ringraziato le Forze Armate, le Forze dell’Ordine, le associazioni d’Arma e i volontari della Protezione Civile per il servizio svolto a tutela della sicurezza, della legalità e delle comunità. Un ringraziamento è stato rivolto anche alle associazioni balangeresi presenti.
Il messaggio conclusivo ha guardato soprattutto alle nuove generazioni, protagoniste della giornata. «L’occasione di oggi ci deve anche ricordare di quanta disperazione provochi la guerra e deve sollecitarci ad operare per il mantenimento di una pace duratura», ha sottolineato il primo cittadino.
Un impegno che, nelle sue parole, riguarda ogni cittadino: «Ognuno di noi può contribuire ogni giorno con il proprio lavoro, facendo il proprio dovere di cittadino, aiutando il prossimo, amando la nostra terra, a costruire tutti insieme questo sogno di pace».
È su questa responsabilità condivisa che si sono chiuse le celebrazioni del 4 Novembre a Balangero. Agli studenti, coinvolti nell’incontro e nella lettura pubblica, il compito di raccogliere una memoria che continua a porre domande al presente.