C’è un dolore che spesso non si vede. Un dolore che accompagna silenziosamente milioni di donne nella quotidianità, tra scuola, lavoro, relazioni e sogni messi in pausa. Si chiama endometriosi, una patologia cronica ancora troppo sottovalutata e diagnosticata con anni di ritardo.
Per rompere questo silenzio e trasformarlo in consapevolezza, il territorio piemontese continua a mobilitarsi. Mercoledì 25 marzo a Caselle Torinese verrà inaugurata la “Endopank”, una panchina simbolica pensata per accendere i riflettori su una malattia invisibile ma profondamente invalidante. Un gesto concreto, dal forte valore sociale e sanitario, che invita la comunità a fermarsi, informarsi e ascoltare le storie di chi convive ogni giorno con questa condizione.
L’iniziativa, in programma alle 16.30, al parco giochi di via Colombo 14, è promossa dal Comune in collaborazione con l’associazione La voce di una è la voce di tutte ODV, impegnata nella diffusione di informazione e supporto alle persone affette da endometriosi.
L’inaugurazione della Endopank non sarà soltanto un gesto simbolico, ma si trasformerà in un vero momento di incontro e condivisione aperto alla comunità. L’iniziativa offrirà infatti l’occasione per approfondire il tema dell’endometriosi, confrontarsi con esperti e ascoltare testimonianze utili a comprendere meglio l’impatto reale di questa patologia sulla vita quotidiana di chi ne soffre.
A portare il proprio contributo saranno i rappresentanti dell’Amministrazione casellese, la ginecologa Marilena Cozzarella, e Alessia Astolfi, vicepresidente e responsabile del Comitato Tecnico Scientifico dell’associazione promotrice.
L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza, chiamata a partecipare attivamente a un momento di sensibilizzazione collettiva che punta a diffondere maggiore consapevolezza su una malattia ancora oggi troppo spesso sottovalutata e poco conosciuta.
L’endometriosi può, infatti, compromettere significativamente la qualità della vita quotidiana, causando dolore cronico, difficoltà lavorative, problemi relazionali e infertilità. Nonostante la sua diffusione, la diagnosi arriva frequentemente con molti anni di ritardo, rendendo ancora più complesso il percorso terapeutico e psicologico delle pazienti.
Proprio per questo, iniziative di sensibilizzazione sul territorio assumono un ruolo fondamentale nel favorire informazione, prevenzione e accesso precoce alle cure.
La panchina di Caselle si inserisce in un percorso più ampio. Una analoga Endopank è già stata inaugurata a Venaria Reale, mentre ieri, domenica 22 marzo a Torino si è svolta una camminata simbolica dedicata all’endometriosi, segno di una crescente mobilitazione sociale sul tema.
Anche le istituzioni regionali stanno muovendo passi concreti. Nell’ambito dell’approvazione del Piano Socio-Sanitario del Piemonte, a fine dicembre 2025, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un emendamento volto a favorire la prevenzione e ridurre i tempi di diagnosi. Tra le misure previste, l’introduzione nelle scuole di QR code informativi per diffondere conoscenza e consapevolezza tra i più giovani.
La tecnologia può diventare un alleato prezioso nella lotta all’endometriosi. Piattaforme informative, app di monitoraggio dei sintomi e campagne digitali consentono di raggiungere un pubblico più ampio e facilitare l’accesso a informazioni affidabili.
Promuovere la cultura della prevenzione significa infatti anche utilizzare strumenti innovativi per intercettare precocemente i segnali della malattia e accompagnare le persone verso percorsi diagnostici più rapidi.
Per approfondire temi, iniziative e servizi dedicati all’endometriosi è possibile consultare il sito: www.lavocedellendometriosi.it