E' esplosa la protesta per quanto accaduto tra Borgaro e Caselle Torinese, dove una presunta operazione di abbattimento dei piccioni ha lasciato sul terreno decine di animali morti e numerosi feriti. La vicenda, denunciata da volontari e associazioni impegnate nel soccorso fauna urbana, è arrivata anche in Consiglio regionale del Piemonte grazie all’intervento della capogruppo del Movimento 5 Stelle Sarah Disabato.
La denuncia dei volontari: “Corpi ovunque tra erba, rovi e fossi”
Secondo il racconto diffuso dalle associazioni intervenute, la mattina del 20 aprile i volontari sarebbero stati allertati dopo aver udito degli spari nella zona tra i due comuni del Torinese. Una volta arrivati sul posto, si sarebbero trovati davanti una scena drammatica: circa 50 piccioni morti rinvenuti tra erba alta, ortiche, fossi e rovi.
Alcuni animali, riferiscono i soccorritori, sarebbero già stati rimossi e smaltiti in sacchi neri prima del loro arrivo. Nel corso delle operazioni sarebbero stati inoltre recuperati 25 esemplari sopravvissuti, molti dei quali feriti e in stato di shock.
Cure veterinarie e raccolta fondi per i superstiti
I volatili salvati sono stati affidati d’urgenza a cliniche veterinarie del territorio, mentre i volontari delle associazioni coinvolte stanno sostenendo costi elevati per cure e riabilitazione. Per questo motivo è stata avviata una raccolta fondi online al link https://gofund.me/663986f3b per sostenere le spese mediche dei superstiti.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai veterinari che hanno accolto gli animali in emergenza, garantendo cure immediate.
Sarah Disabato Movimento 5 Stelle
“Gli animali non sono bersagli”
Durissimo l’intervento di Sarah Disabato, che ha annunciato il caso in sede istituzionale chiedendo verifiche urgenti: «È inaccettabile che vengano meno il rispetto del benessere animale e le norme di sicurezza pubblica. Gli animali non sono bersagli».
La consigliera pentastellata chiede ora di fare piena luce su eventuali autorizzazioni, modalità operative e responsabilità legate all’abbattimento, soprattutto per il fatto che l’episodio sarebbe avvenuto in prossimità di un centro abitato.
Polemica sulla gestione dei piccioni urbani
L’episodio riaccende il dibattito sulla gestione dei piccioni nelle aree urbane. Da una parte chi invoca piani di contenimento, dall’altra associazioni e attivisti che denunciano metodi ritenuti crudeli e pericolosi. Per i volontari intervenuti, quanto avvenuto non può essere definito semplice “gestione”, ma un atto di violenza che impone una riflessione immediata su sicurezza, tutela animale e alternative etiche al controllo della fauna urbana.
Le associazioni chiedono ora trasparenza totale su chi abbia autorizzato l’intervento, con quali modalità e se siano state rispettate tutte le normative vigenti.
Intanto, mentre proseguono le cure ai 25 superstiti, monta l’indignazione dell’opinione pubblica per una vicenda destinata a far discutere ancora a lungo in Piemonte.

