Maxi operazione contro il contrabbando di sigarette: 23 misure cautelari e cinque fabbriche clandestine smantellate tra Torino, Venaria e Caselle
Un'organizzazione criminale transnazionale, capace di produrre fino a 48 mila pacchetti di sigarette al giorno, nascosta dietro anonimi capannoni industriali tra Torino e il suo hinterland.
È il quadro emerso dall'operazione "Chain Smoking", condotta dalla Guardia di Finanza e dall'Arma dei Carabinieri di Torino, che ha portato all'esecuzione di 23 misure cautelari personali e a sequestri preventivi per quasi 140 milioni di euro.
L'inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, ha svelato un sistema criminale strutturato che, secondo gli investigatori, produceva e smerciava sigarette contraffatte destinate soprattutto ai mercati del Nord Europa.
Le fabbriche fantasma tra Torino, Venaria e Caselle
Dietro cancelli apparentemente anonimi e capannoni immersi nelle aree industriali si nascondeva una vera e propria industria clandestina.
Gli investigatori hanno individuato cinque opifici illegali e due depositi distribuiti tra i quartieri torinesi di Madonna di Campagna, Barca e Rebaudengo, oltre ai comuni di Caselle Torinese, Venaria Reale e Avigliana.
All'interno erano state installate sofisticate linee di produzione complete di macchinari industriali, impianti tecnologici e sistemi per il confezionamento di sigarette recanti marchi contraffatti di noti produttori.
Numeri impressionanti: 230 tonnellate di tabacco sequestrate
Le dimensioni dell'attività hanno lasciato senza parole gli investigatori.
Nel corso delle indagini sono stati sequestrati: oltre 230 tonnellate di tabacco lavorato proveniente da Paesi extra UE; 22 tonnellate di sigarette, molte già confezionate; quasi 538 milioni di componenti tra filtri, cartine e materiali per il packaging destinati alla produzione illegale.
Secondo le perizie tecniche, gli impianti erano in grado di produrre circa 48 mila pacchetti al giorno, per una stima complessiva di almeno 35 milioni di pacchetti immessi sul mercato nero.
Un business da 175 milioni di euro
Dietro la produzione clandestina si celava un affare milionario.
Le stime investigative parlano di ricavi superiori ai 175 milioni di euro, con una presunta evasione fiscale pari a circa 112 milioni di euro di accise e ulteriori 28 milioni di IVA.
Il prodotto illegale sarebbe stato destinato prevalentemente ai Paesi del Nord Europa, alimentando un mercato parallelo altamente redditizio.
Blitz all'alba: oltre 130 militari in azione
Per dare esecuzione all'ordinanza del Gip del Tribunale di Torino sono stati impiegati oltre 130 tra finanzieri e carabinieri.
Il provvedimento ha disposto: 4 custodie cautelari in carcere; 1 arresto domiciliare; 18 obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Contestualmente sono stati sequestrati immobili, autoarticolati, automezzi, macchinari industriali, disponibilità finanziarie e beni di lusso, tra cui orologi di prestigio e diamanti.
Secondo l'ipotesi investigativa, il gruppo criminale era composto da cittadini provenienti da Moldavia, Romania, Bulgaria e Ucraina, ritenuti parte di un'associazione per delinquere con carattere transnazionale specializzata nella produzione illecita, nel contrabbando di tabacchi lavorati e nella contraffazione.
L'operazione rappresenta il risultato della collaborazione investigativa tra Guardia di Finanza e Carabinieri, che hanno unito competenze economico-finanziarie e controllo del territorio per smantellare una delle più importanti reti clandestine di produzione di sigarette individuate negli ultimi anni in Piemonte.