Sab, 20 Giu, 2026

Voucher scuola Piemonte, via libera tra le polemiche: l'opposizione costringe la Giunta a correggere la revizione

Voucher scuola Piemonte, via libera tra le polemiche: l'opposizione costringe la Giunta a correggere la revizione

Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato ieri, giovedì 18 giugno, la revisione del sistema dei voucher scuola, una delle misure più rilevanti a sostegno del diritto allo studio. La maggioranza di centrodestra esulta per un provvedimento che, secondo l'esecutivo, consentirà a circa 70 mila famiglie di accedere ai contributi rispetto alle 40 mila dello scorso anno, grazie a una redistribuzione delle risorse disponibili.

L'assessora regionale all'Istruzione Daniela Cameroni parla di una riforma costruita sui bisogni reali delle famiglie: «A parità di risorse circa 30 mila famiglie in più potranno accedere a un contributo regionale. Continueremo a monitorare la misura e a migliorarla ogni volta che sarà necessario».

Secondo la Giunta, la revisione aggiorna le soglie ISEE, amplia la platea dei beneficiari e rende il sistema più efficiente, confermando inoltre il sostegno agli studenti con bisogni educativi speciali.

"Le modifiche sono frutto della nostra battaglia"

Una ricostruzione che viene però contestata dalle opposizioni, che rivendicano di aver costretto la maggioranza a correggere diversi punti del testo iniziale dopo giorni di confronto acceso in Aula e non solo, culminate con circa 3.000 emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle.

Grazie agli ordini del giorno e alle mozioni approvate, sono stati infatti reintrodotti alcuni elementi che la prima versione della delibera aveva eliminato: la maggiorazione del 30% per gli studenti con bisogni educativi speciali (BES); la maggiorazione destinata agli studenti residenti nelle aree interne e marginali; un importo minimo garantito per il Voucher B, evitando che la discrezionalità prevista inizialmente consentisse contributi simbolici alle famiglie più povere.

Per ASarah DIsabato, Alberto Unia e Pasquale Coluccio si tratta di un risultato importante, ma insufficiente. «La Giunta continua a proclamarsi vicina alle famiglie, ma quando bisogna fare cassa sono proprio quelle più fragili a pagare il prezzo maggiore» denunciano, spiegando che il gruppo ha votato contro il provvedimento.

Resta il nodo dei tagli agli importi

Il punto più contestato riguarda infatti la riduzione degli importi del Voucher B per le fasce ISEE più basse.

Secondo Alice Ravinale e Giulia Marro di Alleanza Verdi e Sinistra, le famiglie con ISEE compreso tra 4.000 e 9.000 euro riceveranno contributi quasi dimezzati rispetto allo scorso anno: almeno 75 euro per la scuola primaria, 150 euro per la secondaria di primo grado e 250 euro per le superiori, cifre ritenute insufficienti rispetto ai costi reali sostenuti dalle famiglie.

Per AVS l'obiettivo della maggioranza sarebbe stato quello di distribuire risorse a un numero maggiore di beneficiari, riducendo però significativamente gli importi destinati ai nuclei economicamente più deboli.

Anche il Partito Democratico, pur riconoscendo il valore delle modifiche ottenute durante il confronto in Aula, giudica il provvedimento profondamente sbagliato.

Secondo la presidente del gruppo PD Gianna Pentenero e la consigliera Emanuela Verzella, la riduzione dei contributi per la fascia ISEE tra 0 e 9 mila euro rappresenta una scelta politica che colpisce proprio chi avrebbe maggiore necessità di sostegno. Le esponenti dem sottolineano inoltre la persistente disparità tra i criteri previsti per il Voucher A e il Voucher B e l'assenza di risorse sufficienti a coprire tutti gli aventi diritto.

La maggioranza rilancia: "Più famiglie aiutate"

Di segno opposto la lettura dei capigruppo di maggioranza, ACarlo Riva vercellotti (FdI), Fabrizio Ricca (Lega), Paolo Ruzzola (FI) e Silvio Magliano (Lista Cirio).

Per la maggioranza il nuovo sistema rappresenta un cambio di paradigma: meno esclusi dalle graduatorie e più famiglie che potranno ricevere almeno un contributo regionale. Inoltre, un ordine del giorno impegna la Giunta a rafforzare ulteriormente la misura dal 2027, introducendo una maggiorazione per gli studenti che iniziano un nuovo ciclo scolastico e prevedendo ulteriori correttivi per le fasce ISEE intermedie.

Lo scontro resta politico

Il voto finale fotografa due visioni opposte del diritto allo studio.

Da una parte la maggioranza rivendica di aver ampliato la platea dei beneficiari senza aumentare la spesa pubblica. Dall'altra, tutte le opposizioni sostengono che questo risultato sia stato raggiunto riducendo gli aiuti proprio alle famiglie economicamente più fragili.

Un dato, tuttavia, appare condiviso anche dagli avversari politici: senza il lungo confronto in Consiglio regionale, il testo approvato sarebbe stato significativamente diverso. Le modifiche introdotte durante l'esame in Aula rappresentano il frutto della pressione esercitata dalle opposizioni, mentre resta aperto il confronto sulle risorse che la Regione sarà disposta a destinare al diritto allo studio nella prossima legge di bilancio.

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