Violenza di genere, ASL TO4 rafforza la rete di prevenzione: formazione con Procura di Ivrea e carabinieri

Violenza di genere, ASL TO4 rafforza la rete di prevenzione: formazione con Procura di Ivrea e carabinieri

L'iniziativa punta a rafforzare il riconoscimento precoce dei segnali di violenza, la tutela delle vittime e la collaborazione tra sanità, magistratura e forze dell'ordine

Un’alleanza concreta tra sanità, scuola e magistratura per intercettare prima i segnali della violenza di genere. È questa la direzione scelta dall’ASL TO4, che nei giorni scorsi ha concluso il percorso formativo aziendale dedicato al “Contrasto alla violenza di genere: percorso interistituzionale nei contesti educativi”, un progetto pensato per trasformare la prevenzione in uno strumento operativo quotidiano.

L’iniziativa rappresenta un nuovo tassello nella strategia dell’azienda sanitaria piemontese per costruire una rete territoriale sempre più preparata a riconoscere gli abusi, sostenere le vittime e attivare tempestivamente i percorsi di tutela.

Ostetriche in prima linea contro la violenza di genere

Al centro del progetto formativo ci sono le ostetriche impegnate nei programmi di educazione sessuale e affettiva nelle scuole secondarie. Figure professionali che, grazie a un contatto diretto e costante con adolescenti e giovani, possono diventare sentinelle preziose nella prevenzione della violenza.

L’obiettivo dell’ASL TO4 è stato quello di fornire strumenti concreti per individuare segnali di disagio, comportamenti manipolatori, dinamiche di controllo e possibili situazioni di abuso, creando un collegamento immediato tra il sistema sanitario e quello giudiziario.

Una formazione che punta non solo alla gestione delle emergenze, ma soprattutto alla prevenzione culturale, attraverso la promozione di relazioni sane, rispetto reciproco e cultura del consenso.

La scuola come presidio di prevenzione

Nel progetto emerge con forza il ruolo strategico della scuola nella lotta alla violenza di genere. Secondo l’impostazione adottata dall’ASL TO4, i contesti educativi rappresentano il luogo privilegiato per contrastare stereotipi, modelli tossici e comportamenti discriminatori fin dall’età evolutiva.

Attraverso percorsi di educazione affettiva, il personale sanitario può contribuire a sviluppare nei ragazzi maggiore consapevolezza emotiva e relazionale, favorendo il riconoscimento precoce di dinamiche violente spesso invisibili agli adulti.

Formazione tra aspetti clinici e giuridici

Il corso si è articolato in tre appuntamenti – il 13 e 20 aprile e il 4 maggio – affrontando temi centrali nella gestione dei casi di violenza.

Tra gli argomenti approfonditi: il ruolo della sezione tutela fasce deboli della Procura; l’analisi delle relazioni funzionali e disfunzionali; il riconoscimento dei segnali di violenza; le tecniche di ascolto della vittima; la gestione delle persone in condizione di particolare vulnerabilità.

L’approccio multidisciplinare ha consentito di integrare competenze sanitarie, psicologiche, investigative e giudiziarie, offrendo agli operatori strumenti pratici immediatamente applicabili sul territorio.

Uno degli elementi più significativi del progetto è stata la collaborazione diretta con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ivrea, che ha partecipato attivamente alla costruzione del percorso formativo. Nel comitato scientifico hanno operato la Procuratrice della Repubblica, Gabriella Viglione, insieme ai professionisti dell’ASL TO4: Clara Occhiena, Fabrizio Bogliatto e Marcello Giove.

Determinante anche il contributo dell’Arma dei Carabinieri, con gli interventi del Maresciallo Capo Giada Ciccarelli, del Maresciallo Ordinario Carmela Pacilio e dell’Appuntato Scelto Leonarda Trancucci.

Prevenzione e rete territoriale contro gli abusi

L’esperienza appena conclusa conferma la volontà dell’ASL TO4 di investire in una prevenzione strutturata, capace di unire istituzioni, sanità e scuola in un unico modello operativo.

In un contesto sociale in cui la violenza di genere continua a rappresentare un’emergenza nazionale, la formazione degli operatori diventa uno degli strumenti più efficaci per individuare tempestivamente i casi a rischio e accompagnare le vittime verso percorsi di protezione e giustizia.

L’obiettivo finale è costruire una rete territoriale sempre più competente e integrata, nella quale ogni figura professionale possa contribuire a interrompere il silenzio e prevenire nuove forme di violenza.

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