Bocciati gli emendamenti della consigliera Pd all’Assestamento di Bilancio. Nel mirino risorse per biblioteche, spettacolo, ecomusei, Pro Loco e turismo locale
Quanto vale la cultura quando arriva il momento di decidere dove mettere le risorse?
È su questa domanda, prima ancora che sui singoli capitoli di bilancio, che si è aperto un nuovo fronte politico in Regione Piemonte.
La consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo attacca la maggioranza dopo la bocciatura degli emendamenti presentati all’Assestamento di Bilancio per aumentare i finanziamenti destinati a cultura e turismo.
«Scelta politica precisa»
«Ancora una volta la maggioranza ha scelto di non investire sulla cultura, sulla lettura, sulle biblioteche, sugli ecomusei, sulle Pro Loco e sulla promozione turistica», sostiene Pompeo.
Le proposte riguardavano diversi settori del sistema culturale piemontese: attività culturali e spettacolo, enti convenzionati, biblioteche, archivi, editoria, librerie indipendenti, ecomusei, Sacri Monti, Pro Loco e promozione turistica locale.
Tra gli interventi più consistenti, Pompeo chiedeva 250mila euro in più all’anno per le attività culturali e di spettacolo e un incremento di 2 milioni di euro per ciascuna annualità per gli enti culturali convenzionati.
Il nodo della cultura diffusa
La polemica tocca soprattutto il ruolo delle realtà culturali presenti sul territorio. Biblioteche, associazioni, ecomusei e Pro Loco rappresentano infatti una rete che, soprattutto nei centri più piccoli, intreccia cultura, identità locale, socialità e attrattività turistica.
La Regione, dal canto suo, rivendica una politica culturale già sostenuta da importanti risorse: per il 2026 sono stati indicati oltre 45 milioni di euro di fondi regionali, statali ed europei per cultura, politiche giovanili e pari opportunità.
Cultura e turismo, una partita economica
Il confronto assume un peso ancora maggiore alla luce della crescita del turismo piemontese. Il 2025 ha superato i 18 milioni di presenze, confermando il settore come una componente sempre più rilevante dell’economia regionale.
Ed è proprio sul rapporto tra investimenti culturali e sviluppo dei territori che Pompeo vuole continuare la battaglia politica.
«La Giunta ha scelto di non ascoltare né noi né i territori – conclude –. Ripresenterò tutti questi emendamenti nel prossimo Bilancio. Il Piemonte merita una politica culturale e turistica all’altezza delle sue potenzialità».