La felicità è forse il concetto più frainteso della nostra esistenza. La aspettiamo come un evento monumentale, una svolta, mentre lei, nel frattempo, ci passa accanto in silenzio, sotto forme molto più modeste. Dobbiamo solo allenare lo sguardo.
La Felicità con il passare degli anni cambia consistenza.
A vent'anni può essere spesso un'esplosione, intensa. È l'adrenalina della novità, è una felicità che urla. Con il passare del tempo, la felicità impara a sussurrare. A volte diventa anche “sottrazione": non è più aggiungere esperienze, ma togliere il superfluo. È un buon caffè bevuto in pace, il silenzio di una casa in ordine, una conversazione senza filtri, la compagnia delle persone che amiamo davvero, un buon libro, un bel film. La felicità diventa sinonimo di serenità e non è un declassamento.
Il mito del momento perfetto
Se aspettiamo il "momento perfetto", avremo sempre l'impressione che non arrivi mai. La verità è che la felicità è fatta di piccoli, piccolissimi instanti: la luce del sole che entra dalla finestra, una battuta che ti fa ridere davvero, il sollievo di togliersi le scarpe dopo una giornata lunga, incontrare un amico, ascoltare quella canzone che ci riporti a momenti belli.
Se non impariamo a cogliere quei dettagli, quei piccoli istanti mentre accadono, diventiamo spettatori della nostra insoddisfazione e sarà sempre peggio.
La cherofobia: la paura di essere felici
Conosco persone che hanno paura di essere felici! È quel pensiero magico e crudele che ci dice: "Se oggi va troppo bene, domani succederà qualcosa di terribile per bilanciare".
È la cherofobia: la paura di essere felici. L'idea che la gioia sia un debito che dovremo ripagare con gli interessi al destino. E non si godono il bello perché sono già proiettati sulla "punizione" che immaginano arriverà! Ma la gioia è imperfetta, come tutta la vita.
Felicità autentica: accettare l’imperfezione
Dobbiamo smettere di pensare che la felicità debba essere "pura" per essere vera. Si può essere felici anche se si hanno dei problemi, anche se siamo stanchi, anche se siamo imperfetti. Anzi, la felicità più autentica è quella che arriva proprio quando abbiamo smesso di cercarla nella perfezione e abbiamo iniziato ad accettare le nostre debolezze. Arriva quando meno ce l’aspettiamo.
La felicità è un respiro che non va trattenuto: smetti di aspettare il sole perfetto e impara a ballare sotto la pioggia di ogni piccolo, imperfetto istante.

