Sab, 25 Apr, 2026

Welfare e lavoro femminile, TILDE chiude con 134 assunzioni, 17 tirocini e 100 percorsi di riqualificazione professionale

Welfare e lavoro femminile, TILDE chiude con 134 assunzioni, 17 tirocini e 100 percorsi di riqualificazione professionale

Un welfare più vicino alle famiglie, capace di creare occupazione e servizi concreti. Si chiude con numeri significativi la prima fase del progetto TILDE, percorso avviato dall’Unione dei Comuni Nord Est Torino per sostenere soprattutto le donne nel delicato equilibrio tra impiego, cura dei figli e vita quotidiana.

Il bilancio finale parla di 134 inserimenti lavorativi, 17 tirocini attivati, oltre cento percorsi di riqualificazione professionale e 16 patenti conseguite, strumenti che hanno favorito autonomia economica e nuove opportunità occupazionali.

I risultati sono stati presentati alla Biblioteca Archimede di Settimo Torinese nel corso di uno degli appuntamenti conclusivi dedicati ai partner del progetto e al territorio.

«Con TILDE è nato un nuovo modo di pensare i servizi alla persona - spiega Elena Piastra, sindaca di Settimo Torinese e assessora al Welfare dell’Unione Net. - Abbiamo costruito una rete pubblico-privato in grado di offrire risposte concrete coinvolgendo associazioni, imprese ed enti locali».

Elemento strategico del percorso è stata anche la figura del welfare manager, incaricato di mettere in collegamento i diversi soggetti coinvolti e rendere più rapido il dialogo tra servizi sociali, aziende e amministrazioni.

I sette Comuni coinvolti

Il progetto TILDE ha interessato sette Comuni dell’area nord-est torinese: Borgaro Torinese, Caselle Torinese, Leinì, San Benigno Canavese, San Mauro Torinese, Settimo Torinese e Volpiano, coinvolgendo scuole, terzo settore e realtà produttive locali.

Tra gli effetti concreti del progetto c’è il rafforzamento dei servizi educativi. In diversi Comuni sono stati aggiornati i regolamenti degli asili nido per uniformare criteri di accesso e ampliare le possibilità per le famiglie con bambini piccoli.

Una scelta considerata decisiva per favorire l’occupazione femminile e migliorare la conciliazione famiglia-lavoro.

Il ruolo delle imprese

Dal progetto sono nati anche esempi virtuosi nel mondo produttivo: alcune aziende stanno valutando convenzioni con i servizi pubblici da inserire nei propri piani di welfare aziendale.

«I risultati confermano la bontà del modello - conclude Piastra. - Adesso la sfida sarà consolidare la rete creata e trovare nuove risorse per proseguire questo percorso».

Per Marzia Sica, responsabile Obiettivo Persone della Fondazione Compagnia di San Paolo, investire insieme su lavoro femminile e servizi educativi di qualità significa costruire cambiamenti duraturi e un welfare moderno, condiviso e stabile nel tempo.

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