Sab, 20 Giu, 2026

Popilia japonica, allarme nei campi: infestazione anticipata dal caldo mentre esplodono i costi per l'agricoltura

Popilia japonica, allarme nei campi: infestazione anticipata dal caldo mentre esplodono i costi per l'agricoltura

Il caldo eccezionale di inizio estate accelera la diffusione della Popilia japonica e riporta nei campi piemontesi un'emergenza che rischia di avere conseguenze pesanti non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico. Mentre le temperature elevate anticipano il ciclo biologico dell'insetto invasivo, le aziende agricole devono fare i conti con costi di produzione sempre più elevati e con i ritardi nei pagamenti della frutta conferita ai grossisti durante la campagna 2025.

Il caldo accelera la diffusione della Popilia japonica

Le alte temperature registrate nelle ultime settimane hanno costretto gli agricoltori ad avviare l'irrigazione con largo anticipo rispetto agli anni precedenti, incrementando consumi energetici e spese di gestione. Allo stesso tempo il caldo ha accelerato la metamorfosi delle larve di Popilia japonica, favorendo un'infestazione che, secondo gli agricoltori, appare già più estesa rispetto a quella dello scorso anno.

L'insetto, originario dell'Asia e ormai stabilmente presente in Piemonte e Lombardia, si nutre di foglie, germogli e frutti giovani, mettendo a rischio numerose colture agricole. Dopo aver colpito soprattutto vigneti, noccioleti e frutteti del Canavese nel 2025, quest'anno la sua presenza viene segnalata anche su colture orticole e mais.

La diffusione interessa ormai anche le aree urbane: nei giardini di Torino e in diverse zone del Novarese la Popilia japonica attacca piante ornamentali e da balcone, arrivando in alcuni casi a defogliarle completamente nell'arco di poche ore.

Un costo crescente per l'agricoltura

L'anticipo dello sviluppo della Popilia japonica rappresenta uno degli effetti più evidenti del cambiamento climatico, che sta modificando il comportamento di numerose specie invasive. Inverni più miti e ondate di calore sempre più frequenti favoriscono infatti la sopravvivenza e la rapida proliferazione del coleottero, aumentando la pressione sulle coltivazioni.

Per le imprese agricole il danno ambientale si traduce immediatamente in un aggravio economico. Oltre ai maggiori interventi fitosanitari e ai costi dell'irrigazione anticipata, le aziende devono sostenere costi di produzione cresciuti sensibilmente negli ultimi anni.

"Le aziende agricole sono allo stremo"

«Riceviamo, ora dopo ora, una serie impressionante di segnalazioni da parte dei nostri soci – afferma il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici –. Lo sviluppo esponenziale dovuto al caldo anticipato sta diffondendo laPopilia japonica in un areale molto più vasto rispetto allo scorso anno, proprio mentre le nostre aziende affrontano una stagione già estremamente difficile».

Secondo Coldiretti Torino, i costi di produzione sostenuti dalle imprese agricole per semine, preparazione dei terreni, serre e frutteti sono aumentati fino al 60% rispetto agli anni precedenti, anche a causa delle ripercussioni economiche della guerra sui mercati delle materie prime.

A questo si aggiunge l'avvio anticipato dell'irrigazione del mais, iniziata circa un mese prima del normale calendario colturale, con ulteriori costi energetici e organizzativi.

Frutticoltori senza pagamenti

La situazione finanziaria delle aziende è aggravata anche dai ritardi nei pagamenti. Molti frutticoltori attendono ancora il saldo della frutta consegnata ai grossisti nell'estate del 2025, mentre è già partita la nuova campagna produttiva.

Le imprese si trovano così a sostenere investimenti sempre maggiori senza aver ancora incassato quanto dovuto per il raccolto precedente, con il rischio concreto di tensioni di liquidità e insolvenze.

«I problemi dell'agricoltura – conclude Mecca Cici – non riguardano soltanto il nostro settore, ma incidono direttamente sulla sicurezza alimentare e sulla disponibilità del cibo per tutti».

L'emergenza Pipilia, sommata agli effetti del cambiamento climatico, all'aumento dei costi di produzione e ai ritardi nei pagamenti della filiera, evidenzia come la sostenibilità dell'agricoltura passi sempre più dalla capacità di affrontare insieme le sfide ambientali ed economiche che stanno trasformando il settore.

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