Il credito alle imprese continua a rappresentare un ostacolo per la crescita economica del Piemonte. Secondo un’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese su dati della Banca d’Italia, nel 2025 i prestiti alle micro e piccole imprese piemontesi hanno registrato una contrazione del 3,6%, confermando una tendenza negativa che penalizza soprattutto il tessuto produttivo artigiano della regione.
A pesare sono sia la riduzione delle erogazioni bancarie sia il costo ancora elevato del denaro. Il TAE medio applicato alle imprese piemontesi si attesta infatti al 5,13%, superiore alla media nazionale del 4,95%.
L’analisi prende in esame le erogazioni effettuate tra l’ultimo trimestre del 2025 e il primo trimestre del 2026. Nonostante il Piemonte mostri una flessione leggermente inferiore rispetto alla media nazionale (-4%), il dato conferma una persistente difficoltà di accesso al credito per le micro e piccole imprese.
In alcune regioni italiane la situazione appare ancora più critica: la Toscana registra una contrazione del 5,8%, il Veneto del 4,9% e la Lombardia del 4,2%.
Parallelamente, il costo del credito continua a crescere. A dicembre 2025 il tasso pagato dalle imprese italiane risultava superiore di 189 punti base rispetto a giugno 2022. In Piemonte il differenziale raggiunge i 201 punti base, uno dei valori più elevati del Paese.
«Le banche privilegiano la finanza rispetto all’economia reale»
Secondo Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, la debolezza del credito rappresenta un freno strutturale alla competitività delle aziende: «La ripresa del credito continua a mostrarsi debole e poco uniforme, con le micro e piccole imprese che subiscono ancora il peso degli alti costi dei finanziamenti e della mancanza di una reale spinta alla crescita».
Il presidente dell’associazione evidenzia inoltre come gli istituti bancari siano sempre più orientati verso attività finanziarie considerate più redditizie rispetto al sostegno diretto all’economia produttiva: «Le imprese artigiane sono sempre meno interessate a investire. L’incertezza normativa, la pressione fiscale e la difficoltà di accesso al credito scoraggiano nuovi progetti di sviluppo», sottolinea.
L’analisi evidenzia come il Piemonte presenti condizioni di finanziamento meno favorevoli rispetto ad altre regioni italiane. La Calabria registra il TAE più elevato, pari al 6,81%, mentre l’Emilia-Romagna si conferma la regione più competitiva con un tasso medio del 4,43%.
Tra i comparti produttivi piemontesi, il settore delle costruzioni è quello che paga il prezzo più alto per l’accesso al credito, con un TAE medio del 6,69%, superiore alla media nazionale del 6,04%. Seguono le imprese dei servizi, che sostengono un costo medio del 5,04%, mentre il manifatturiero risulta il comparto relativamente più favorito con un tasso del 4,97%.
Imprese e famiglie chiedono prestiti per sostenere le spese
Un altro elemento emerso dall’analisi riguarda la destinazione dei finanziamenti richiesti. Sempre più spesso, infatti, imprese e famiglie ricorrono al credito non per investire o espandere l’attività, ma per affrontare spese correnti, obblighi fiscali e costi quotidiani. La stagnazione economica e la crescente pressione fiscale stanno progressivamente trasformando il credito da leva di sviluppo a strumento di sopravvivenza finanziaria.
L’appello: più sostegno pubblico al credito delle PMI. Per Confartigianato Piemonte è necessario un intervento più incisivo delle istituzioni per facilitare l’accesso al credito e sostenere gli investimenti produttivi: «È inutile parlare di innovazione e crescita quando il sistema creditizio è ingessato da regole che allontanano il credito dall’economia reale. Lo Stato dovrebbe tornare a svolgere un ruolo attivo di garanzia e di equilibrio, sostenendo concretamente imprese e famiglie», conclude Felici.
La situazione resta dunque delicata per migliaia di imprenditori piemontesi che necessitano di risorse per innovare e crescere, ma anche per le famiglie che ricorrono ai finanziamenti per affrontare mutui e spese quotidiane.

