Dom, 28 Giu, 2026

Diesel Euro 5, scontro politico in Piemonte: il centrodestra rivendica lo stop al blocco, opposizioni all'attacco sul piano aria

Diesel Euro 5, scontro politico in Piemonte: il centrodestra rivendica lo stop al blocco, opposizioni all'attacco sul piano aria

Non è soltanto una battaglia sui Diesel Euro 5. È l'ennesimo scontro tra due visioni opposte della transizione ecologica. Da una parte il centrodestra piemontese, che rivendica la scelta di evitare il blocco delle auto parlando di pragmatismo e difesa delle famiglie; dall'altra le opposizioni, che accusano la Giunta Cirio di sacrificare la salute pubblica sull'altare del consenso. Il nuovo Piano regionale per la qualità dell'aria riaccende così uno dei fronti politici più caldi dell'estate.

Centrodestra: "Stop al blocco Diesel Euro 5 è una scelta di buon senso"

Per i capigruppo di maggioranza Carlo Riva Vercellotti (Fratelli d'Italia), Silvio Magliano (Lista Cirio), Fabrizio Ricca (Lega) e Paolo Ruzzola (Forza Italia), la revisione del Piano regionale rappresenta una vittoria del pragmatismo sulla cosiddetta "politica ideologica".

Secondo gli esponenti del centrodestra, evitare il blocco delle auto Diesel Euro 5 significa tutelare soprattutto le famiglie che non possono permettersi di acquistare un'auto nuova, senza rinunciare agli obiettivi di miglioramento della qualità dell'aria.

La maggioranza rivendica infatti un pacchetto di interventi che comprende incentivi ai biocarburanti, contributi per la sostituzione delle caldaie, investimenti per le città e misure rivolte al settore agricolo, sostenendo che sia possibile ridurre le emissioni senza penalizzare cittadini e imprese.

Nel mirino finiscono anche il Green Deal europeo e quello che il centrodestra definisce un "ambientalismo ideologizzato", accusato di aver trasformato l'automobile privata nel principale bersaglio delle politiche climatiche.

M5S: "Con 40 gradi a giugno parlare di ambientalismo fanatico fa sorridere"

Durissima la replica del Movimento 5 Stelle.

La capogruppo Sarah Disabato, insieme ai consiglieri Alberto Unia e Pasquale Coluccio, definisce paradossale che la destra attacchi l'ambientalismo proprio mentre il cambiamento climatico mostra effetti sempre più evidenti, con temperature eccezionalmente elevate già nel mese di giugno.

Per il M5S, la stessa Giunta Cirio avrebbe ormai preso atto della necessità di intervenire concretamente sulla qualità dell'aria attraverso l'aggiornamento del Piano regionale.

Gli esponenti pentastellati ricordano inoltre come il rinvio del blocco dei Diesel Euro 5, avvenuto la scorsa estate, sia stato possibile grazie ai miglioramenti della qualità dell'aria derivanti dagli interventi di efficientamento energetico incentivati dal Superbonus, misura introdotta dal Governo Conte e più volte criticata dall'attuale maggioranza.

Secondo il Movimento 5 Stelle servono invece incentivi regionali alla rottamazione dei veicoli più inquinanti, un deciso rafforzamento del trasporto pubblico locale e nuovi investimenti nella riqualificazione energetica degli edifici, ritenuti strumenti strutturali e realmente efficaci contro l'inquinamento.

AVS: "La destra scopre Zone 30 e piste ciclabili"

Critica anche Alice Ravinale di Alleanza Verdi Sinistra, che evidenzia una contraddizione politica all'interno della stessa maggioranza.

Secondo la consigliera regionale, molte delle misure compensative inserite nel Piano riguardano proprio interventi che la destra ha contestato negli ultimi anni, come l'estensione delle Zone 30, la realizzazione di piste ciclabili, le pedonalizzazioni e il potenziamento del trasporto pubblico.

Per Ravinale resta inoltre aperto il nodo delle risorse economiche, ricordando che la legge di bilancio nazionale ha ridotto del 75% il Fondo destinato al miglioramento della qualità dell'aria nella Pianura Padana. Da qui la richiesta di chiarimenti su come Regione Piemonte intenda finanziare concretamente il nuovo Piano.

PD: "Più propaganda che politica ambientale"

Anche il Partito Democratico boccia duramente il progetto della Giunta Cirio.

Per il segretario regionale Domenico Rossi e la capogruppo Gianna Pentenero, il nuovo Piano punta soprattutto a evitare il blocco delle auto Diesel Euro 5, mentre manca una reale strategia di riduzione delle emissioni.

Il PD critica in particolare l'assenza di dati quantitativi sull'efficacia delle misure proposte. Incentivi al biodiesel HVO, vernici fotocatalitiche, sistemi di nebulizzazione dell'aria, forestazione urbana e tecnologie sperimentali vengono definite misure prive di solide evidenze scientifiche se non accompagnate da una reale riduzione delle emissioni alla fonte.

Secondo i dem, gli stanziamenti previsti risultano inoltre insufficienti rispetto alle esigenze della transizione energetica e rischiano di scaricare sui sindaci la gestione delle future emergenze smog, costringendo i Comuni ad adottare nuovi blocchi del traffico.

Il confronto si sposta in Consiglio regionale

La proposta di revisione del Piano regionale per la qualità dell'aria dovrà ora affrontare il percorso in Consiglio regionale, dove si preannuncia un confronto politico particolarmente acceso.

Da una parte il centrodestra rivendica una scelta che definisce di equilibrio tra tutela ambientale e sostenibilità economica per cittadini e imprese. Dall'altra le opposizioni accusano la Giunta Cirio di aver privilegiato il consenso elettorale rispetto a una strategia strutturale per combattere l'inquinamento atmosferico in una delle aree più critiche d'Europa.

Il dossier Diesel Euro 5 si conferma così uno dei principali terreni di scontro politico in Piemonte, intrecciando mobilità, ambiente, salute pubblica e transizione ecologica in vista dei prossimi passaggi istituzionali.

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