Piemonte, Fondo Vita Nascente: scontro politico tra centrodestra e opposizione su fondi e diritti delle donne
Si riaccende il dibattito politico in Piemonte attorno al Fondo Vita Nascente, la misura promossa dalla Giunta Cirio e voluta dall’assessore Maurizio Marrone (FdI) per sostenere le donne in gravidanza in condizioni di fragilità economica o sociale.
. Il provvedimento, approvato, lunedì 3 novembre, in IV Commissione regionale anche per il biennio 2025-2026, prevede uno stanziamento complessivo di 1,6 milioni di euro, suddivisi tra associazioni, servizi socio-assistenziali, Comuni e progetti specifici per la tutela materno-infantile: 940mila euro alle associazioni impegnate nella tutela materno-infantile; 600mila euro ai Comuni e ai consorzi socio-assistenziali; 60mila euro per il progetto “Parto in anonimato”.
“Propaganda antiabortista e mancanza di trasparenza”
Le forze di opposizione, in particolare Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle, criticano duramente la misura.
Le consigliere Alice Ravinale e Valentina Cera di AVS definiscono il fondo “un gioco delle tre carte” dell’assessore Marrone: «Si usano risorse pubbliche per fare propaganda contro l’autodeterminazione delle donne, mentre i servizi sociali restano sottofinanziati».
Secondo AVS, i fondi vengono gestiti “senza criteri chiari” da associazioni antiabortiste, nonostante una sentenza del TAR abbia stabilito che tali enti non dovrebbero assistere le donne in gravidanza con riconoscimenti o finanziamenti pubblici.
Anche Sarah Disabato (M5S) chiede chiarezza sui controlli, denunciando l’assenza di verifiche e di trasparenza: «Non sappiamo quanti controlli siano stati fatti, né se siano state revocate erogazioni irregolari. È inaccettabile che milioni di euro vengano distribuiti senza un monitoraggio rigoroso».
Secondo AVS e M5S, il Fondo Vita Nascente non affronta le vere cause del calo della natalità, ma diventa “uno strumento ideologico” che interferisce con le scelte personali delle donne.
“Un aiuto concreto per le mamme in difficoltà”
Dalla maggioranza, Paola Antonetto (Fratelli d’Italia) difende il fondo, parlando di una rete “viva e solidale” che negli ultimi anni ha aiutato oltre 800 donne tra mamme e gestanti.
«Il Fondo Vita Nascente non è solo un contributo economico – spiega Antonetto – ma un percorso di ascolto, orientamento e sostegno alla maternità, in collaborazione con associazioni del Terzo Settore, Caritas, ASL e Comuni»
Antonetto sottolinea che la misura punta a contrastare il cosiddetto “inverno demografico” e a «costruire politiche che uniscano pubblico e volontariato per il bene comune. Sostenere la maternità significa sostenere la vita, la libertà e il futuro del Piemonte. Vita Nascente è la dimostrazione che la politica può investire nella speranza e nella natalità»
Natalità e diritti: un tema che divide il Piemonte
Il confronto politico sul Fondo Vita Nascente riflette una spaccatura più ampia tra chi sostiene una politica familiare ispirata ai valori pro-life e chi chiede più laicità, trasparenza e sostegno economico diretto alle donne.
Mentre il centrodestra rivendica il progetto come esempio di solidarietà concreta, le opposizioni parlano di “strumentalizzazione ideologica” e annunciano nuove iniziative di controllo.
Il dibattito sul fondo, destinato a proseguire in Consiglio regionale, si inserisce nel contesto di una natalità piemontese tra le più basse d’Italia (1,14 figli per donna) e di un 22% di minori in povertà relativa, secondo i dati di Save the Children.




