Dal Teatro Regio il richiamo del presidente della Repubblica alla tutela della terra e alla pace tra i popoli. A Torino 1.500 delegati da 120 Paesi per un’edizione che celebra la diversità e ricorda Carlo Petrini
Ci sono semi che custodiscono la memoria di intere comunità, varietà agricole che rischiano di scomparire e tradizioni alimentari che raccontano la storia dei popoli.
E poi ci sono le persone che ogni giorno lavorano per preservare questo patrimonio. Sono loro le protagoniste di Terra Madre Salone del Gusto 2026, inaugurato oggi, giovedì 24 settembre, al Teatro Regio di Torino alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Un'apertura dal forte valore simbolico per la sedicesima edizione della manifestazione internazionale dedicata al cibo, all'agricoltura e alla sostenibilità, che torna nel cuore del capoluogo piemontese fino al 27 settembre.
Davanti a 1.500 delegati provenienti da 120 Paesi, Mattarella ha posto al centro del suo intervento la biodiversità, definendola un patrimonio essenziale per la salute umana, l'ambiente e la sopravvivenza delle generazioni future.
Ma questa è anche un'edizione particolare, attraversata dal ricordo di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, scomparso nel maggio 2026. Per la prima volta Terra Madre si svolge senza la sua presenza fisica, ma con un'eredità che continua a vivere nelle comunità del cibo di tutto il mondo.
Mattarella: «Alla terra occorre voler bene»
Il messaggio del capo dello Stato ha attraversato le grandi questioni del nostro tempo: la crisi ambientale, la responsabilità delle istituzioni, il futuro dell'agricoltura e la necessità di costruire una convivenza pacifica tra i popoli.
«La biodiversità è un patrimonio gigantesco che protegge la salute umana, connota l'ambiente e la nostra vita», ha dichiarato Mattarella, ricordando come la ricchezza genetica abbia accompagnato lo sviluppo dell'umanità nel corso dei millenni.
Una ricchezza che, senza adeguata tutela, rischia di essere progressivamente compromessa. Il presidente ha quindi richiamato l'urgenza di intervenire contro il declino ambientale, sottolineando che la responsabilità deve essere condivisa tra cittadini, produttori, istituzioni nazionali e organismi internazionali.
Nel suo discorso, la salvaguardia della biodiversità si è intrecciata con il tema della pace. Coltivatori, allevatori, pescatori, cuochi, gastronomi e consumatori sono stati chiamati a riconoscersi in una grande comunità del cibo, capace di unire la tutela delle risorse naturali alla solidarietà tra i popoli.
«Alla terra occorre voler bene», ha ricordato Mattarella, affidando alla manifestazione un messaggio rivolto anche alle nuove generazioni: continuare a seminare, persino nei momenti più difficili.
Terra Madre 2026, la biodiversità diventa il filo conduttore
Il tema scelto per questa edizione, Biodiversity – Be diversity, racchiude il significato di un percorso che Slow Food porta avanti da quarant'anni.
La biodiversità non riguarda soltanto le varietà vegetali, le razze animali o gli ecosistemi. Comprende anche le conoscenze tramandate, le culture alimentari, le pratiche agricole e le relazioni sociali che caratterizzano le comunità.
È questa la visione richiamata dalla presidente di Slow Food Italia, Barbara Nappini, nel suo intervento inaugurale.
Rivolgendosi ai delegati arrivati a Torino, Nappini ha invitato a coltivare la diversità e a difendere un modello alimentare nel quale il cibo buono, pulito e giusto sia accessibile a tutti.
Le sue parole hanno dato voce a una rete internazionale di contadini, pastori, pescatori, artigiani e cuochi che, attraverso il proprio lavoro quotidiano, contribuiscono a custodire le risorse naturali e i saperi locali.
Un modello che Slow Food identifica nella transizione agroecologica: un cambiamento che nasce dalle esperienze concrete delle comunità e mette in relazione produzione alimentare, tutela ambientale e giustizia sociale.
Il ricordo di Carlo Petrini: un'idea nata in Piemonte e diventata mondiale
C'è un nome che accompagna questa edizione di Terra Madre, anche nella sua assenza: Carlo Petrini.
Il fondatore di Slow Food, conosciuto da tutti come Carlin, ha costruito a partire dal Piemonte un movimento capace di raggiungere comunità rurali, produttori e cittadini in ogni parte del pianeta.
A ricordarlo è stato Edward Mukiibi, presidente internazionale di Slow Food, che incontrò Petrini nel 2008, quando arrivò a Torino dall'Uganda come delegato di Terra Madre.
Mukiibi ha ripercorso il valore di quell'incontro, ricordando la capacità di Petrini di far sentire importante anche la voce di chi proveniva dalle comunità più piccole e lontane.
Il messaggio lasciato dal fondatore della Chiocciola è diventato uno degli elementi centrali della cerimonia: ogni territorio custodisce conoscenze che rischiano di andare perdute e che possono invece contribuire a costruire un futuro diverso.
Nel suo intervento, Mukiibi ha ribadito l'impegno della rete internazionale contro la fame, le disuguaglianze, la guerra e la distruzione della biodiversità.
La produzione del cibo, in questa prospettiva, non è soltanto un'attività economica, ma anche uno strumento attraverso il quale le comunità possono tutelare le proprie risorse, condividere conoscenze e rafforzare la propria autonomia.
Re Carlo III ricorda Petrini: «La sua eredità rimane più viva che mai»
Anche Re Carlo III ha voluto partecipare simbolicamente all'inaugurazione di Terra Madre 2026.
In un messaggio letto dall'ambasciatore britannico in Italia, Stephen Hickey, il sovrano ha ricordato il rapporto personale con Carlo Petrini, la sua umanità e la passione con cui ha portato avanti i valori del movimento Slow Food.
Carlo III ha ripercorso anche il primo incontro di Terra Madre, nel 2004, al quale partecipò su invito dello stesso Petrini.
A oltre vent'anni di distanza, ha sottolineato l'attualità della missione del movimento e l'importanza della biodiversità per l'equilibrio della natura e dei sistemi alimentari.
Un ricordo che ha unito la dimensione personale alla riflessione sul futuro, richiamando uno dei messaggi più conosciuti del fondatore di Slow Food: «Chi semina utopia, raccoglie realtà».
Torino capitale del cibo: il saluto di Cirio e Lo Russo
Il ritorno di Terra Madre nel centro di Torino rappresenta anche un momento significativo per il Piemonte e per il rapporto costruito negli anni tra il territorio e la rete internazionale di Slow Food.
Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha descritto l'inaugurazione come una giornata di festa, ma anche di commozione per l'assenza di Petrini.
Cirio ha sottolineato il valore della presenza del capo dello Stato e la possibilità che dalla manifestazione arrivi un messaggio di fiducia rivolto soprattutto ai giovani.
Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha invece richiamato il ruolo della città come luogo di incontro tra culture e comunità.
Nel corso degli anni, Terra Madre ha contribuito a costruire relazioni che superano i confini geografici, trasformando Torino in un punto di riferimento per persone provenienti da Paesi diversi.
Un'identità internazionale che nasce da un'idea profondamente radicata nel territorio piemontese e che, attraverso il cibo, continua a creare occasioni di dialogo.
Gli Atlanti dell'Arca del Gusto: 1.450 prodotti da salvare
Tra i momenti più significativi della giornata inaugurale, anche la consegna al presidente Mattarella degli Atlanti dell'Arca del Gusto, uno degli ultimi progetti immaginati da Carlo Petrini.
A consegnarli sono stati Barbara Nappini e il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
L'opera comprende 18 volumi illustrati che raccolgono 1.450 prodotti alimentari a rischio di estinzione, organizzati secondo criteri geografici e regionali.
Varietà vegetali, razze animali, pani, formaggi, salumi e dolci diventano così le pagine di un grande racconto dedicato alla biodiversità alimentare.
Non soltanto un catalogo, ma uno strumento per documentare e tramandare produzioni che rischiano di scomparire insieme ai territori e alle conoscenze che le hanno generate.
La consegna degli Atlanti ha assunto un significato particolare: era stato proprio Petrini a esprimere il desiderio di donarli al presidente della Repubblica.
Mukiibi ha inoltre consegnato a Mattarella una lettera della rete globale Slow Food, con le preoccupazioni e le aspirazioni delle comunità impegnate nella difesa del diritto al cibo e della biodiversità.
A portare la propria testimonianza durante la cerimonia sono stati anche quattro delegati internazionali: Ireri Elisa Origel Rodriguez dal Messico, Mohamed Abdikadir Somo dalla Somalia, Xu Kung-Lien da Taiwan e Yuliia Pitenko dall'Ucraina.
Terra Madre Salone del Gusto 2026: quattro giorni nel cuore di Torino
Dal 24 al 27 settembre Torino torna dunque a essere il luogo in cui si incontrano produttori, comunità del cibo, istituzioni e cittadini.
Organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, la manifestazione propone un percorso internazionale dedicato alla biodiversità e alle sfide del sistema alimentare.
L'edizione 2026 mette al centro un interrogativo che riguarda tutti: come garantire cibo di qualità, tutelare le risorse naturali e preservare le tradizioni senza compromettere il futuro delle prossime generazioni?
La risposta di Terra Madre passa dalle esperienze delle comunità, dalla condivisione dei saperi e dalla valorizzazione delle differenze.
E proprio da Torino, nella prima edizione senza Carlo Petrini, il movimento Slow Food rinnova il proprio impegno: continuare a coltivare quella rete di relazioni che, partita dal Piemonte, ha portato il tema del cibo al centro del dibattito internazionale.