Torino, la TBM "Gaia" centra il primo obiettivo dell'idropolitana: completati 2,7 chilometri di scavo
Primo importante traguardo per uno dei cantieri infrastrutturali più strategici del Piemonte. La TBM "Gaia", la gigantesca talpa meccanica impegnata nella realizzazione del Collettore Mediano di Torino, ha raggiunto il pozzo intermedio PZ030, situato nelle vicinanze del Cimitero Monumentale, dopo aver scavato per circa 2,7 chilometri sotto il tessuto urbano della città.
L'arrivo al pozzo di servizio rappresenta una tappa significativa nel progetto della cosiddetta "idropolitana", l'opera destinata a rafforzare il sistema fognario e idraulico dell'area metropolitana torinese. A un anno dall'avvio degli scavi, partiti dal Parco dell'Arrivore il 3 giugno 2025, il tunnel principale ha infatti raggiunto circa il 30% del suo sviluppo complessivo.
Un'infrastruttura strategica per Torino e l'area metropolitana
Il Collettore Mediano costituisce uno degli investimenti più rilevanti per la gestione delle acque reflue del territorio. L'infrastruttura avrà una lunghezza totale di 14 chilometri, dei quali 9,5 chilometri realizzati attraverso lo scavo meccanizzato con TBM, e attraverserà terreni particolarmente complessi a circa 20 metri di profondità, oltre dieci metri al di sotto del livello della falda acquifera.
L'opera, oltre a servire direttamente la città di Torino, porterà benefici a 20 comuni dell'area metropolitana a sud e a ovest del capoluogo piemontese: Beinasco, Bruino, Cambiano, Candiolo, Chieri (Pessione), La Loggia, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Piobesi Torinese, Piossasco, Poirino, Riva presso Chieri, Rivalta di Torino, Sangano, Santena, Trana, Trofarello, Villastellone e Vinovo.
La sfida della talpa "Gaia"
Le operazioni di scavo sono affidate al personale specializzato di Colmeto Scarl, consorzio formato da Itinera S.p.A., capofila con il 51%, e Ghella S.p.A., che detiene il restante 49%.
La TBM "Gaia" è una macchina di tipo Hydroshield, con un diametro di 4,08 metri, progettata per operare in condizioni geologiche particolarmente difficili. Durante l'avanzamento realizza il rivestimento definitivo della galleria attraverso l'installazione di anelli costituiti da sei conci prefabbricati in calcestruzzo armato.
Dall'inizio delle attività la macchina ha mantenuto una velocità media di avanzamento di circa tre centimetri al minuto durante le fasi di scavo.
Oltre 80 interventi iperbarici per affrontare terreni abrasivi
I primi 2.700 metri di percorso hanno però messo alla prova tecnici e operatori. La TBM ha infatti attraversato terreni estremamente eterogenei e caratterizzati da un'elevata abrasività dei materiali, rendendo necessarie numerose operazioni di manutenzione straordinaria.
Fino a oggi sono stati effettuati oltre 80 interventi in ambiente iperbarico sulla testa di scavo, con squadre operative impegnate a una pressione di esercizio di 1,5 bar, condizioni che richiedono elevati standard di sicurezza e competenze altamente specialistiche.
Le istituzioni celebrano il primo traguardo
Alla cerimonia organizzata in occasione dell'arrivo della talpa al pozzo intermedio hanno partecipato il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, insieme ai vertici di SMAT e ai rappresentanti delle società coinvolte nella realizzazione dell'opera.
Il raggiungimento del primo obiettivo operativo conferma il rispetto del cronoprogramma e segna un passaggio fondamentale verso il completamento di un'infrastruttura destinata a migliorare l'efficienza del sistema idraulico dell'area metropolitana torinese, aumentando la resilienza del territorio e la capacità di gestione delle acque reflue per le future generazioni.




