Dalla nuova Biblioteca Centrale al Borgo, dal Teatro Nuovo al Campus del Politecnico: il progetto mette in rete i luoghi simbolo del parco. I primi eventi partiranno a novembre
Il Valentino cambia volto e prova a diventare una vera e propria cittadella della cultura.
Si chiama VALE il nuovo polo culturale torinese che nasce con l'obiettivo di mettere in rete luoghi, istituzioni e progetti che stanno ridisegnando una delle aree più conosciute della città.
Non soltanto un contenitore di eventi, dunque, ma un laboratorio permanente di cittadinanza e cultura costruito intorno alla futura Biblioteca Centrale di Torino e capace di coinvolgere l'intera area del Valentino: il Parco, il Teatro Nuovo, il Borgo, il nuovo Campus del Politecnico, l'Orto Botanico e gli spazi universitari di corso Massimo d'Azeglio.
Un unico grande palinsesto, rivolto a pubblici differenti, che accompagnerà anche fisicamente la trasformazione di questa parte di Torino.
I primi appuntamenti già a novembre
VALE non aspetterà però il completamento delle grandi opere per cominciare a vivere. I primi eventi sono previsti già da novembre, inizialmente in altri luoghi simbolo della città.
Sarà una sorta di percorso di avvicinamento al debutto vero e proprio: all'inizio del 2027 partirà infatti la programmazione a pieno regime, con il Valentino destinato progressivamente a diventare il centro di una rete culturale che intreccia libri, spettacolo, università, ricerca, musica, ambiente e partecipazione.
Dietro il progetto ci sono anche investimenti importanti. Fondazione CRT mette in campo 7 milioni di euro per gli interventi sul parco e sulla nuova Biblioteca, mentre Fondazione Compagnia di San Paolo, attraverso XKè? ZEROTREDICI, investe 20 milioni di euro per completare la rigenerazione e sostenere la gestione del Borgo.
La nuova Biblioteca Centrale sarà il cuore di VALE
Il fulcro dell'intero sistema sarà la nuova Biblioteca Centrale, destinata a nascere dalla trasformazione dell'ex Torino Esposizioni, capolavoro progettato da Pier Luigi Nervi e affacciato sul Po.
L'investimento complessivo supera i 100 milioni di euro e i numeri raccontano la dimensione dell'operazione: 1.400 posti a sedere complessivi e quella che viene annunciata come la sala di lettura più grande d'Europa, la Sala Nervi, con oltre 300 posti.
Ma l'idea della nuova biblioteca va ben oltre quella tradizionale di un luogo destinato alla consultazione dei libri.
Il padiglione Sottsass accoglierà ingresso, caffetteria e bookshop; la Piazza del padiglione Nervi sarà pensata in particolare per bambini e famiglie; le Teche ospiteranno studio e lavoro di gruppo, mentre le Gallerie saranno dedicate a narrativa e media. Nell'Ipogeo troveranno spazio le collezioni storiche e il Giardino sarà destinato a laboratori e makerspace.
Una biblioteca da vivere, quindi, oltre che da leggere, chiamata a diventare uno dei principali luoghi pubblici di incontro della Torino dei prossimi anni.
Da Chiara Valerio a Paolo Giordano, la cultura parte prima
Anche la programmazione culturale inizierà prima dell'entrata a regime del nuovo polo.
Diretta da Maurizia Rebola, con il supporto di Reale Group, prenderà il via a novembre con “La biblioteca immaginaria”. Tra gli appuntamenti annunciati ci sono Chiara Valerio su Umberto Eco, Boosta e Matteo Caccia su Italo Calvino e Paolo Giordano su Jorge Luis Borges.
Nel 2027 arriverà invece “Bosco Civico”, con protagonisti Dacia Maraini, Telmo Pievani e Stefano Mancuso.
VALE entrerà inoltre in relazione con alcuni degli appuntamenti che caratterizzano maggiormente la vita culturale torinese: dalla decima edizione di Biennale Democrazia al Torino Jazz Festival, passando per il Salone Internazionale del Libro e MITO SettembreMusica.
A questo calendario si aggiungerà quello del Servizio Biblioteche, con proposte rivolte alle scuole, attività per bambini, famiglie e adulti e nuovi progetti selezionati attraverso bandi pubblici.
Università, ricerca e natura: cambia l'intera area del Valentino
La Biblioteca Centrale sarà però soltanto uno dei tasselli della trasformazione.
Nei padiglioni storici dell'ex Torino Esposizioni nascerà infatti anche il nuovo Campus del Politecnico di Torino, mentre l'Università di Torino porterà avanti il rinnovamento delle palazzine museali di corso Massimo d'Azeglio.
Nel sistema entra anche l'Orto Botanico, realtà che già oggi rappresenta un importante polo scientifico e divulgativo e che lo scorso anno ha registrato quasi 50 mila visitatori.
Biblioteca, università, spettacolo, patrimonio storico, natura e grandi manifestazioni vengono così riuniti sotto un'unica identità.
Il Valentino prova a diventare una cittadella culturale
È proprio questa la scommessa di VALE: superare la logica dei singoli luoghi e costruire un sistema culturale riconoscibile, nel quale chi entra al Valentino possa passare da una biblioteca a uno spettacolo, da un'attività universitaria a un laboratorio, da una visita all'Orto Botanico a un grande evento cittadino.
Un progetto che accompagna una delle trasformazioni urbane più significative attualmente in corso a Torino e che punta a restituire al Valentino un ruolo ancora più centrale nella vita della città.
I primi segnali arriveranno già a novembre. Il vero banco di prova sarà il 2027, quando VALE comincerà a vivere come un unico grande polo culturale affacciato sul Po.