San Mauro Calcio, l’Eccellenza può aspettare. Prima bisognerà trovare un campo disponibile

San Mauro Calcio, l’Eccellenza può aspettare. Prima bisognerà trovare un campo disponibile

Parco Einaudi rischia di non essere pronto per l’inizio della stagione. L’Autovip contesta tempi e giustificazioni e mette sul tavolo il problema di 450 tesserati

La promozione è arrivata. Il campo, forse, arriverà...dopo.

È questo il paradosso dell’estate dell’Autovip San Mauro Calcio, reduce dalla storica conquista dell’Eccellenza ma alle prese con una questione decisamente meno entusiasmante: Parco Einaudi potrebbe non essere disponibile per l’inizio della nuova stagione.

La consegna dei lavori rischierebbe infatti di scivolare fino al 30 settembre. E se nel calcio qualche settimana può sembrare poca cosa, quando bisogna organizzare l’attività di 450 tesserati diventa un’eternità.

La società ha deciso così di alzare la voce. Non tanto contro i lavori – che considera necessari e attesi da tempo – quanto contro i tempi con cui si è arrivati ad eseguirli.

Due anni di attesa, poi la corsa contro il calendario

L’intervento sul sintetico, ricorda l’Autovip, era necessario da circa due anni per adeguare l’impianto alle richieste federali. Che finalmente si faccia è quindi una buona notizia. Che si sia arrivati a farlo praticamente sulla linea di partenza della nuova stagione, decisamente meno.

Bando, assegnazione, apertura del cantiere. Il calendario si è progressivamente ristretto fino a lasciare pochissimo margine agli imprevisti. E gli imprevisti, puntualmente, sono arrivati.

Tra le ragioni indicate per spiegare le difficoltà ci sarebbero anche problemi nella disponibilità dei materiali legati alla situazione internazionale e le alte temperature. Argomenti sui quali l’Autovip non nasconde qualche perplessità. Perché il caldo d’agosto, da queste parti, difficilmente può essere considerato una sorpresa. E quando un cronoprogramma arriva già corto all’estate, anche un contrattempo ordinario rischia di diventare straordinario.

E poi ci sono i centri estivi. Nel quadro delle motivazioni sarebbe entrata anche la presenza dei centri estivi. Ed è qui che la replica della società diventa particolarmente secca: «Non c’entrano nulla».

Il motivo, secondo il club, è semplice: le attività si svolgevano sul campo in erba, mentre il cantiere riguarda quello in sintetico. Dunque, sostiene l’Autovip, non avrebbero impedito l’avvio dell’intervento.

Una precisazione che elimina almeno una possibile zona grigia e riporta la domanda al punto di partenza: perché lavori conosciuti come necessari da tempo sono arrivati così a ridosso della stagione?

Gli imprevisti capitano. Il conto, però, arriva all’Autovip

La società non pretende che un cantiere proceda senza problemi. La contestazione è più sottile: se si parte con poco margine, basta un intoppo perché il calendario salti. E soprattutto c’è una differenza non trascurabile tra chi deve spiegare un ritardo e chi, quel ritardo, deve materialmente gestirlo.

Per l’Autovip significa trovare campi alternativi, incastrare allenamenti e partite, organizzare decine di squadre e sostenere nuovi costi.

Il Comune gestisce il cantiere. La società deve gestire le conseguenze.

Ed è probabilmente qui che la polemica assume il suo peso maggiore.

«Faremo il possibile» non basta per 450 tesserati

L’Autovip mette sul tavolo un numero: 450. Sono i tesserati per i quali bisogna programmare la stagione. Dietro quel numero ci sono squadre, tecnici, dirigenti, volontari e soprattutto famiglie che hanno bisogno di sapere dove e quando si svolgeranno le attività.

Per questo la frase più pesante pronunciata dalla società è anche la più semplice: «Abbiamo bisogno di certezze».

E ancora più netto è il passaggio successivo: «Non possiamo programmare una stagione sul “faremo il possibile”».

Non è difficile comprenderne la ragione. Un campionato ha date, calendari e obblighi. Gli allenamenti hanno orari. I campi alternativi devono essere trovati e, spesso, pagati. La buona volontà può aiutare, ma difficilmente entra in un calendario federale.

Il vero strappo è politico

Dietro la questione del sintetico, però, sembra ormai esserci qualcosa di più profondo. L’Autovip arriva infatti a mettere in discussione il peso che l’Amministrazione comunale attribuirebbe alla società.

Il concetto è esplicito: il club ritiene di non ricevere l’attenzione che meriterebbe una realtà capace di coinvolgere 450 atleti, centinaia di famiglie e di rappresentare San Mauro nei campionati regionali, fino alla conquista dell’Eccellenza.

È naturalmente la posizione della società, non un fatto accertato. Ma politicamente è il passaggio più significativo dell’intera vicenda. Perché un ritardo può essere spiegato con un problema di fornitura. Un cantiere può incontrare difficoltà. Una data può persino slittare.

La sensazione di non essere considerati, invece, è molto più difficile da sistemare con qualche settimana di lavori.

Il campo delle risposte

L’Autovip, insomma, non contesta la necessità dell’intervento. Al contrario, ricorda di attenderlo da tempo. Contesta il percorso che ha portato a concentrare i lavori a ridosso della stagione e chiede che il costo organizzativo ed economico di questa situazione non venga trattato come un dettaglio.

Ora servono soprattutto date. Perché il San Mauro ha conquistato sul campo il diritto di giocare in Eccellenza. Il problema, a questo punto, è decisamente più terra terra: sapere su quale campo.

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