Le opposizioni attaccano su controlli, mense e servizi scolastici. Sulla sanità Giulivi chiama in causa la Regione. Per il bus VE2 Russo annuncia un’ipotesi con sei fermate in più e sei corse in meno
Seicentomila euro di disavanzo nell’ASM, tariffe scolastiche sotto accusa e un trasferimento del Centro di Salute Mentale che continua ad aspettare risorse. Il Consiglio comunale del 26 ottobre scorso ha portato il confronto tra maggioranza e opposizioni sul terreno più sensibile: i servizi che i cittadini pagano, utilizzano o non riescono a ottenere.
Le minoranze hanno contestato all’Amministrazione, guidata dal sindaco Fabio Giulivi la vigilanza sull’Azienda Speciale Multiservizi e le scelte sulle rette di mense e nidi. Accuse politiche precise, che richiedono risposte altrettanto circostanziate: quando il Comune ha conosciuto le difficoltà dell’azienda? Come è intervenuto? Quali effetti producono le nuove tariffe sulle diverse fasce di reddito?
Sul fronte sanitario Giulivi ha indicato nella Regione il soggetto competente a completare il finanziamento. Sulla mobilità l’assessore Maurizio Russo ha illustrato il possibile ampliamento della VE2.
ASM, le opposizioni chiedono conto della vigilanza
Il numero che pesa sul dibattito è il disavanzo di circa 600mila euro registrato dall’ASM al 31 dicembre 2025. Attorno a quel risultato si concentra la contestazione delle minoranze: il Comune ha esercitato fino in fondo il proprio ruolo di controllo?
Alessandro Brescia (Uniti per Cambiare), ha sostenuto che l’amministrazione conoscesse la situazione almeno dal 13 maggio 2026, data di approvazione del bilancio dell’azienda, e ha contestato la mancata adozione di interventi adeguati.
Anche Stefano Mistroni (PD) ha attaccato la gestione dei controlli e le soluzioni individuate dal Comune durante la discussione sulla variazione di bilancio.
La critica investe dunque sia l’andamento dell’azienda sia la vigilanza dell’ente. Il disavanzo è il dato contabile; l’eventuale insufficienza dei controlli è la responsabilità politica denunciata dalle opposizioni, sulla quale occorrono elementi e risposte verificabili.
Nella stessa seduta le minoranze si sono astenute sul bilancio consolidato 2025 e sulla quarta e quinta variazione al bilancio di previsione 2026-2028, quest’ultima con applicazione dell’avanzo di amministrazione 2025.
Mense, il caso dei due ISEE: un euro di differenza, tariffa più che doppia
È sulle rette scolastiche che lo scontro assume la forma più immediata per le famiglie.
Alessandro Cubello (Alleanza Verdi e Sinistra) ha messo a confronto due valori ISEE consecutivi: 6.000 e 6.001 euro. Secondo le cifre illustrate dal consigliere, nel primo caso il pasto costa 1,63 euro, nel secondo 3,90 euro.
Il salto è di 2,27 euro a pasto, circa il 139% in più, a fronte di una differenza di un solo euro nell’indicatore economico. Cubello ha quantificato in oltre 400 euro annui la possibile maggiore spesa per un figlio: un importo che dipende dal numero di pasti consumati.
La contestazione è netta: famiglie con condizioni economiche pressoché identiche finirebbero per pagare importi molto diversi. Il consigliere ha accusato l’amministrazione di avere abbandonato la precedente tariffazione puntuale basata sull’ISEE, che consentiva un aumento graduale, e ha lamentato l’assenza di una simulazione complessiva dell’impatto delle nuove rette.
Daniele Milani (PD) ha a sua volta sostenuto che il sistema approvato dalla maggioranza nel luglio 2026 rischi di penalizzare i nuclei con ISEE più basso.
Cubello ha inoltre richiamato un passaggio decisivo nell’attribuzione delle responsabilità: le tariffe le delibera il Comune; l’ASM le applica.
Le opposizioni hanno collegato gli aumenti alle difficoltà dell’azienda.
Pre e post-scuola, dieci plessi senza entrambi i servizi
Il problema non riguarda soltanto quanto si paga. Riguarda anche ciò che viene garantito.
Secondo i dati presentati in aula da Milani, dieci plessi scolastici su diciassette sono privi sia del pre-scuola sia del post-scuola. Soltanto due offrono entrambe le possibilità.
Per chi deve conciliare lavoro e orari delle lezioni, la mancanza di copertura può diventare un problema quotidiano, con la necessità di cercare aiuto in famiglia o ricorrere a soluzioni a pagamento.
Il dato denunciato dal consigliere pone una questione precisa sulla distribuzione del servizio. Nel resoconto non sono riportate le spiegazioni dell’amministrazione sulle mancate attivazioni, né eventuali interventi previsti.
Centro di Salute Mentale, Schillaci attacca. Giulivi: il finanziamento spetta alla Regione
Sulla sanità il confronto si è concentrato sul trasferimento del Centro di Salute Mentale da piazza Costituente all’ex Casa protetta di corso Machiavelli.
Rossana Schillaci, capogruppo del PD, ha contestato i ritardi nell’attuazione dell’Accordo di programma sottoscritto con l’ASL nel 2023 e ha chiesto chiarimenti sui circa 400 mila euro mancanti per completare il finanziamento.
La consigliera ha richiamato una delibera di Giunta del settembre 2025 che, secondo la sua ricostruzione, riconosceva l’indisponibilità dei fondi e l’impossibilità di procedere alla ristrutturazione. Da qui l’attacco alle precedenti rassicurazioni sull’avvio dei lavori, comprese quelle della campagna elettorale.
«Non si può fare propaganda sulla salute e sui servizi essenziali del territorio», ha dichiarato Schillaci, ricordando le interrogazioni presentate dal 2023 e il coinvolgimento del Consiglio regionale.
Giulivi ha replicato che il completamento del finanziamento richiesto dall’ASL TO3 è di competenza della Regione Piemonte e non del Comune. Il sindaco ha quindi ricondotto il nodo delle risorse al livello regionale.
Nella risposta ha anche aggiornato il Consiglio sulla Casa di comunità, riferendo che da alcuni mesi si trova al polo sanitario di via Don Sapino. Per la struttura di via Silva ha indicato la conclusione dei lavori di ristrutturazione entro la fine del 2026 e delle sistemazioni esterne nella primavera 2027.
Le due vicende vanno però distinte: le scadenze di via Silva non fissano una data per il trasferimento del Centro di Salute Mentale in corso Machiavelli.
VE2, la proposta della Giunta: percorso più lungo e meno corse
A collegare il tema sanitario a quello dei trasporti è stata l’interrogazione di Mimmo Dellisanti, consigliere della coalizione civica senza partiti, sul futuro della linea VE2.
Dellisanti ha chiesto di estendere il servizio verso Gallo Prile, Altessano e Rigola, collegando meglio il polo sanitario, il Centro di Salute Mentale, la fisioterapia, le scuole e gli uffici pubblici. La proposta prevede circa quattro chilometri aggiuntivi, con la richiesta di non far ricadere i relativi costi sul Comune.
Russo ha risposto illustrando un’ipotesi concreta: sei fermate in più, un percorso da 13 a circa 17 chilometri e corse ridotte da 22 a 16. L’amministrazione trasmetterà una valutazione economica all’Agenzia della mobilità per cercare un’intesa sul nuovo tracciato.
Il progetto, dunque, non è ancora approvato. E presenta un equilibrio da verificare: una copertura più ampia della città, accompagnata da una minore offerta di corse.
La valutazione passerà dagli orari effettivi e dalla possibilità di raggiungere visite, terapie e servizi pubblici senza attese eccessive. Per chi dipende dall’autobus, soprattutto nelle fasce più fragili della popolazione, una fermata più vicina conta quanto la disponibilità di una corsa nell’ora necessaria.
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