Giovedì 18 dicembre alle 21, il Teatro Concordia ospita Otello, di precise parole si vive, lo spettacolo con Lella Costa e la regia di Gabriele Vacis, che riporta in scena, a distanza di 24 anni, una delle riletture più intense e contemporanee del capolavoro di William Shakespeare.
Un Otello attuale, tra manipolazione e violenza di genere
Lo spettacolo preserva la struttura narrativa dell’Otello shakespeariano, ma ne aggiorna il linguaggio e i riferimenti meno comprensibili al pubblico di oggi. Al centro del racconto emerge con forza la tragedia di Desdemona, letta alla luce di temi drammaticamente attuali come il femminicidio, la manipolazione del linguaggio, il razzismo, i matrimoni misti e la condizione del lavoratore straniero.
La vicenda del Moro di Venezia appare così sorprendentemente simile a una notizia di cronaca contemporanea, rendendo evidente quanto sia ancora necessario raccontare questa storia, “precisamente questa”, come sottolinea Lella Costa.
Le “parole giuste” per rileggere Shakespeare
«I grandi autori sono immortali perché continuano a parlarci», spiega Costa. Da qui nasce la scelta di intervenire sul testo senza tradirlo, restituendo a Shakespeare una voce capace di dialogare con il presente. Le “precise parole” diventano lo strumento per smascherare i meccanismi della violenza e dell’inganno.
La regia di Gabriele Vacis e il tema del patriarcato
Nelle note di regia, Gabriele Vacis affronta apertamente il nodo del patriarcato, mettendo in discussione l’idea tradizionale di un Otello che uccide Desdemona “per amore”. Una lettura netta e necessaria che rifiuta ogni giustificazione romantica della violenza, sottolineando come non possa esistere amore dove ci sono sopraffazione e dominio.
Raccontare oggi Otello significa anche interrogarsi su come il linguaggio possa diventare uno strumento di consapevolezza e cambiamento, soprattutto per gli uomini, chiamati a confrontarsi con modelli culturali profondamente radicati.
Otello, di precise parole si vive non è solo un ritorno a Shakespeare, ma un potente atto teatrale che unisce classico e attualità, invitando il pubblico a riflettere sul presente attraverso uno dei testi più forti della storia del teatro.

