L'Ad Andorno rassicura sul lavoro a Caselle: 114 milioni di investimenti, mentre l’aggregazione con Milano è ancora in fase preliminare
Un progetto ancora allo studio, senza una struttura societaria definita, che secondo Sagat potrebbe offrire nuove opportunità di crescita all’aeroporto di Torino Caselle.
È il quadro emerso questa mattina, 14 ottobre, durante l’audizione dell’amministratore delegato Andrea Andorno in Commissione Trasporti del Consiglio regionale del Piemonte, dedicata alla possibile aggregazione con il sistema aeroportuale milanese di Malpensa e Linate.
L’ipotesi, circolata ad agosto, aveva sollevato polemiche, preoccupazioni e interrogativi sul futuro dello scalo torinese, sul suo ruolo rispetto agli aeroporti lombardi e sulle ricadute occupazionali. Davanti alla Commissione, Andorno ha ribadito il carattere preliminare dell’operazione: non ci sono ancora dettagli sufficienti per delinearne l’assetto né per stabilire chi acquisirebbe chi.
Caselle, 114 milioni di investimenti e traffico in crescita
Il confronto sull’aggregazione arriva mentre l’aeroporto di Caselle attraversa una fase di espansione. Andorno ha illustrato il Master Plan completamente approvato da Enac, che prevede 114 milioni di euro di investimenti destinati alla qualità delle infrastrutture, alla sostenibilità ambientale e al miglioramento del servizio.
Il piano guarda a una capacità di accoglienza nell’ordine degli 8-10 milioni di passeggeri. Nel quadro presentato dall’amministratore delegato, lo scalo parte da circa 5 milioni e punta a chiudere l’anno molto vicino ai 6 milioni, dopo una crescita del 18% nei primi 9 mesi dell’anno.
Anche la rete dei collegamenti testimonia questo sviluppo: 54 destinazioni e 16 compagnie nella stagione estiva, che diventano 62 destinazioni e 21 compagnie in quella invernale. Tra gli elementi richiamati durante l’audizione figurano le basi di Ryanair e Wizz Air e il contributo di vettori come Turkish Airlines e Finnair.
Un altro dato riguarda l’accessibilità: secondo quanto riferito da Andorno, un passeggero su quattro utilizza il treno per raggiungere o lasciare l’aeroporto. Un risultato che lega la crescita di Caselle al servizio ferroviario metropolitano e ai collegamenti con Torino.
Aggregazione con Milano: il progetto industriale è da definire
Sul possibile rapporto con Malpensa e Linate, Andorno ha sostenuto che l’aggregazione può avere una logica industriale, richiamando l’esistenza di modelli italiani di integrazione tra aeroporti (come quello del Nord Est) che funzionano e consentono di valorizzare meglio le infrastrutture.
La posizione espressa da Sagat parte però da un punto preciso: Caselle sta crescendo anche nell’assetto attuale. L’eventuale integrazione viene quindi presentata come una possibilità di ulteriore sviluppo.
Restano da definire i contenuti del progetto industriale, sui quali il lavoro dovrebbe proseguire nelle prossime settimane. La differenza di dimensioni rispetto agli scali milanesi è stata riconosciuta dall’amministratore delegato, che ha tuttavia indicato nell’aggregazione una possibile occasione per rafforzare Torino.
Occupazione e ruolo dello scalo torinese
Uno dei nodi più sensibili riguarda il lavoro. Nel corso dell’audizione, Andorno ha fornito rassicurazioni sul mantenimento dell’occupazione a Torino, senza prospettare riorganizzazioni occupazionali legate all’ipotesi illustrata. Indicazioni che arrivano, comunque, in una fase nella quale i dettagli dell’operazione non sono ancora disponibili.
Sagat ha inoltre riferito di mantenere contatti con i Comuni aeroportuali, ai quali è stato rappresentato il carattere preliminare del percorso e il suo possibile valore in termini di opportunità.
Quanto al posizionamento commerciale, Andorno ha escluso che l’obiettivo sia fare di Caselle un aeroporto esclusivamente low cost. Lo sviluppo di questo segmento ha contribuito a riportare lo scalo all’attenzione del mercato dopo il Covid, ma la prospettiva resta aperta a diverse tipologie di traffico. La crescita effettiva dipenderà soprattutto dall’offerta delle compagnie aeree e dalle loro decisioni sui collegamenti.
Per Cuneo, nell’impostazione esposta, non è stato prospettato un coinvolgimento nella strategia.
Dall’audizione emerge dunque un’apertura di Sagat verso l’aggregazione, accompagnata da rassicurazioni sul futuro di Caselle.
Il passaggio decisivo sarà la presentazione di un progetto industriale concreto, sul quale valutare il ruolo dello scalo torinese, le prospettive dei collegamenti e le ricadute per il territorio piemontese.